Della Bontà – Jean Flaminien

Titolo: Della Bontà
Autore: Jean Flaminien
Data di pubbl.: 2020
Casa Editrice: Book editore
Genere: Poesia
Traduttore: Fabio Scotto
Pagine: 221
Prezzo: € 18,00

Jean Flaminien, tra i più importanti poeti di lingua francese di questi anni, è senza dubbio l’erede di Yves Bonnefoy.  Dal 2001, grazie alla sensibilità di Massimo Scrignoli (Book editore), uno degli ultimi editori puri di poesia in circolazione, le opere di questo straordinario giocatore dell’assoluto si possono leggere e apprezzare in Italia.

Esponente convinto e autorevole di una poesia pensante, Flaminien costruisce un poetare limpido che inchioda la mente ai punti di domanda e incendia il cuore.

Sempre attento a elaborare il filo interiore di una squisita ricerca, nella sua poesia non manca mai il collegamento tra l’esplicito e il non esplicito, il detto e il non detto.

Il poeta francese afferra il mondo con i sensi: indossa l’esistenza al centro del caos, riempie la materia con l’interrogazione perpetua sulle domande esistenziali.

Flaminien è convinto che, nonostante il disordine imperante, nel mondo c’è qualcosa  da salvare. La verità è nell’aria, e soltanto la poesia può offrire a noi le parole giuste per districarsi nel labirinto dell’inquietudine

Una voce che ha una specifica singolarità tematica e stilistica, un poeta che ha un profondo sguardo contemplativo e sensibile. La sua poesia guarda al pensiero poetante e si contamina spesso con gli spigoli duri di un reale tutto da decifrare.

Esce adesso sempre da Book editore Della Bontà libro in cui il poeta ancora una volta sa andare controcorrente.

In un mondo malfermo  dove la seduzione del male comanda, Flaminien cede la parola al bene.

In novantatré frammenti di pura poesia pensante troviamo alti riferimenti poetici e filosofici (Novalis, Leopardi, Rimbaud, Antonio Porchia, René Char, Pascal, Nietzsche) e una convincente mistica del bene.  Il poeta con la sua cifra stilistica (che tende sempre a un assoluto letterario) ci mostra la necessità della bontà spogliata di ogni orpello sublime.

«Se il male ha sempre avuto – scrive Fabio Scotto nella prefazione – forse un fascino letterario superiore per via dei meandri della coscienza che rivela, oltre che dei percorsi successivi di perdita di sé, di riscatto o d’espiazione che comporta ( basti pensare a Shakespeare, Camus, Sartre o Dostoevskij), il bene che la bontà intende affermare, per quanto nozione soggettiva, è qui il frutto di una  missione di estetica e di etica, ed è associato alla luce della poesia stessa, intesa come virtù e necessità salvifica, in senso laico, dell’equilibrio fra uomo e natura, fra umanità e cosmo».

Della Bontà affronta il mistero della parola che scorre nel fiume della vita. Jean Flaminien scava nella coscienza di poeta e di uomo e sceglie il frammento in versi per rivolgersi i maniera incondizionato alle vite dei suoi simili. In ogni poesia disserta filosoficamente e poeticamente dell’apporto benefico della bontà perché nella sua esperienza di uomo Jean Flaminien è un poeta che cerca la dimensione dell’Altro, seguendo la  grande lezione di Lévinas.

«La bontà esiste, io l’ho incontrata. Le ho vissuto accanto, giorno per giorno, per anni di egoismo inconsapevole, ignorante, senza cercarla altrove, men che meno in me stesso: tenendo la sua dolcezza, questo rifugio a portata di mano e osservandola nelle sue innumerevoli componenti, la libertà e la sorpresa del suo campo d’azione inaudito. Usandola, a volte, più di quanto è concesso».

Con questo incipit fulminante Flaminien ci porta a spasso nella mistica del bene. Una testimonianza in versi in cui il poeta vuole dirci che siamo venuti al mondo per amarci e per volerci bene.

Ci invita tutti a entrare tra le righe mormoranti dei suoi frammenti, a riflettere sempre con la mente e con il cuore, a sentire attraverso il corpo la verità del bene, anche se in un mondo sopraffatto dal male per noi è ancora una dimensione ignota.

Per Flaminien il bene è lo scopo stesso della poesia, anche se noi lo tradiamo. Non possiamo nascondere per sempre la sua luce. Della Bontà ha la spiritualità di  un libro d’ore, allo stesso tempo è un breviario laico che contempla tutta la bellezza che dona il bene, è una ricerca verso un orizzonte di senso che guarda alla necessità del dare, perché oggi il mondo in cui viviamo ha più che mai bisogno di gesti e non di utopie.

 

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