Contropiede – Marco Pozza

Titolo: Contropiede
Autore: Pozza Marco
Data di pubbl.: 2012
Casa Editrice: San Paolo
Pagine: 140
Prezzo: 13

Marco Pozza scrittore e sacerdote creativo, come ama definirsi, è ideatore del sito www.sullastradadiemmaus.it, e sulla strada fa correre anche questo libro forse troppo “buonista” per il popolo degli adulti,  ma direi quasi perfetto per il vero target di riferimento: gli adolescenti. Un gruppo di otto writers o bombolari romani, guastafeste, che dipingono sui muri ansia, rabbia e paura, scollati dalla vita e da se stessi, vengono rimessi a nuovo da un meccanico in pensione.  Pierluigi Mangiametri detto Pigi, col pallino dell’atletica, dopo aver fatto decollare le moto di Valentino Rossi e di altri eroi on the road, investe la sua liquidazione in uno stabile diroccato vicino a villa Doria Pamphili, e lo trasforma in un’oasi sportiva. Qui ai perdenti, a quelli che combattono il mondo, fosse anche solo il proprio quartiere, viene insegnata la vita sotto forma di sport, l’eccellenza della fatica, dell’impegno, dei sogni.  Nell’alternarsi di un amplesso corpo-anima, i ragazzi arrabbiati, ma grati di tanta fiducia e considerazione, impareranno che i passi di una maratona sono gli stessi che conducono al centro del proprio cuore. La corsa, infondo, è come una donna seduttiva e ammaliatrice, ma a cui è impossibile resistere, se si vuole crescere veramente. Così per lo meno la vede Dadà Piccolomini, uno dei writers, pensando alla maratona di New York dove alla fine arriverà con tutta la sua squadra:

“Gli amanti solitamente recano mazzi di rose e viole, s’inventano sorprese, giocano con lo stupore delle parole e della musica. Io invece sotto il tuo balcone ci arriverò con oltre mille chilometri nelle gambe, sei mesi d’allenamento e di clausura, quattro paia di scarpe logorate dalla terra e una caparbietà tutta mia. Mi presenterò da te con venti chili in meno addosso, con una squadra al mio seguito, di cui mi sogno capitano, e un allenatore da ricompensare. All’appuntamento mi vedrai umile e strafottente perché io so che tu sei una dama scaltra e infida. Stavolta ti conquisterò. Nel caso tutto questo non bastasse per rubarti qualche carezza in più, non mi dispererò. Perché mi rimarrà nel cuore la bellezza d’averci provato. Imparando a diventare uomo”.

E’ un romanzo che pur nel suo linguaggio giovane e a tratti poetico, riesce ad essere sottilmente, ma ferocemente critico, e forse questa è la sua parte più “adulta”, nei confronti di quel mondo imborghesito dove ognuno pensa solo al suo piccolo pezzetto di terra. Marco Pozza è un cultore del valore dell’educazione che, anche se praticata da un ex meccanico, può sopperire là, dove la legalità è assente, la chiesa lontana, i genitori distratti, la vita cattiva o semplicemente stagna, incapace di dare vento a chi vuole correre davvero. La prefazione è di Alex Schwazer, oro olimpico nella 50 km di marcia a Pechino 2008. Un bel modo per ricordare agli appassionati di sport che non c’è solo il calcio e quel mondo di cartapesta che spesso gli gira intorno.

 

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Elena Cartotto

Curiosa e ironica mi piace andare fuori dai sentieri battuti, nei libri come nella vita. Se dovessi scegliere un titolo per raccontare la mia storia sarebbe sicuramente “Un indovino mi disse” di Tiziano Terzani. Il mio eroe letterario è Sherlock Holmes, l’autore con cui andrei a cena Oscar Wilde e i miei miti storici Gesù di Nazareth e Socrate. Sono un’idealista che ancora si scalda su alcuni temi sociali come dignità umana, libertà, lavoro e giustizia. Le mie passioni sono l’astrologia, la psicologia, il paranormale, la spiritualità e la musica che ci salva da noi stessi, ogni giorno. Per dirla con Vecchioni: “Ho combattuto il cuore dei mulini a vento, insieme ad un vecchio pazzo che si crede me….”.

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