Data di pubbl.: 2026
Pagine: 107
Prezzo: €15,00
Enrico Cerquiglini dedica un libro a Pier Paolo Pasolini. Per l’esattezza una raccolta di saggi in cui lo scrittore umbro intende offrire un percorso unitario mettendo insieme i nodi centrali del pensiero di Pasolini con l’intento di restituire al lettore la radicalità di una voce che come poche ha interrogato la società italiana del suo tempo.
Pasolini corsaro e luterano. L’intellettuale contro il potere non è l’ennesimo libro celebrativo. Cerquiglini restando fedele all’opera di Pasolini ce lo mostra per tutto quello che ha pensato e scritto.
Come ha fatto Ascanio Celistini nel suo recente saggio, anche Cerquiglini è interessato a Pasolini al tempo di Pasolini.
«Questo volume vuole dunque restituire un Pasolini intero, non ridotto a icona inoffensiva né a reliquia culturale, ma restituito nella complessità delle sue intuizioni. I saggi mirano a mostrare come le sue opere corsare e luterane, pur nate in un contesto storico preciso, continuino a interrogare il nostro presente e ad aprire domande sul futuro. Perché il vero oggetto della critica pasoliniana non era soltanto l’Italia degli anni Settanta, ma il destino stesso della modernità, sospeso tra emancipazione e omologazione, tra libertà e nuova forma di totalitarismo».
A Cerquiglini interessa scrivere non di un autore frammentato tra poesia, cinema, giornalismo e polemica, ma un intellettuale totale, capace di usare ogni linguaggio disponibile – dalla lirica alla prosa, dal cinema alla scrittura corsara – per denunciare un processo storico epocale: la trasformazione dell’Italia in una società dei consumi, capace di mutare non solo i comportamenti, ma la stessa natura degli uomini.
Il saggio copre tutto il pensiero di Pasolini, l’autore è analitico e argomentato nel trattare tute le sfumature della poliedricità dell’intellettuale che con grande coraggio ha combattuto con le sue idee il conformismo, l’omologazione, diventando una spina nel fianco del potere e della borghesia.
Pasolini corsaro e luterano è un libro che ci introduce, senza nessun intento celebrativo, nel cuore pulsante di Pasolini scrittore civile che attraverso la letteratura, il cinema, il teatro e il giornalismo è stato uno dei pochi intellettuali a leggere tra le righe le deviazioni e le aberrazioni del suo tempo. Le sue riflessioni polemiche sul Paese e la sua cultura hanno toccato un vertice incandescente di verità: «Pasolini aveva ragione, aveva più che ragione e ha ragione oggi come non mai» scrive Fofi che torna sempre con una certa emozione a Scritti corsari e a Lettere luterane, testi di cui riconosce un alto valore pedagogico, libri imprescindibili per la comprensione del nostro presente, di come siamo diventati e cambiati.
A distanza di cinquanta anni dalla sua tragica fine, Cerquiglini con il suo libro torna al Pasolini corsaro e luterano («Gli Scritti corsari e le Lettere luterane non sono semplici articoli: sono il testamento civile e politico di Pasolini, che nel 1974-75 offrì una diagnosi radicale della trasformazione italiana». ), perché la parte migliore dell’opera complessa di Pasolini resta quella del polemista, dello scrittore civile, dell’editorialista che è in grado di criticare con ferocia il suo tempo, dell’uomo che sta dentro la realtà di una mutazione vissuta e sofferta sulla propria pelle e nelle proprie viscere, spesso da grande poeta.

