La mossa del granchio – Sandrone Dazieri

Titolo: La mossa del granchio
Data di pubbl.: 2026
Pagine: 448
Prezzo: € 19,50

Una nuova avventura al fulmicotone per la strana coppia formata da Colomba Caselli, ex vicequestore, e l’intelligentissimo e stralunato podcaster Dante Torre – che odia volare, è claustrofobico, fuma come un turco, si nutre di psicofarmaci e cibo vegano e beve solo caffè di marche raffinatissime. Che Dante sia così non è colpa sua, o almeno non interamente: da piccolo e per dodici anni, dopo essere stato rapito, è rimasto nelle grinfie del Padre e ne ha passate di tutti i colori fino alla sua liberazione. Ora a chiamarlo per un ‘consulto’ è Donatella Sermonti dei Servizi e Dante si domanda cosa vogliano da lui le barbe finte tanto da trasportarlo in auto da Roma in Piemonte, in un paese in provincia di Asti. Lì, in una chiesetta rimasta sepolta sotto una frana dal 2001 e dove ora sono iniziati i lavori di recupero, è stato trovato il corpo di una giovane donna:

“Il corpo scheletrico è disposto a croce. Una ferita dallo sterno al pube è rimasta congelata aperta. … Sopra l’altare è stato tracciato con la vernice un complesso disegno. Una ruota solare a dodici raggi, un chakra indiano, che contiene un fiore di loto azzurro a otto petali con al centro un cerchio rosso.” (p. 21)

Dante riconosce il simbolo della comunità Tarayoga. Dopo la liberazione aveva trascorso lì un anno sotto la guida del guru Surya, al secolo Ralph Minardi, uno psicologo italoamericano, ora in carcere in Texas per riciclaggio di soldi dei narcos – ma questo Dante lo saprà in seguito. Quello che ora lo lascia attonito e scoprire che quel cadavere ormai ridotto ad adipocera, ma dal viso ancora riconoscibile, appartiene ad Alba Campana, una ragazza della comunità che lui aveva amato e sposato all’epoca e dalla quale in seguito si era separato. Lei si era rifiutata di seguirlo nel vasto mondo. Sconvolto, pieno di sensi di colpa e dolore, Dante decide di svolgere la sua personale indagine anche se la Sermonti non gli ha ufficialmente chiesto niente – ma è chiaro che ben conosceva il legame fra Dante e la comunità Tarayoga. 

Stavolta, però, Dante è solo. Colomba nel frattempo si è fidanzata con Glenn Martinez, multimiliardario, ed è con lui in Francia. Dante riesce a contattare Surya nel carcere texano. L’uomo è anche accusato della morte di Alba e si dichiara innocente mentre implora Dante di aiutarlo e di contattare Adele, l’infermiera che gestiva insieme a lui i volontari della comunità Solaria del centro Tarayoga. Da lei Dante apprende come all’epoca della scomparsa di Alba – nessuno immaginava che fosse stata uccisa – la comunità si stava spaccando dall’interno; di come molti fuoriusciti si fossero creati posizioni invidiabili dal punto di vista economico e di come quegli stessi, negli ultimi due anni, siano morti per strani incidenti e improvvisi suicidi. Quasi un demone si fosse impossessato delle loro anime e poi dei loro corpi. Per niente convinto da questa ipotesi, Dante si allontana a bordo della sua inseparabile auto d’epoca De Lorean dalla casa di Adele ai piedi del Monte Tobbio, non lontano dal centro olistico Thirta della Gioia di proprietà di Ruggero Rambelli – un tempo, con il fratello psichiatra ora morto, membro della comunità. Vorrebbe sentire anche lui, ma un camion lo butta fuori strada e Dante si salva a malapena. Avvertita di quanto accaduto, Colomba lascia Glenn dopo un mezzo litigio e raggiunge al volo in ospedale il suo più caro amico e sodale lasciandosi trascinare nel vortice della nuova inchiesta.

Un’inchiesta parecchio intricata che li porterà dal Piemonte a Milano, poi a Roma e infine addirittura in Spagna, a Barcellona, sulle tracce di coloro che un tempo facevano parte della comunità Tarayoga e che sono misteriosamente passati a miglior vita. Uno di loro, però, è riuscito, prima di morire, a lasciare dietro di sé una solida traccia di quanto accaduto. Solida e nascosta alla perfezione, ma non per il funambolico Dante e l’indomita Colomba.

Tra sparatorie, case incendiate, colpi di scena, rapimenti e ricordi di un lontano passato, ancora una volta i due verranno a capo dell’enigma. Almeno quello legato alla comunità. Meno a quello che riguarda il loro personale rapporto: stretta amicizia o amore mai dichiarato o mal dichiarato? Chi dovrà scegliere Colomba: il tranquillo e adorante Glenn o il pazzo, sconclusionato, ma unico e indimenticabile, Dante? 

A noi lettori non resta che lasciarci trasportare dal ritmo incalzante della narrazione, da un demone con un cappello da cowboy e dalla sua musica assordante come dai suoi terribili silenzi e da una trama che, come sempre, non delude.

Francesca Battistella

Francesca Battistella (Napoli, 1955) si è laureata in Antropologia Culturale nel 1979 alla Federico II di Napoli e ha conseguito un Master nella stessa materia presso la Auckland University, Nuova Zelanda, nel 1982. Ha lavorato come Lettrice d’Italiano e Storia Contemporanea nella stessa università nel 1983 e nel 1984. Tornata in Italia è stata traduttrice dal francese e dall’inglese per l’Istituto di Studi Filosofici di Napoli e in seguito per dieci anni segretaria di alta direzione, promoter, editor e organizzatrice di eventi presso la società INNOVARE, gruppo Banco di Napoli. Dal 2008 vive e lavora a Lugano, Svizzera. Negli anni ha pubblicato il romanzo storico Gli esuli (2004), un giallo Il parco delle meraviglie (2006), un noir Re di bastoni, in piedi, una trilogia gialla ambientata sul lago d’Orta che comprende La stretta del lupo (2012), Il messaggero dell’alba (2014), La bellezza non ti salverà (2016) e ancora un noir La verità dell’acqua (2019). Gli ultimi cinque libri per la casa editrice Scrittura&Scritture. Scrive recensioni per Gli amanti dei libri, la rivista Airone (Cairo editore) e Luoghi di libri.

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