Papi – Rita Indiana

Titolo: Papi
Autore: Indiana Rita
Data di pubbl.: 2017
Casa Editrice: NN editore
Genere: Romanzo
Traduttore: Vittoria Martinetto
Pagine: 176
Prezzo: 17 €

Un padre e una figlia in attesa sono al centro di questo romanzo. La bambina aspetta con impazienza il ritorno a casa del genitore e ne parla sempre. Per lei è un vero eroe, bello, forte, popolare e soprattutto ricco. Ma da dove arriva tutta questa improvvisa ricchezza, così ostentata anche nella generosità verso gli altri? Non è una domanda che ci si pone da bambini. E come mai Papi si circonda di tante improbabili “fidanzate”, che a turno gli stanno addosso? Si può cercare una risposta usando l’immaginazione, ed è quello che fa la piccola protagonista, in un crescendo di invenzioni strampalate che forse celano un fondo di verità sulle assenze del suo Papi.
«Lo sanno già tutti che tornerai, che stai per arrivare, che torni trionfante, con più catene d’oro e più automobili del diavolo. Lo sanno già tutti. Stanno già immaginando come tornerai da loro, da ognuno di loro, e ognuno di loro ti ha aspettato e ha fantasticato e ha annunciato nel quartiere, in casa, per telefono: Torna.»
Rita Indiana, di cui NN editore ha già pubblicato I gatti non hanno nome (libro in realtà successivo a Papi), segue un percorso artistico molto vario: scrittrice, cantante, blogger, senza trascurare l’attivismo sociale. Una varietà che non può che riflettersi nella sua scrittura, un flusso narrativo molto legato al parlato e ai contrasti della sua terra d’origine, la Repubblica Dominicana. Dietro al gioco delle iperboli, si nasconde un mondo in preda al facile entusiasmo, pronto ad assicurarsi i vantaggi concessi dai potenti e altrettanto pronto a cambiare bandiera all’occorrenza. Il denaro di Papi muove tutto un meccanismo perverso in cui non c’è più distinzione tra lecito e illecito pur di ottenere i propri scopi. Ogni stratagemma è buono per liberarsi dei nemici o dei traditori del momento. Resta in secondo piano (ed è un peccato) l’identità della protagonista, che sembra continuamente indefinibile, come se si rimandassero le spiegazioni a un momento che non arriva mai. Alla fine, l’aspetto che colpisce di più di Papi è la forza dello stile dell’autrice, in grado di passare dalla serietà al divertimento in un batter d’occhio e di saltare da un argomento all’altro, da una scena concitata a una più riflessiva. Non possono mancare i tanti riferimenti agli Stati Uniti, che si mescolano allo spagnolo caraibico in un turbinare di ritmi e di immagini da schermo televisivo (o videoludico). Insomma, anche se la trama è esile, l’effetto è trascinante.

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Damiano Latella, classe 1985, piemontese, ama la Francia, la Spagna e gli accenti messi al posto giusto. Pur non traducendo, si tiene in allenamento collaborando con la rivista «tradurre». Non capisce chi si lamenta della mancanza di buoni libri.

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