A tu per tu con… Marco Pesatori

“2013. La rinascita dopo l’apocalisse segno per segno” edito da Feltrinelli è l’ultima fatica astro-letteraria di Marco Pesatori, lo scrittore e astrologo che incanta appassionati di astrologia e non con i suoi libri attraversati dal fascino di arte, psicoanalisi, filosofia, letteratura, musica e stelle. Collaboratore di riviste importanti come D — Repubblica e Vogue, ideatore  di programmi radiofonici di successo, tiene congressi e conferenze in tutto il mondo.  Noi de Gli Amanti dei Libri abbiamo voluto incontrarlo per sondare i segreti e carpire i consigli di questo personaggio rivoluzionario e colto che ha “sdoganato” l’astrologia, rivendicandone il ruolo di Scienza del Tempo. Il suo sito è www.marcopesatori.it

 “Forse il fascino e la forza dell’astrologia sussistono perchè essa è il ponte più chiaro e lampante tra la fiaba e la realtà, tra l’immaginazione e la verità, tra l’inconscio e la ragione”.  Questa affermazione è sua e fa parte dell’introduzione al suo libro “Segni”. Credo che Lei con queste parole riesca a mettere in evidenza un aspetto profondo e spesso trascurato dell’astrologia, ossia la sua potenza narrativa. Non a caso i suoi libri piacciono molto anche ai non addetti ai lavori – io stessa ho regalato diverse copie di “Segni” a persone semplicemente curiose-.  Leggendola si capisce che lei ha scoperto il legame segreto che unisce l’astrologia alla psicoanalisi, alla filosofia, ma anche alle suggestioni della musica, dell’arte e della scrittura. Come ci è arrivato?

Siamo abituati a ragionare e osservare per compartimenti stagni. Siamo tutti indirizzati verso questa o quella “specializzazione”, che tra l’altro, anche professionalmente, di speciale ormai non ha più nulla. Abbiamo fatto la realtà a pezzi e ci accontentiamo del nostro pezzo, come il cavallo da tiro a cui hanno inforcato il paraocchi. Invece i pezzi mancanti, o dimenticati, reclamano una attenzione totale, ogni giorno di più. Così la visione delle cose non può che tornare a una prospettiva (non ideologica o dogmatica), in cui le relazioni tra le cose, tra noi e le cose, tra noi e l’universo intero, riconquistano il loro filo comune, il loro centro vitale e gioioso, potente e non mortifero. E’ necessario che la coscienza civile e dell’uomo, riconquisti quel centro, che ora è dominato dall’economico, dal demone del potere, dal delirio glaciale del business. Ognuno ci arriva, man mano che vien vissuta l’esperienza di una vita desiderante, studiosa, seria, aperta, sorridente, non ingabbiata nel cranio del semplice egoismo.  Quella coscienza è come un cielo, quella coscienza è un cielo in entanglement ininterrotto con la grande volta celeste.   

Una persona dello Scorpione come me, per capire cosa significhi essere dello Scorpione, capita si legga vari libri e libercoli in giro, spesso suddivisi in personalità, amore, salute, lavoro. Un modo un po’ frammentato, a dire il vero, per raccontare il simbolo dello Scorpione. Leggendo il capitolo su Dostoevskij ne la sua “Astrologia per intellettuali”, si ha di colpo l’intuizione precisa dell’essenza di questo segno. E la stessa cosa vale per gli altri segni che lei racconta attraverso la vita, la voce, i pensieri e le opere di personaggi rappresentativi. Mi tolga una curiosità: è stato lo Scorpione che Le ha permesso di capire meglio Dostoevskij o è stato Dostoevskij a farle comprendere meglio lo Scorpione?

Ogni volta che il piede nudo attraversa il deserto, i poveri umani rischiano di conoscere lo Scorpione e la Scorpiona. Ogni riga di Dostoevskij è scorpionica, ma ogni Scorpione è un Dostoevskjj assalito da demoni, da giocatori, da adolescenti che soffrono notti bianche, si vedono circondati da povera gente e da idioti, sono delitto e castigo, hanno nelle inesauribili memorie del sottosuolo un sosia umiliato e offeso. Chiunque cammina coi piedi nudi e fragili nel deserto, prima o poi calpesta uno Scorpione e conosce il blood sweat and tears del segno più simpatico e appassionato dello Zodiaco. Il suo veleno è vita. Il suo veleno è contravveleno, puntura che mette al riparo dalla vita statica, ferma, sempre uguale. Se dormite con la Scorpiona, non potete addormentarvi tranquilli. Potreste non svegliarvi più. Anche perché è magica e solo i maschi sciocchi dormirebbero accanto a una Scorpiona senza tenergli le code degli occhi costantemente addosso.

Uno la legge e alla fine si accorge di saperne di più e di astrologia e di letteratura. Lei è un uomo curioso, colto e ha polemizzato con la mancanza di una rete di formazione seria per gli astrologi. Ha perfino scritto che un vero astrologo dovrebbe essere come minimo laureato e poi fare un training filosofico-psicoanalitico. Insomma lei toglie la figura dell’astrologo del magma del mondo “magico-esoterico” per restituirgli una dignità professionale. Ma quindi chi è secondo Pesatori quello che Lei chiama l’analista-astrologo? Quali caratteristiche psicologiche e quale bagaglio culturale dovrebbe avere?

Dovrebbe formare la sua professionalità su tre pilastri: etica, cultura, preparazione tecnica. In genere, con quel che passa il convento in Italia, mancano tutti e tre, soprattutto il primo. L’astrologo dovrebbe avere la mente bella aperta, come gli occhi. Dovrebbe avere una buona confidenza con l’inconscio o con l’oceano di Planck, dovrebbe dedicarsi con costanza all’arte e alla poesia, mangiare poco e niente carne, almeno avere uno straccio di laurea e un training fin dove possibile rigoroso. Senza bearsi del proprio potere, che nell’essenza, in fondo, è quasi pari a zero.

Nel suo libro “2013. La rinascita dopo l’apocalisse segno per segno” edito da Feltrinelli, Lei racconta il 2013 ad ogni segno zodiacale in maniera molto originale, mixando ironia e profondità. Prima di tutto ragiona per decadi, facendo quindi una differenziazione nelle previsioni che tiene conto anche del giorno di nascita e degli ascendenti. Dà voti. Parla del recente passato e poi si sofferma su  psiche, amori, salute, lavoro sviscerando il destino mese per mese. Alla fine ci sono quelli che chiamo “i consigli per gli acquisti” con musica e libri scelti ad hoc per ogni segno. A noi de Gli Amanti dei Libri questa sua insistenza sulla bellezza della lettura piace molto. Quali libri, della letteratura di ogni luogo e tempo, non possono mancare secondo Lei nella libreria di un astrologo? E perchè?

I voti vanno presi sulla linea liceo classico Berchet di Milano, dove ai miei tempi già prendere un 4 e mezzo era motivo di gioia. Avere sei non è disperazione, ma piena sufficienza, avere otto vuol dire stare attenti, perché buone configurazioni astrali possono essere pericolose se il vento alle spalle lo si prende senza tenere il timone saldo in mano. In libreria ognuno ha i suoi preferiti, basilari…La scelta è molto soggettiva, io non dico proprio quelli fondamentali per me, ma Dante, Giordano Bruno, Proust, Kafka, Campanella, Pico, Ficino, Hegel, Kant e un Carlo Marx con Adorno per condimento finale possono bastare. Basta una paginetta al giorno. Non vorrei sembrare quel colto che non sono per niente. Fosse per me leggerei davanti al mare un quotidiano sportivo e l’Equipe dalla mattina alla sera, magari mentre lei che sta di fianco, ogni volta che cambia posizione sotto il sole, legge una poesia di Rilke o di Antonio Porta prima di chiedermi la crema abbronzante. 

Libertà e destino: la discussione filosofica è ancora aperta. Lei da astrologo come interpreta questa dialettica? Qual è la risposta dell’astrologia?

Se uno nasce col naso storto quello è destino, ma il naso storto può avere una bellezza inestimabile. Se uno ha segnato nel tema natale la linea di un grande dolore, è perché nella vita può avere l’onore di un grande compito, il che comporta spesso una sofferente iniziazione. Noi siamo liberissimi. Di essere noi stessi fino in fondo. E se qualcuno trova un astrologo che pretende di leggere tutte le linee e il tema natale dalla a alla zeta, prende un abbaglio. La lettura del simbolo è senza fine. Non esiste una lettura del proprio tema natale una volta per sempre. Già Tolomeo diceva che l’ambiente e le condizioni oggettive e educative vanno accompagnate alla lettura astrologica. Mai leggere un tema natale alla cieca. Se uno è alto 1.68 non diventerà mai campione del mondo di salto in alto. Ma se non è ossessivo e testardo, può diventare un eccellente mezzofondista.

Non le chiedo quale sarà il segno più fortunato del 2013 perchè sarebbe troppo riduttivo. Mi piacerebbe, però, che per ogni segno individuasse una parola “chiave” che ne fotografi in qualche modo il cammino, il destino, l’evoluzione, il compito, per quest’anno.

Ariete: adelante, con giudizio. Toro: Saturno è profondo, la vita non è solo pratica esteriore, bisogna buttare l’occhio nella parte d’ombra. Gemelli: pronti alla rivoluzione. Cancro : riposatevi ogni tanto, non correte solo dietro all’immaginazione. Leone. Saturno fa capire al re e alla regina che il suo regno non è solo brillantezza ma anche spessore e chiaroscuri. Vergine, grande anno dalla metà in poi: basta col pessimismo radicale. Bilancia: decidere e agire non è peccato, è bellezza comunque. Scorpione, Grande anno:  Saturno e Giove vi portano all’obbiettivo, ma voi siate grati agli dei, non sempre incazzati. Sagittario: dall’estate in poi parte la freccia. Con una sola punta. Capricorno: Giove opposto nella seconda metà dell’anno vi fa capire la bellezza della montagna che si adagia e si riposa. Anche sdraiati e rilassati si ha una magnifica funzione. Acquario: Il nodo a volte non si può eludere, va sciolto. Pesci: dall’estate in poi siete magia vera, usatela anche per voi.

C’è un segno che per istinto ed esperienza personale la piace più degli altri? E perchè?

No, mi piacciono tutti, specie quando si dissolvono, facendo trasparire la presenza – in un segno – di tutti gli altri. 

Come da prassi Le chiedo un saluto e un  augurio per Gli Amanti dei Libri. Siamo nati sotto il segno dello Scorpione, ma siamo diventati un giornale vero e proprio sotto quello del Sagittario. Che può dire di noi?

Dalle oscurità scorpioniche dove nascono i libri più complessi, ricchi, preziosi, alla solarità sagittariana, di chi trasmette fiducia e vitalità. Attraverso la scrittura e la lettura. Buon anno!!!

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Elena Cartotto

Curiosa e ironica mi piace andare fuori dai sentieri battuti, nei libri come nella vita. Se dovessi scegliere un titolo per raccontare la mia storia sarebbe sicuramente “Un indovino mi disse” di Tiziano Terzani. Il mio eroe letterario è Sherlock Holmes, l’autore con cui andrei a cena Oscar Wilde e i miei miti storici Gesù di Nazareth e Socrate. Sono un’idealista che ancora si scalda su alcuni temi sociali come dignità umana, libertà, lavoro e giustizia. Le mie passioni sono l’astrologia, la psicologia, il paranormale, la spiritualità e la musica che ci salva da noi stessi, ogni giorno. Per dirla con Vecchioni: “Ho combattuto il cuore dei mulini a vento, insieme ad un vecchio pazzo che si crede me….”.

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  • Donata

    Che belli gli spunti di Pesatori, lo leggo sempre su Repubblica e trovo le sue osservazioni affascinanti, mai banali. Leggerò il libro, intanto i migliori complimenti per questo articolo: belle le domande e ancor meglio le risposte!!

    • Elena Cartotto

      Grazie mille Donata! La condivido in pieno: Pesatori è una delle voci più innovative e affascinanti del panorama astrologico contemporaneo e a questo aggiunge una vena letteraria notevolissima.

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