SPECIALE GIVEAWAY – LO SCAFFALE INFINITO

SPECIALE GIVEAWAY
LO SCAFFALE INFINITO

COME SI VINCE?
Basta rispondere alla richiesta sotto riportata entro lunedì 11 marzo alle ore 21 commentando questo post.
La redazione e la casa editrice Ponte alle Grazie sceglieranno i vincitori tra i partecipanti, individuando chi ha formulato il post più originale e attinente alla richiesta (il giudizio è insindacabile). Dopo che avremo verificato l’iscrizione alla nostra newsletter, a questi sarà attribuita una copia del romanzo “Lo scaffale infinito” di Andrea Kerbaker – Ponte alle Grazie.

COSA SI VINCE?
Premi in palio:

  • 3 copie autografate del romanzo;
  • L’invito a partecipare ad un incontro con l’autore presso la casa editrice Ponte alle Grazie (via Gherardini 10, Milano) giovedì 21 marzo alle ore 11.00 (eventuali spese di viaggio, ecc. per raggiungere Milano e la editrice saranno a carico dei vincitori). Chi non potrà partecipare all’incontro riceverà comunque la propria copia autografata.

* I libri in palio sono messi a disposizione dall’editore in forma di omaggio secondo la normativa prevista dal dpr 633 del 1972 che regolamenta i concorsi.

LASCIATEVI ISPIRARE DALLA FRASE:

Per uno come me, una vera caverna di Alì Babà, dove perdersi per giorni, magari settimane. Quando mi ci hanno ammesso, non smettevo di far girare lo sguardo su tutti quei dorsi antichi, con le pergamene vecchie di cinquecento anni e le legature sontuose dei tempi andati.

QUALI PENSIERI E SENSAZIONI VI SUSCITA?

IL LIBRO
«Fondare biblioteche» diceva Marguerite Yourcenar «è ancora un po’ come costruire granai pubblici: ammassare riserve contro l’inverno dello spirito». Da sempre, ogni biblioteca è un baluardo alla decadenza, un simbolo concreto con cui opporsi alla volgarità del presente. Lo scaffale infinito è un racconto che si snoda su un arco di oltre sei secoli, tra collezionisti, volumi e biblioteche di tutto il mondo. È un viaggio che annulla i confini di tempo e spazio: dall’umanesimo toscano al mondo globalizzato del terzo millennio, attraverso l’Europa rinascimentale e la Russia degli zar, gli Stati Uniti dell’esplosiva crescita economica di fine Ottocento e la sciagurata parentesi nazista.
Incontriamo figure immense della storia letteraria, come Francesco Petrarca, con la sua straordinaria collezione di manoscritti e l’amore smisurato per Virgilio; personaggi più oscuri ma non meno importanti, come Hernando Colón, figlio illegittimo di Cristoforo Colombo, e Monaldo Leopardi, padre non amato di Giacomo; potenti cardinali come Federigo Borromeo e Mazarino, industriali dalle ricchezze favolose e attori squattrinati, come i primi stampatori di Shakespeare, inconsapevoli dell’eredità che avrebbero lasciato al mondo. A chiudere il cerchio, vero e proprio nume tutelare dell’amore per i libri, Umberto Eco, emblema di eclettismo ed esempio concreto dell’utopica «biblioteca universale» di cui favoleggiava Borges. L’autore ci prende per mano attraverso i suoi molteplici viaggi e incontri, racconta con leggerezza e ironia le altrui e le proprie esperienze fra gli scaffali polverosi di un rigattiere e gli edifici monumentali che ospitano i tesori di carta dell’umanità. È un libro che racconta di altri libri, ma da un’angolazione speciale: un’eredità che non smette mai di arricchirsi, una storia che «è molto, molto decisa a scrivere tanti altri capitoli».

L’AUTORE

Andrea Kerbaker (Milano, 1960) ha iniziato a comperare libri a sedici anni e non si è mai fermato. Attualmente ne ha circa 20.000, molti dei quali rarissimi. Li custodisce a Milano in uno studio su tre piani e in svariati altri posti. Poiché questa massa di volumi gli dà molto piacere, ma non reddito, fin da giovane si è rassegnato a lavorare: prima nella comunicazione dell’industria privata, poi nell’organizzazione della cultura. Ha scritto qualche libro anche lui, in particolare Diecimila, singolare autobiografia di un libro che parla in prima persona, tradotto in tutto il mondo. Collabora con il Corriere della Sera e con la pagina domenicale del Sole 24 Ore. Vive a Milano con la moglie e tre figli che leggono di tutto, tranne i libri scritti dal padre.

INFO: 

http://www.ponteallegrazie.it/index.asp

E IL VINCITORE E’… 

1. GiuliaD

2. Allis (10 marzo, 23:42)

3. Giulia (9 marzo 2013,11:53)

Il vincitore è pregato di contattare la redazione all’indirizzo concorso@gliamantideilibri.it entro e non oltre venerdì 15 marzo.

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  • http://francescaghiribelli.blogspot.com/ Francesca Ghiribelli

    la frase mi ha ispirato l’amore che provo verso i libri e la scrittura…per un libro è…lo voglio esprimere in poesia, visto che adoro scriverne…per me possedere una biblioteca intera ricca di tutti i libri esistenti al mondo nelle loro edizioni più rare sarebbe la cosa più preziosa da avere….

    la poesia

    ‘’Un libro per sognare’’

    Sei la trasparente emozione
    che l’ombra di un respiro
    fa parlare di antico,
    sei la struggente lacrima della realtà
    appena sfuggita ad un sogno,
    sei la malinconica voglia di un abbraccio
    senza renderti conto,
    che è proprio là,
    dove finisce il giorno
    e l’amore della sera
    si tinge di rosso.
    Sei l’altrove mai cercato,
    l’abbandonato senso di perdizione,
    che dentro le tue parole trova il suo nome;
    sei l’immediato essere di una briciola d’estate,
    mentre le guance arrossiscono dell’autunno,
    che hai lasciato fra le foglie del passato.
    Sei l’indimenticabile sguardo
    di una primavera già sfiorita,
    ma è fra le tue coltri pallide,
    che sboccia il desiderio
    di immaginarti arcobaleno
    negli occhi di un bambino.
    Sei l’incapace paura
    di non poter concludere la storia,
    mentre tra i brividi dell’ispirazione
    il pensiero diventa memoria.
    Ma è soltanto la fine di un inizio,
    il prologo in cui si perdono
    i germogli dell’anima
    per intrecciarsi
    fra le pieghe del cuore.
    Sei amore
    in una sperduta terra di mezzo,
    nel cogliere il perdono
    che concedi al mondo,
    ritrovando un sorriso
    fra le colline del profondo.
    Avventurandomi in te,
    non so più tornare,
    perché è
    tra le carezze del giorno,
    in cui nasci
    tra i gemiti di un temporale.
    Sei il timido silenzio del velluto,
    dove sto per annegare…
    … ma io sono solo
    dolce naufraga di un mare
    in un libro per sognare.

    Francesca Ghiribelli.

  • Augusto

    Un profondo senso del trascorrere del tempo e una galleria di storie e di vite di cui forse non scopriremo mai nulla. Chi sono gli autori che hanno composto le opere sugli scaffali? Cosa pensavano mentre riempivano le pagine? Quanti di loro erano felici? Qualcuno forse ricordava una ragazza perduta per una parola formulata male. Un altro non riusciva a togliersi dalla mente le parole del suo maestro che gli negava qualunque talento. Un altro ad ogni parola fremeva al pensiero che potesse scoprirsi che in realtà era una donna. Un altro mangiava una mela, un altro ancora scriveva parole terribili confortato dalla sensazione della sua mano che accarezzava un gatto bianco e grigio addormentato sul suo grembo.

  • Giulia

    Solo quella frase mi ha scaldato l’anima! ❤I libri hanno la capacità di imprimerti sempre quel senso di assuefazione… Che ti travolge il cuore! Devo assolutamente leggerlo! ❤

  • Chiara B.

    è la stessa sensazione che ho provato da piccola, la prima volta che ho messo piede in biblioteca e che adesso sento ogni volta che entro in una nuova libreria: mi sento circondata da tantissimi mondi diversi che sono lì per me, per tutti, pronti per essere scoperti…ma in quale ordine?
    Di cosa vorrà parlarmi il destino oggi? di storia? di religione? di scienza? Vorrà farmi viaggiare con la fantasia o far palpitare il mio cuore?
    E così in libreria mi perdo: passo le ore a girare tra gli scaffali, ritorno sui miei passi, faccio scorrere l’indice dei libri per titolo o autore, ne sfoglio qualcuno aspettando la “scintilla”.
    A volte, sommersa dal fascino di tutti i libri chiudo gli occhi e assaporo il profumo della carta stampata come se dovessi mangiarlo e non leggerlo, così mi tranquillizzo per un attimo di fronte a quell’immensità, un po’ come quando riprendi fiato guardando il bellissimo panorama dalla cima di una montagna innevata.

  • Vittorio

    Un libro è destinato a non essere mai solo sullo scaffale. Ogni libro è come il miele, attira altri libri, uno dopo l’altro, inesorabilmente. Tutte le biblioteche del mondo, piccole o grandi, pubbliche o private, hanno uno scopo ben preciso: quello cioè di preservare, accarezzare, mostrare le ricchezze della conoscenza umana e il loro fascino è come un sentimento irresistibile che attanaglia ogni bibliofilo o bibliomaniaco che dir si voglia. Una libreria personale, come anche una biblioteca è destinata a non chiudersi mai, nel senso che non è mai completa, esaurita, finita. Il giorno in cui si dovesse verificare una cosa del genere, state pur certi che quella libreria o biblioteca muore per inedia, eutanasia. In una parola si autodistrugge per esaurimento e asfissia.

  • Ivan75

    Cosa mi ispira la frase? Lo scrigno dell’essenza di ogni cosa, la nascita la vita la morte il trascorrere del tempo. Questo contengono i libri: il flusso dell’essenza di noi stessi, il concentrato universale dell’uomo, della sua realtà e fantasia. Quindi uno scaffale infinito è emozioni, dolore, felicità, amore, passioni, immaginazione e naturalmente il sapere il nettare che nutre la mente e lo spirito di ogni essere umano. Senza tali cose saremmo solo dei gusci vuoti e dovremmo essere noi a stare inanimati su uno scaffale con la fatale sicurezza che non come un libro o più semplicemente come una cipolla nnon saremmo mai sfogliati.

  • Stefania C.

    La frase mi porta indietro negli anni quando, da bambina, mio padre mi portò in un piccola e antica biblioteca nel cuore di Roma. Fu li che sbocciò il mio amore per i libri, la mia passione per il sapere.

    Io così piccina vedevo quegli scaffali immensi e polverosi, eleganti e imponenti, riempiti di libri dorati e dorsi antichi.
    All’inizio l’ambiente mi incuteva timore ma poi, spinta dalla curiosità e orgogliosa di poter fare quella visita, accompagnata dal mio papà, ho iniziato ad appassionarmi. Percorrendo gli scaffali mi immaginavo gli uomini che nel corso dei secoli avevano prodotto quelle opere, il sapere tramandato spesso a costo della loro stessa vita.

    Vedevo i libri “vivi”, con una loro anima che li aveva accompagnati nel corso dei secoli. Ero stordita dal tanto sapere e la biblioteca mi sembrava uno spazio infinito che non terminava tra quelle quattro mura ma che per magia si espandeva, a ritroso nel tempo, fino ai loro singoli autori.

    Un’esperienza bellissima che porto nel mio cuore e che oggi condivido con Voi, una grande emozione che mi ha reso ancor più forte e desiderosa di leggere, sempre e ovunque…

  • Elena

    E’ proprio il mio sogno, lavorare in una biblioteca, se è di libri antichi molto meglio.
    Mi ci perderei come scrive il protagonista, mi porterebbe in mondi diversi, in epoche lontane, senza che tu abbia bisogno di una macchina del tempo. Fermarsi nel medioevo (il periodo che adoro di più) oppure nell’epoca rinascimentale, un sogno! Si, perché sognare è il mio passatempo preferito quando apro un libro, soprattutto romanzo storico il top secondo la mia fantasia, sempre con una veridicità storica però.
    Non sono mai stata in una biblioteca di libri antichi, se mi dovesse capitare non ne uscirei più.
    Citando una frase dell’ultimo libro letto (Vetro di Giuseppe Furno:
    NEI LIBRI NON ABBIAMO MAI CERCATO LA VERITA’, MA LA LIBERTA': LIBERTA’ D’ESPRIMERE UN PENSIERO, UN’IDEA.
    Solo un libro mi aiuta a capire la vita.

  • Mauro Giannattasio

    Orde di libri antichi affamati mi circondano, non vogliono divorarmi sono loro che vogliono essere divorati da me, ne afferro uno, una costina logora, pagine ingiallite, sul dorso nessuna scritta che ne identifichi il contenuto, mi preparo alla lettura so già che non potrò farne a meno, lo apro…Cazzo è scritto in arabo! Ed io so a stento contare!

    (Cit. Alì Baba)

  • Marilena Lualdi

    Una infinita biblioteca, come il fiume in cui si radunano tutte le riflessioni ed emozioni dell’umanità, scorrendo insieme sulla scia della visione di Jung. L’unico luogo, forse, dove l’umanità non si procura mai davvero del male e dove si sente onnipotente e umile allo stesso tempo, al momento della scelta.

  • Antonella Montesanti

    Questa frase mi suscita un desiderio irrealizzabile: perdermi davvero in una biblioteca immensa e piena di libri, credo non ne uscirei mai più e forse vincerei pure la mia innata claustrofobia pur di poter leggere, leggere, leggere e ancora leggere all’infinito!

  • Paola

    Questa frase mi ha ispirato un senso di immedesimazione atavica: ognuno di noi pensa di essere speciale, ma alla fine ci sono sempre degli aspetti che ci fanno specchiare negli altri. Qui si tratta del sogno innato di ogni lettore, di una sorta di ritorno alle origini.
    Quale amante dei libri non vorrebbe vivere tra quelli che sono i suoi migliori amici?
    Quello che sento è quindi un’ingenuità quasi infantile, quella che lascia a bocca aperta mentre si contempla l’infinità di libri, gli unici che possono dare la protezione di cui un lettore ha bisogno. Il non poter fermare lo sguardo su un solo titolo, ma continuare a farlo balzare di dorso in dorso, è proprio sintomo di questa brama incessante di emozioni.
    Le pergamene e le laboriose rilegature rappresentano proprio l’ancestrale cura per i libri, con la dedizione amorevole che potrebbe essere paragonabile a quella di un genitore nei confronti di un figlio.
    La biblioteca è un po’ come il nido di protezione, la culla, di ogni lettore.

    • Elena

      :)

  • GT

    Questa frase esprime perfettamente quello che provo nell’entrare in una libreria, in una biblioteca…Come un bimbo che entra in un negozio di giocattoli, lasciarsi inebriare dall’odore di carta, di pensieri lontani, di storie tutte da scoprire… Perdersi tra quegli scaffali, perdersi perché la magia dei libri sta proprio in questo, nel poter vivere mille vite ancora, mille avventure. Ti inebri così tanto del “profumo” di una avventura che ogni pagina ti dona che arrivato all’ultima pagina ti sembra come se una parte di te si sia spenta…dentro di te continui a sperare che il libro non sia finito, che ci sia ancora da leggere, che ci sia ancora da vivere perchè è come se avessi vissuto un’altra vita…Come nella caverna di Alì Babà,ogni libro diventa un tesoro che ti può permettere di realizzare sogni, diventare quello che vuoi, essere ciò che vuoi, raggiungere posti lontani in pochissimo tempo..Come un tesoro che nasconde una sua storia dietro, depositario di sensazioni,lotte,amori, così un libro trasuda in ogni singola pagina ciò che la penna dello scrittore ha voluto riportare, ciò che lui stesso sentiva, ciò che lui stesso voleva che gli altri sapessero.

  • olivia centelli

    Per una come me, che non può perdersi per giorni e settimane, chiusa in una biblioteca a toccare, annusare ed ammirare la bellezza di un libro. E Poi, leggere libri, libri e, ancora tanti libri.
    Passo le mie domeniche mattina ,in libreria,la mia caverna di Alì Babà,tocco e ritocco libri, leggo prefazioni e poi… acquisto un libro solo perchè mi ha attratto il titolo. E questo libro per me sarà un tesoro.

  • Antonella

    Questa frase mi riporta alla mente il bel ricordo del mio lavoro di tesi su un codice dell’ abbazia di Montecassino, scritto in beneventana. Risveglia in me il desiderio mai spento di visitare la biblioteca di questo luogo incantevole per venire a contatto direttamente con un’ immensa quantità di codici antichi che conservano in loro i più bei passaggi della nostra storia. Sentire l’ odore di antico di tali manoscritti su cui hanno gettato il loro sudore migliaia di monaci amanuensi. Che lavoro meticoloso! Che spettacolo i loro capolavori! Che bello poter immergersi nell’ infinito delle loro opere!

  • Gianluca D.T.

    La frase mi ricorda il Cimitero dei Libri Dimenticati, la labirintica e gigantesca biblioteca che ritroviamo nel bellissimo libro di Carlos Ruiz Zafón “L’ombra del vento”, ma anche tutte le biblioteche antiche.

    Ho sempre amato l’atmosfera che vi si respira, sembra che la storia sia compressa tra quegli scaffali infiniti, tra libri e pergamene che sapienti mani hanno toccato nel corso dei secoli.
    E’ la testimonianza diretta del sapere umano tramandato fino a noi. Uno “scrigno di libri” come amo tradurre io la parola dal greco, un luogo devoto e raccolto ove ciascuno di noi può ampliare le sue conoscenze, entrare in contatto con i nostri avi ed estasiarsi su un testo antico.

    Oggi, al tempo degli ebook, il fascino di tale luoghi non è sminuito ma sta a noi far conoscere questi posti incantati ai nostri figli, farli avvicinare al piacere della lettura e all’importanza di custodire i testi antichi. Perdersi tra gli “scaffali infiniti” sarà per loro una forte emozione come lo è tuttora per me!

  • Donatella

    Un sogno….quello di ogni vero amante dei libri: essere ammessi ad entrare in una enorme libreria di libri antichi. Difficile descrivere una sensazione tanto forte! Personalmente verrei sopraffatta dall’emozione, guardare tutti quei volumi, poterli toccare, annusare, sfogliare, sognare le mille vite che prima di me ne hanno usufruito. Sarei pervasa da una piacevole paura di perdermi per sempre….

  • cristina

    Questa frase mi fa pensare all’amore smodato per la lettura, alla gioia di possedere libri, all’odore delle pagine, che cambia a seconda dell’età del libro, ma é comunque un odore buono, familiare, che solo i libri sanno avere.
    Non importa se testi antichi o moderni, l’amore per la lettura é universale, e ti prende. Ricordo la prima volta che mia madre mi ha “iniziata” alla lettura di un libro. Ero piccola, il libro era L’amico ritrovato di Fred Ulhman. Narrava la storia di un’amicizia, strano, ma ha decretato anche l’inizio della mia con i libri. E’ stato amore immediato, duraturo, importante, che mi ha aperto un mondo. I libri ti permettono di viaggiare e conoscere, pur restando immobile. Con la sola fantasia, non servono nemmeno i bagagli !

  • Tiziano D.

    La frase mi ha ispirato passione e storie vissute, passate e presenti ma impresse nella carta di un grande raccoglitore di avventure ed emozioni quale può essere una biblioteca, un vero paradiso per chi ama i libri e ama vivere storie scritte in tempi passati o recenti da persone sconosciute ma che grazie alle loro storie ti sembra di conoscere. Oltre la passione mi ha ispirato grande fascino e spirito d’avventura per cose sconosciute, da scoprire assaporando le pagine di antiche storie da rendere attuali facendole nostre.

  • Rosannadigregorio

    …..sono a casa…!

  • Sergio

    Che sia immensa, a sei piani, un oceano di pagine che si estende a perdita d’occhio o che sia, piuttosto, una stanza al cui centro campeggia una bella scrivania in legno un po’ tarlato, sulle cui quattro pareti si inseguono scaffali e sotto di loro altre liberie piene di volumi più piccini… Libri da ogni parte, mille colori, mille autori… e quel profumo di carta stampata e tu lì, al centro, al centro della piccola stanza o della biblioteca a sei piani, tu sei lì e dentro di te cresce la voglia di ficcare la testa fra quelle pagine, leggere, leggere, leggere, imparare, conoscere, scoprire! Un libro chiama l’altro, come fosse una ciliegia, una fetta di torta, una sigaretta (per il fumatore incallito), il cinguettìo degli uccelli durante la stagione degli amori… E tu sei sempre lì ed ammiri quel muro di pagine che si staglia davanti a te e ti senti un bambino di fronte a quel muro che sembra altissimo. E poi chiudi gli occhi, allunghi una mano, scegli un libro…così…a caso…e comincia la tua avventura…

  • Allis

    Platone al posto di Alì Babà. Il mito della caverna. Noi lettori siamo gli uomini che hanno visto la luce, siamo i prigionieri liberati in questo mondo di ombre. Il fascino dei libri è quello del sole. Luce, immensità e forse salvezza individuale.

  • eyeinthesky

    Tanti piccoli mondi racchiusi in uno più grande. Come un diamante e la vita, anche i libri hanno mille sfaccettature per come ti raccontano la vita, le emozioni ed i drammi. E’ bello perdersi tra le righe e le pieghe dei libri per poi riemergere con nuovi dubbi o consapevolezze! Ovunque si può annidare un’idea, un pensiero una frase che ti può cambiare!

  • Claudia

    Adoro i libri. Ho una passione smisurata per tutto ciò che riguarda la lettura. Posso dire con certezza che quello che potrei modestamente definire un passatempo, mi ha, in realtà, cambiato la vita. Tra uno dei piaceri legati ad esso, c’è il momento in cui posso recarmi in biblioteca e scegliere i miei prestiti. Davanti a me migliaia di volumi a mia totale disposizione. L’angolo delle novità, con libri mai toccati, dal profumo fragrante e croccante. I libri più vissuti negli scaffali: chissà quante persone hanno sfogliato quelle pagine, ingiallendone gli angoli e vivendo per qualche giorno in una realtà parallela, assieme ai protagonisti della storia. Scelgo facendomi guidare dalla bellezza delle copertine, dal titolo che più mi attira e, se è stato tradotto, come nasceva in lingua originale. Cerco i miei autori preferiti, come se cercassi degli amici tra la folla; volti conosciuti a cui sorrido, ringraziandoli delle ore preziose che mi hanno regalato in passato. Scorro con le dita sui dorsi e mi lascio guidare anche dall’istinto: sto scegliendo i compagni delle mie prossime sere, gli argomenti con cui mi soffermerò a discutere con familiari e amici. Felice mi dirigo al banco dei prestiti con il bottino tra le mani, queste sono le piccole grandi gioie della vita!

  • Roberto severi

    La biblioteca di Kerbaker è il luogo profondo dell’anima dove conserviamo la coscienza collettiva, antro di Alì Babà ed interiora terrae dove cercare la nostra pietra filosofale. Esplorarla significa denudarsi dalle sovrastrutture che utilizziamo per difendere il nostro io, significa prendere coscienza delle generazioni passate che hanno partorito la nostra essenza. E’ per questo che mi emoziona entrare fisicamente in una biblioteca di testi antichi.

  • Sandra

    Quando piangevo per una caramella mai data per non rovinarmi i denti, mi rifugiavo sotto la lunga scalinata di mia nonna dove si trovava lo scaffale vetrato con i libri della mamma e della zia. Aprire quello scrigno rappresentava attingere alla verità nascosta, al proibito dell’anima. Sfogliavo i libri pieni di figure, avventure e mi ricordo di un testo in particolare, con una principessa velata in copertina, amante di chissà quale sultano, che mi colpiva per quegli occhi marcati dall’hennè filtranti i miei. Immaginavo di essere una venditrice di libri antichi e famosi, che non vendevo mai perché il costo, vista la loro preziosità, era elevato per i clienti immaginari della mia libreria. Quando abbiamo svuotato casa della nonna, a causa della sua morte, l’unica cosa che ho voluto è stata quella libreria vetrata e lo sguardo adulto verso quella conoscenza, era ormai ben diverso. Il libro della principessa era uno dei tanti libri che oggi si trovano in qualunque scaffale e quella libreria svuotata dei suoi libri, appariva un corpo senz’anima abbandonato al suo destino. La caverna non possedeva più quel fascino di una volta. Era accaduto però qualcosa di magico: miti, eroi e battaglie si erano trasferiti, come una magica metempsicosi, nel mio piccolo e indifeso animo bambino, ridestato dall’odore di quelle pagine ingiallite.

  • Fabio

    Il richiamo della caverna. Una parola magica con cui si apre un mondo misterioso: quello della lettura, dove si trovano tesori nascosti, si viaggia con l’immaginazione, ci si trova coinvolti in storie simili o dissimili. E si vive. Non si smette di esserne partecipi, instaurando, in tal modo, una ‘corrispondenza d’amorosi sensi’.

  • GRUPPO FRENCY & CO

    Sento l’odore di vecchi libri e mi ritrovo nella luce soffusa di una antica biblioteca rimasta chiusa per secoli e riscoperta per caso.
    Il silenzio pervade lo spazio e la storia del passato emerge con forza e trasuda dalle pagine ingiallite dal tempo.
    Quali antichi segreti saranno conservati all’interno di questo luogo misterioso? Quale tra queste storie mi aiuterà a ritrovare il percorso verso la realtà?

  • Angy

    La prima cosa che mi è venuta in mente è stata : Jumanji!!!! Avete presente il film dove vieni praticamente risucchiato dal gioco? Bene, io farei la stessa fine!!!! L’unica differenza è che ogni libro è un mondo a sè stante , quindi al posto di essere risucchiata da un solo universo verrei rapita da un’infintà di magiche realtà!!!!

  • Alessandra

    ogni dorso, la colonna vertebrale di un sogno.
    Ogno cpoertina chiusa, una pormessa da mantenere, un viaggio da cominciare
    ogni incunabolo, una sfida con una lingua che potrei non conoscere.
    il senso di vertigine davanti all’offerta di un piacere infinito.
    La sindrome di Stendhal, mai subito un morbo piu’ dolce.

  • Ros

    Ho ricordi lontani ma indelebili.
    Come lo studio del mio prof. e il suo partorire “Libri mai mai visti”.
    E di quella mia amica che di cultura si vesti` scegliendo il meglio dagli scafali di una libreria a Milano.
    Mai dimentichero` quel percepire e poi, del ritrovarmi parole sconosciute da assaporare sulle labbra.

  • Raffaella

    Mi hanno fatto pensare alla gioia di riconoscersi e ritrovarsi nelle parole che ci aspettiamo l’autore abbia scritto per noi, perchè quando leggo voglio trovare la frase che sia dedicata a me e sentire che ho il coraggio di essere me stessa in un mondo che ci vuole incasellare in stereotipi di categorie…

  • giacomo coniglione

    Che poi ripensare a quei libri
    – ché contarli uno per uno,
    scoprirne i nomi ingialliti
    dalla muffa dell’abbandono-,
    5 è come passeggiare tra fuochi
    fatui che non si esauriscono all’alba
    e che i miei occhi- vero olio-
    vivificano di comprensione.

    Ché ogni libro, pur vecchio,
    10 o abbandonato e rimosso
    da una memoria labile,
    ha sempre qualcosa da obiettare:
    “Vostro onore, mi appello
    all’articolo 30 del codice
    15 di procedura novativa”.
    Ed i miei occhi son la sua prigione:

    e la mia lingua poi la risurrezione.
    Ché non muore mai per davvero
    la pergamena di papiro o di lattonzolo:
    20 e si perpetua il pensiero, sole
    più leggero dopo il riposo
    mai stanco di dominare la mensola.

  • http://adaltovolume.blogspot.it/ Silvia

    Io le biblioteche le frequento da sempre. Ho imparato fin da bambina a capirne la loro importanza e la loro potenza. La biblioteca è stato il luogo dove ho potuto scoprire che i libri esistono, ed esistono per essere letti, toccati, portati a casa: la biblioteca perfetta è quella vuota, dove i libri hanno trovato il lettore lettore.
    Una volta diventata “grande”, ho avuto modo di apprezzare ancora una volta l’enorme forza della biblioteca quando ho potuto scoprire che in alcune, oltre ai libri di oggi, si trovano anche libri “vecchi” (ottocenteschi), le pergamene, i manoscritti…la cultura non è astratta come alcuni ci hanno sempre detto. La cultura esiste, è ingombrante, odora di antico. E viene nascosta, quasi come fosse un tesoro da salvaguardare, dove solo pochi eletti hanno “diritto” di goderne.
    Io invece vorrei che tutti avessero la possibilità di guardare e sfogliare quei tesori. E’ impossibile, lo so, i materiali sono delicatissimi, sopratutto si crede che alla gente non importi. Eppure credo che la gente s’interesserebbe di più se sapesse che quel tesoro non è “sacro”, che è anche loro perché parla di loro. Credo che si divertirebbe a sapere che chi visse nel ‘700 aveva gli stessi problemi che abbiamo noi oggi, come fare i calcoli ogni giorno per fare economia, ingegnarsi per capire come coniugare necessità e divertimento.
    Credo che ogni tanto le biblioteche dovrebbero aprire le loro porte e lasciare andare i loro tesori.

  • GiuliaD

    Mi riporta alla mente le immagini di quando ho visitato la Galleria dell’Illuminismo al British Museum di Londra.
    L’odore di carta e del conservante che si mischiavano facendomi starnutire. Quella carta giallastra, pergamena impalpabile, fragile, piena di parole scritte da chi ne sapeva più di me del mondo stretta in pesanti copertine di pelle.
    Il momento in cui ho pensato che sarei voluta restare lì ore ed ore, anche solo ad annusare l’aria e a leggere i titoli delle migliaia di libri, per tenermeli in testa… è stato fantastico poter camminare in un secolo di cultura. Cosa avrei dato per sfiorare con un dito quella carta grinzosa che ha visto i volti ed i pensieri appena accennati negli occhi dei grandi pensatori. Ed i loro busti silenziosi che mi osservavano, mentre camminavo tra gli strambi reperti, le teste mummificate, bozzetti di animali esotici.
    Cos’è, il sapere, mi viene da pensare ora: anche solo a guardarlo cosa fantastica.

    GiuliaD

  • Francesca

    Perdersi in un tesoro simile a quello descritto significa avere la possibilità di conoscere se stessi, attraverso la storia e i mille racconti nascosti in esso. Vivere mille vite diverse senza spostarsi mai da quelle quattro mura, per capire che nel passato come nel presente, l’energia trasmessa dalle parole scritte è energia rinnovabile, energia per l’anima…senza scadenza.

  • maria

    Come in ogni casa che si rispetti, anche la mia ha la sua biblioteca. Ovviamente traboccante di libri, piena di scaffali a loro volta, pieni di libri. Ci sono romanzi storici, libri di avventura, storie di amore travolgenti, battaglie sanguinose, fantasy, classici. Non solo, ci sono libri di cucina, di cucito, enciclopedie, libri sulla storia della banca, libri usati alle superiori, libri univeristari, codici, libri sull’educazione del bambino, libri sulla crescita e evoluzione degli animali, libri sulla natura e sulle piante, libri sullo spazio e sulla Terra, libri in lingua straniera, vocabolari. Ci sono libri antichi, ingialliti, libri sottolineati, libri odiati, libri amati. Ma nessun libro è stato lasciato sullo scaffale a impolverire senza che mai fosse stato almeno letto una volta nella sua vita da libro. Il libro vive se lo leggi e i miei libri hanno tante vite, come i gatti. Potrei parlare all’infinito dei miei libri, di tutte le volte che li sfoglio, che li sistemo, che li ordino, che li annuso… di tutte a cui racconto loro una storia e loro fanno lo stesso con me . Questo rapporto di scambio di amore che ci lega così appassionevolmente. Ma preferisco lasciar la porta aperta e far sì che siano loro a parlare, come solo loro sanno fare:leggendoli. E immediamente mi illumino di immenso piacere. A Differenza di ogni casa che si rispetti, però, la mia non ha una chiave alla porta della mia biblioteca. La mia biblioteca non è mia, ma è di tutti coloro che amano e si saziano di libri.

  • pdp

    Comprendo la frase e la condivido, mi capita la stessa cosa, quando vado alla sede della Bonelli Editore e rimango estasiato a guardare i libri e fumetti negli scaffali, nonchè le tavole esposte nei corridoi, mi è dolce naufragare in quel luogo, dove si fabbricano i sogni ……… e le nuvole parlanti.
    sono tesori immensi e come tali si guardano, si desiderano ……… e si amano.

  • Gruppo Frency & Co.

    Sento l’odore di vecchi libri e mi ritrovo nella luce soffusa di una antica biblioteca rimasta chiusa per secoli e riscoperta per caso.
    Il silenzio pervade lo spazio e la storia del passato emerge con forza e trasuda dalle pagine ingiallite dal tempo.

    Quali antichi segreti saranno conservati all’interno di questo luogo misterioso? Quale tra queste storie mi aiuterà a ritrovare il percorso verso la realtà?

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