La via degli elefanti – Nicola Davies

Titolo: La via degli elefanti
Autore: Davies Nicola
Casa Editrice: Editoriale Scienza
Genere: narrativa per ragazzi
Traduttore: Lucia Feoli
Pagine: 121
Prezzo: 6.90 €

Wilen sogna di volare sulla moto dello zio e vola così alto e così veloce da sbattere la testa contro qualcosa, poi svegliarsi e scoprire di essere in pericolo, nella sua capanna, travolta da un elefante che fugge spaventato. Nella paura gli grida di andarsene via perché “Il nonno dice che capiscono la nostra lingua”...

E lui, così fiero di vivere sulla cosiddetta “via degli elefanti”, vuole capire che cosa li abbia portati fuori dalla strada che percorrono solitamente, che cosa abbia messo in pericolo la sua abitazione e il suo villaggio.

La via degli elefanti è il primo libro di una nuova serie di romanzi per ragazzi che Editoriale Scienza pubblica nella collana Fili d’Erba, nati dalla penna di Nicola Davies, zoologa, divulgatrice e collaboratrice nella sezione di storia naturale della Bbc. Storie che raccontano progetti attuati in Asia, Africa e Sud America per proteggere gli animali in via d’estinzione, ispirate ai viaggi di ricerca della stessa Davies. Una collana che è stata presentata alla fiera internazionale del libro per ragazzi di Bologna dello scorso marzo.

Sono storie che non portano con sé retorica o moralismi, ma uno spirito appassionato nel raccontare momenti di convivenza tra uomini e animali selvatici; le problematiche causate dal dividere lo stesso territorio ma, soprattutto, le possibili soluzioni, come dimostrano, appunto, alcuni progetti di conservazione già attuati in diverse parti del mondo.

La via degli elefanti è ambientato sulle Colline Garo – India Nord-Orientale – e dedicato anche alle popolazioni di questa zona. La notte in cui il giovane protagonista, Wilen, viene svegliato dall’elefante che sta attraversando il villaggio rischiando di distruggere la sua capanna è l’inizio di un’avventura che mette a confronto la tradizione con la necessità di trovare nuove fonti di guadagno e l’impegno per riuscire a far sì che queste alternative siano giuste, corrette, rispettose dell’uomo, ma anche dell’ambiente e degli animali, senza rischiare di cadere preda di ambiziosi e scorretti speculatori.

La famiglia e il villaggio sono cardini importanti; la natura e gli animali che circondano questi due “cosmi” lo sono altrettanto, così come il crescere di Wilen ondeggia tra il fascino suscitato dalla figura dello zio, almeno inizialmente ambigua, e quella affettuosa e saggia del nonno, molto anziano, dalla “pelle grinzosa come quella di un elefante”, a sottolineare l’unione, quasi la simbiosi che l’essere umano e l’animale assumono in questa realtà.

Tra le pagine Wilen cresce, non solo nel fisico, ma nel suo essere, quasi a generare un racconto di “formazione” attraverso l’amore, il dolore, la passione, l’attenzione, gli errori anche, e la capacità di discernere tra bene e male. Il giovane protagonista diventa a poco a poco uomo, convivendo con la sua terra e riuscendo a trovare soluzioni che vanno nella giusta direzione.

Al termine della storia, un capitolo a parte spiega come “vivere con gli elefanti”. Si parla degli esemplari asiatici e dei problemi che si incontrano quando i villaggi sorgono sulle vie degli elefanti, costringendoli ad attraversare zone abitate e mettendo a rischio non solo le colture, ma  la stessa sicurezza della popolazione. Questa parte porta anche esempi di soluzioni adottate con progetti specifici, quali la creazione di “corridoi verdi” in cui gli animali possono transitare senza causare danni. Inoltre viene spiegato quanto si fa nella regione delle Colline Garo, dove le popolazioni sono aiutate da organizzazioni per la tutela delle foreste a trovare mezzi di sussistenza che non comportino la deforestazione.

 

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Prendete racconti per bambini e ragazzi, unitevi romanzi gialli, shakerate ed ecco che salto fuori io: letteratura per ragazzi e thriller sono passioni che mi accompagnano da sempre, insieme comunque alla condivisione del decalogo di Daniel Pennac con i suoi dieci imprescrittibili diritti del lettore. Che prevedono anche quello di “leggere qualsiasi cosa”, pur avendo una spiccata passione per quanto enunciato in apertura di presentazione. Pensando in ogni caso che nelle pagine, non sempre, ma in molti, moltissimi casi, uno scrittore ci sta donando qualcosa di profondamente suo: non per forza un ricordo, ma anche solo un modo di esprimersi, un ritmo narrativo, e ogni volta una creazione. E dunque una forza che va almeno conosciuta. Se poi questa forza avvolge fin da piccoli e aiuta a diventare lettori, oppure dissemina le pagine di indizi che trascinano chi legge in un’inchiesta al cardiopalma… allora conoscerla mi piace ancora di più.

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