Data di pubbl.: 2026
Pagine: 381
Prezzo: € 18,50
Maura Amato è una bella donna di quarantacinque anni, vive da sola in una casa popolare a Milano con il gatto Sedano, ha occhi verdi, una lieve zoppia che maschera con un plantare, è perennemente senza soldi perché incapace di gestire le spese, è vegetariana e nel passato ha scritto con scarso successo due libri gialli. Ora fa l’editor di gialli, la sua passione, per case editrici e in proprio. In particolare, segue un ansioso scrittore di thriller/horror, Marco, che non smetterà di contattarla per tutto il racconto. Da due anni Maura ha perso la madre, un lutto che ha ancora difficoltà a digerire e proprio in quel periodo il suo compagno Tony, un magistrato, di cui lei era follemente innamorata, ha pensato bene di lasciarla. Dalla depressione l’ha salvata la cugina Patrizia alla quale Maura è legatissima, mentre con il padre il rapporto è difficile.
Ospite a Bologna della sua migliore amica Lena, e bisognosa di un nuovo cappotto, Maura trova in un mercato rionale un bellissimo capo spalla Max Mara verde petrolio con cappuccio. É Lena, alla quale sono note le difficoltà economiche dell’amica, a regalarglielo. Una volta in treno di ritorno a Milano, mentre Maura lo ripiega per riporlo sulla cappelliera, si accorge di un piccolo rigonfiamento sotto il colletto. È un foglio A4 strappato da un quadernone con righe da scuole elementari, scritto da una mano adulta e ripiegato più e più volte. Una lettera di qualcuno in preda a uno sdoppiamento di personalità e in cura da uno psichiatra. Qualcuno che parla di un omicidio avvenuto vent’anni prima, in agosto, in un campeggio sull’isola d’Elba. Qualcuno che si sente responsabile o addirittura colpevole di quanto accaduto.
Quella lettera, che finisce con una frase monca, colpisce così tanto Maura da spingerla a indagare: chi sono Palli, il morto, e Virna? E chi può aver scritto e nascosto in un cappotto la confessione? Presto Maura scoprirà che in effetti proprio all’Elba ventun anni prima, in una notte sconvolta da una terribile tempesta, un ragazzo di nome Paul Mezzatesta è prima scomparso e poi è stato ritrovato morto. A ucciderlo un colpo violento alla testa e poi uno letale alla gola inferti con una bottiglia. Poco alla volta, con tenacia e non pochi intoppi, Maura risalirà a quell’estate, al campeggio in cui si è svolta la vicenda, alla comitiva di adolescenti che lo frequentava da anni con le famiglie, a come i genitori, una volta in vacanza, non si occupassero dei figli considerando il luogo privo di pericoli. Un grave errore perché di droga ne girava ed è forse stata quella la causa dell’omicidio. La polizia, sentiti tutti i presenti nel campeggio, aveva infine chiuso il caso considerando Paul un drogato e uno spacciatore finito male per una resa dei conti fra bande, infangandone il nome e la famiglia. Ma è andata davvero così?
Maura non molla. Riesce a parlare con quelli che un tempo erano gli amici di Paul, ormai adulti e non troppo felici di rivangare quella brutta storia, va in pieno inverno all’Elba facendosi ospitare nel campeggio incriminato, Le Pinete, il cui proprietario Michele Riboli era un amico di Paul. A tutti racconta di essere una scrittrice e di aver iniziato da quel cold case una serie di true crime su casi irrisolti.
La verità, alla fine, verrà fuori e, come tutte le verità legate a un fatto di sangue, sarà brutta e sporca.
Nel frattempo, Maura dovrà combattere con la sua sindrome dell’impostore, il suo continuo auto sabotaggio, le sue paure più profonde, il ritorno sulla scena del magistrato Tony e la comparsa, proprio all’Elba, di un nuovo, specialissimo amore.
Ecco un giallo originale e molto, molto intrigante per la grande bravura dell’autrice nel creare una vicenda credibilissima e nel mettere in campo una protagonista la quale, pagina dopo pagina, di fronte alle scoperte, ai colpi di scena e alle strane coincidenze che deve affrontare, non dimentica il suo lavoro di editor di gialli e si autodenuncia in base alle regole apprese per svolgere il suo mestiere: se avesse trovato scritto in un libro quello che le sta succedendo avrebbe imposto all’autore di modificare la trama. Ma sul fatto che spesso la realtà supera la fantasia non ci sono dubbi e dunque perché mai negarla a un romanzo?


