Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino: l’infanzia va alla guerra

Prima edizione: 1949

È una delle letture più assegnate e apprezzate alle medie, MA leggerlo piace tanto agli insegnanti (e più in generale agli adulti) quanto ai ragazzi. È una storia semplice, MA allude continuamente alla Storia più alta e complessa. È un libro di Calvino, MA si stenta a riconoscerne lo stile, al punto che nella sua prefazione del 1964 egli scrisse: “Più che un’opera mia, lo leggo come un libro nato dal clima generale di un’epoca”.

Insomma, “ma” è una parola chiave per apprezzare l’avvincente storia di Pin, il ragazzino ligure impegnato nella disperata ricerca, fra le macerie del secondo conflitto mondiale, l’affetto e l’accettazione che, orfano di entrambi i genitori, non trova nella vita quotidiana. Senza dubbio, Calvino ha ragione nel sentire questo suo primo romanzo, uscito nel 1949 (subito dopo la fine della guerra e in pieno neorealismo) come poco “suo”: chi ha apprezzato le successive opere dell’autore non troverà qui la sua diffusa ironia né la sognante potenza iconica di simboli rimasti nell’immaginario come il Barone rampante o Marcovaldo. MA, se è “voce anonima”, non è voce banale.
Rispetto alla Resistenza, ci sono stati e ci sono tuttora gli eccessi di chi dipinge i partigiani come eroi senza macchia e quelli di chi li riduce a banditi, di fatto del tutto assimilabili alle squadracce fasciste. All’epoca, non mancava nemmeno chi li definiva traditori. Calvino, un po’ come il miglior Fenoglio, riesce ad ottenere una voce che è anonima nel senso che non si schiera, ma prova a raccontare una storia onesta, oltre che coinvolgente.

Il punto di vista è quello di un ragazzino, che desidera fortemente entrare nel mondo degli adulti e che pertanto si unisce ai ribelli, MA che ha tutta l’ingenuità del bimbo, che a volte viene escluso, che non comprende né termini (“trozkista”, “comitato”…) né quanto possa essere forte l’amore o anche solo l’attrazione per una donna, sebbene il sesso gli sia familiare in quanto vive, prima di darsi alla macchia, con la sorella prostituta, sola sopravvissuta della famiglia. Una sorella, tra l’altro, che mentre Pin è fra i partigiani, si concede ai nazisti: è la guerra civile.
Un punto di vista ingenuo, quello di Pin, non preconcetto; un punto di vista chesi alimenta di fantasie infantili, le quali però durano il tempo di un pensiero, per poi collassare nello scontro con la feroce realtà. Il “sentiero dei nidi di ragno” è il posto segreto di Pin, il luogo dell’infanzia, destinato ad essere profanato.
È attraverso gli occhi infantili di Pin che conosciamo un Distaccamento di partigiani popolato di figure memorabili, dal cuoco che parla di rivoluzione ma combatte solo mescolando riso e castagne ai quattro fratelli calabresi che, dal maggiore al minore, hanno scelto come nomi di battaglia i titoli nobiliari decrescenti (Duca, Marchese, Conte e Barone) e a molte altre che bisogna conoscere per poterle apprezzare. Figure di persone colte e ignoranti, politicizzate e no, del Nord e del Sud…insomma, una piccola Italia, con i suoi piccoli conflitti. Un Distaccamento scalcinato, senza dubbio, di “ladruncoli, carabinieri, militi, borsaneristi, girovaghi”, MA capace all’occorrenza di tale disciplina e abnegazione alla causa da lasciare tutti stupiti e orgogliosi.

Calvino si concede una sola riflessione teorica: nel 1949, è ben consapevole di quale sarà l’accusa rivolta ai partigiani, ossia di essere violenti, ladri, prepotenti proprio come i fascisti che combattevano. Lo fa per bocca di Kim, uno studente che fa parte del Comando: fascisti e partigiani, secondo lui, non combattono per ideali o miti, questo non fa la differenza; combattono per la stessa rabbia profonda che viene dal sentirsi esclusi, emarginati, poveri. MA i fascisti combattono una guerra che, se vinta, rafforzerà e perpetrerà i motivi di quella rabbia; i partigiani, invece, per cambiare : “qua si risolve qualcosa, là si ribadisce la catena”. Là, fra i fascisti, i gesti sono perduti, senza senso, perché non cambiano, qua, fra i ribelli, sembrano uguali MA acquisiscono un senso alla luce della Storia.

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