Nel ventre della balena – Edward Carey

Titolo: Nel ventre della balena
Autore: Edward Carey
Casa Editrice: La nave di Teseo
Genere: Narrativa straniera
Traduttore: Elena Malanga
Pagine: 160
Prezzo: € 17,00

Il titolo di questo libro ci rimanda all’indimenticabile favola di Collodi, cara a tutti noi:

Oh! babbino mio! finalmente vi ho ritrovato! Dunque tu se’ proprio il mi’ caro Pinocchio

E quant’è che siete chiuso qui dentro? – domandò Pinocchio. 

Da quel giorno in poi, saranno oramai due anni: due anni, Pinocchio mio, che mi son parsi due secoli!

Non avevo mai prestato attenzione a quel dettaglio: due anni. Come si può sopravvivere per un periodo così lungo nella pancia di un enorme mostro marino, e come si trascorrono le giornate?

Completando quello che la favola non dice, “Nel ventre della balena” racconta come Geppetto trova rifugio e sussistenza nel relitto di una nave inghiottita tempo prima dalla balena. Con l’aiuto dei materiali di bordo e di quelli portati dal mare, inganna il tempo dipingendo, scolpendo e intagliando il legno. Ritrae Pinocchio e se stesso, e ancora barche, gufi, ossa, sassi, granchi, pesci… Esprime con la sua creatività quello che il suo carattere chiuso ed introverso non gli ha permesso di esprimere nella vita.

E’ proprio questa l’idea geniale del libro: non solo immaginare la vita in tali condizioni, ma immaginare come possa farlo un personaggio come Geppetto.

Sottovalutata e data per scontata, la sua figura trova qui il giusto valore: la scrittura attenta e delicata di Carey ci fa scoprire un uomo gentile, coraggioso, sensibile e passionale, dalla profonda umanità.

Sono di natura timido, e striscio dietro le quinte della vita. E’ quello il territorio in cui mi muovo, angoli di stanze, respiri nell’ombra, fughe dal sapore della luce forte.” Pag. 45

Il racconto è presentato sotto forma di diario che Geppetto affida alle pagine del diario di bordo del capitano della nave. E noi ci lasciamo cullare dalla sua voce, dolce e malinconica, ascoltando la storia della sua vita, della sua infanzia, del rapporto con i genitori, delle donne che ha amato. Ci riconosciamo nel suo dramma e, come lui, affrontiamo paura, solitudine, disperazione, apprezzando la sua forza e dignità.

Filo conduttore, l’amore incondizionato per il suo Pinocchio. Di cui, infine, sente – o immagina di sentire – la sua voce che lo chiama: Babbo!

Devo scrivere, per continuare a vivere. Ma ti prego, grande salvatore: puoi farmi questo favore più di tutto: la mia storia raccontala a mio figlio. Perchè di quello che ho raggiunto in vita è questo ciò a cui tengo sopra ogni cosa. Solo questo. Ho avuto un figlio.” Pag. 29

La data di pubblicazione de “Nel ventre della balena” di Edward Carey coincide con l’inaugurazione di una sua mostra, curata da Alba Donati e promossa dalla Fondazione Carlo Collodi: quaranta due opere, tra acquerelli, dipinti e sculture, che rappresentano gli oggetti che hanno fatto compagnia a Geppetto nella sua lunga permanenza nel ventre del pescecane. Omaggio di una vita di amore dedicata alla figura di Pinocchio.

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