Come fossi solo – Marco Magini

Titolo: Come fossi solo
Autore: Magini Marco
Casa Editrice: Giunti Editore
Genere: Romanzo storico
Pagine: 216
Prezzo: 14.00 €

Because of everything that happened I feel terrible sorry, but I could not do anything. 

When I could do something. I did it.

Marco Magini, attraverso il racconto della strage di Srebenica, porta il lettore a riflettere su alcuni temi che, da sempre, hanno messo in discussione il pensiero e l’intelletto umano: in base a quali criteri un individuo può essere riconosciuto colpevole o innocente? Qual è il ruolo della giustizia nello scrivere la storia di un singolo uomo e, parallelamente, la Storia dell’umanità? Fino a che punto un individuo può degradare per arrivare a non considerarsi più “essere umano”?

Come fossi solo (finalista al Premio Calvino 2013 con menzione speciale della giuria) è la discesa di tre anime in un inferno personale che solo un evento universale come la guerra può disegnare. Dražen, autore delle parole in cima a questa recensione, è un soldato che si è arruolato per dare un futuro alla propria famiglia e che parteciperà (suo malgrado) all’eccidio di Srebenica nel ruolo di materiale esecutore; Dirk è un giovane casco blu olandese del contingente Onu che tenterà in tutti i modi, senza un’adeguata organizzazione alle spalle, di compiere inutilmente il proprio dovere; Romeo, giudice spagnolo del Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia, è una delle figure incaricate di giudicare Dražen alla fine dello scontro bellico e che, grazie a questa vicenda e alla pensione imminente, potrà riflettere sull’importanza del proprio ruolo nella società: “quella che noi siamo abituati a chiamare Storia non è altro che l’insieme delle azioni di grandi uomini, siano essi esempio di grandezza assoluta o sintesi di malvagità estrema. Ma il motore della Storia è un altro. Il motore della Storia sono i milioni di uomini che lottano con le loro inadeguatezze, con le loro paure e le loro ambiguità”.

Tre punti di vista differenti che, attraverso un scrittura estremamente misurata e delicata, dipingono in maniera esaustiva il più grande massacro avvenuto in Europa dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, senza richiedere un profondo grado d’inferenza al lettore. Tre storie che raccontano, in toto, ciò che è avvenuto realmente in quelle giornate infauste; tre esperienze diverse che indagano i travagli di chi, dopo averla vissuta direttamente o indirettamente, porta sulla pelle le indelebili cicatrici di una guerra terribile e inesplicabile.

Una menzione particolare va riconosciuta all’architettura costruita dall’autore, vero punto di forza del romanzo: l’intersezione e alternanza delle tre voci narranti si miscela con grande naturalezza, nonostante esse non seguano le medesime coordinate spazio-temporali; l’incipit del prologo “vorrei non dovermi ancora una volta svegliare in mia compagnia” e l’ultima frase (che non inserirò per chi non ha ancora letto il libro) rappresentano uno dei binomi inizio/fine più interessanti che abbia letto negli ultimi tempi; il ritmo narrativo, costante nel suo svolgersi e ben costruito negli apici, non fa pensare affatto al libro di un esordiente ma ad uno scrittore maturo e con una lunga esperienza alle spalle. Una narrazione che fonde, con grande maestria, materia storica e materia letteraria senza, tuttavia, confondere finzione e verità.

 

0

Acquista subito

Ti potrebbero interessare...

Login

Lost your password?