A tu per tu con..Saverio Simonelli

Il 2020 verrà ricordato per molte ragioni, non tutte positive. Eppure questo 2020, con i suoi alti e bassi, ci ha regalato anche delle letture interessanti e meravigliose. Saverio Simonelli per festeggiare i 250 anni della nascita di Beethoven ha pubblicato presso Fazi editore un romanzo estremamente interessante e bello “Cercando Beethoven” (trovate la recensione sul nostro sito al seguente link https://www.gliamantideilibri.it/cercando-beethoven-saverio-simonelli-2/). Per i nostri lettori, Simonelli ha deciso di rispondere ad alcune domande sul suo romanzo. intervista a cura di Gabriele Scandolaro

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  1. Cosa l’ha colpita di Beethoven per voler scrivere un romanzo che ruota attorno alla sua figura?

La sua assoluta dedizione alla musica, sentita come una necessità spirituale e assieme genuinamente fisica. Beethoven è un uomo che nel corso della vita sviluppa una aderenza assoluta tra la sua natura profonda e il mezzo espressivo attraverso il quale riesce a comunicarla. E questo a fronte di un’esistenza travagliata e minata costantemente dal senso del limite imposto alla carne dalla sofferenza e dalla malattia. La sua musica dimostra che c’è un di più nel cuore dell’uomo nonostante il dolore. Quel dolore che Beethoven non nega né edulcora ma riesce a sublimare.

  1. Come nasce la storia di “Cercando Beethoven”?

Come spesso accade, da un caso fortuito. La lettura delle memorie di Franz Grillparzer, il grande scrittore austriaco che scrisse l’orazione funebre di Beethoven. Da ragazzo Grillparzer trascorse un’estate a Heiligenstadt condividendo il ballatoio dell’abitazione in cui alloggiava Beethoven. La madre del futuro scrittore passava le ore a origliare dietro la porta di Beethoven finché, un pomeriggio, il compositore esce di scatto e…

  1. Quanto studio ha richiesto riuscire a ricostruire in modo accurato il mondo dell’Ottocento germanico?

È il frutto di molti anni. Sono laureato in filologia germanica e conosco, ma soprattutto amo profondamente, la letteratura del periodo che va dal tardo settecento a tutto il secolo successivo. Novalis in particolare, la cui lettura è stata la mia iniziazione alla dimensione dell’immaginazione creativa negli anni liceali.

  1. Quanto è stata importante la musica di Beethoven per la stesura di questo libro?

Ovviamente è stata centrale. Ho una formazione musicale da chitarrista classico ma sono cresciuto col mito della musica classica e romantica e del pianoforte. Ho provato a rendere l’eccezionalità della figura di Beethoven mostrandone in controluce il lato più umano, l’uomo che mette in musica l’invisibile ma intanto elemosina affetto e condivisione come ciascuno di noi. Il compositore dell’Eroica che dimentica in bella vista nel suo studio il vaso da notte.

  1. Wilhelm: può parlarci della genesi del personaggio?

Wilhelm inizialmente dimostra la sensibilità entusiasta, ingenua e a tratti anche velleitaria del primo romanticismo, poi però nel corso della storia cresce umanamente. Diventa uomo riuscendo nell’impresa di conservare intatto l’entusiasmo accompagnandolo con una superiore e matura capacità di discernimento tra avvenimenti della vita, percezioni personali, sentimenti e affetti. E questo paradossalmente avviene attraverso la sequela del suo mito di cui è il primo a intuire i lati più genuinamente umani. È un suo ‘Bildungsroman’ che passa per una rinuncia intellettuale consapevole e una conquista umana sperata ma imprevista.

  1. Quanto Simonelli c’è nella figura di Beethoven e quanto invece in Wilhelm?

In Beethoven nulla, non avrei mai osato…tra l’altro le frasi da lui pronunciate sono quasi tutte autentiche. In Wilhelm diciamo che c’è di mio l’inclinazione a vivere le giornate con grande trasporto (e dispendio) emotivo e la disposizione all’entusiasmo.

  1. Cosa chiederebbe Simonelli a Beethoven?

Gli chiederei cosa prova nel momento in cui una melodia, un tema, un’intuizione armonica si presenta alla sua mente.

  1. Cosa consiglierebbe a un lettore che volesse approfondire la figura del musicista tedesco?

Come lettura sicuramente gli ‘Appunti biografici dal vivo’ redatti da Ferdinand Ries e Franz Wegeler, che hanno avuto una lunghissima e intensa frequentazione con Beethoven. E poi ovviamente gli ascolti, iniziando magari da due famose sonate per pianoforte: la Patetica e La sonata quasi una fantasia ’Al chiaro di Luna’ per poi passare alle sinfonie. La Pastorale, la Quinta e solo dopo l’Eroica. Di lì si può prendere il volo verso opere più complesse ed enigmatiche come i quartetti tardi e le ultime sublimi sonate per pianoforte (dalla 28 alla 32).

  1. Beethoven rimase profondamente deluso dal tradimento degli ideali della rivoluzione operato da napoleone. Pensa che questo evento abbia in qualche modo influito sulla sua musica? Pensa che le posizioni di un Beethoven disilluso abbiano influenzato anche scrittori tedeschi contemporanei a lui o successivi? Pensa che Beethoven oggi sia ancora importante nella cultura tedesca contemporanea?

Direi di no, proprio perché anche la delusione diventa in lui sostanza sonora, materiale per la sublimazione artistica, sentimento che arricchisce la sua psiche dalla smisurata vastità. Per quanto riguarda gli scrittori, direi di no, sono stati più influenzati dal suo carisma e dalla potenza straordinariamente innovativa delle sue composizioni. Uno su tutti E.T.A. Hoffmann. Per la cultura tedesca di oggi resta sicuramente un modello. Basti pensare che per ricordare i venticinque anni dalla caduta del Muro nel 2014 è stata eseguito l’ultimo movimento della Nona Sinfonia davanti la porta di Brandeburgo.

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Gabriele Scandolaro

Mi chiamo Gabriele e sono un lettore. Ho iniziato a leggere quando ero molto piccolo, complice una nonna molto speciale che invece delle classiche favole riempiva le mie giornate raccontandomi i capolavori teatrali di Shakespeare e di Manzoni. Erano talmente avvincenti le sue narrazioni che, appena mi è stato possibile, ho iniziato a leggere per conto mio. Ma terminato il mio primo libro ne ho iniziato subito un altro. Poi un altro. Da allora non riesco più a smettere di leggere. Quando non leggo o studio, lavoro come Educatore e suono il violino.

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