La penisola delle case vuote – David Uclés

Titolo: La penisola delle case vuote
Data di pubbl.: 2026
Traduttore: Sara Cavarero
Pagine: 711
Prezzo: € 24,00

David Uclés, scrittore andaluso nato nel 1990, con il romanzo La penisola delle case vuote in Spagna ha venduto trecentomila copie.

Adesso il libro è arrivato anche in Italia grazie a Neri Pozza.

In settecento pagine e dopo un lavoro durato quindici anni lo scrittore riesce a narrare la storia totale della guerra civile spagnola.

Con una scrittura impeccabile e una tensione narrativa sempre all’altezza della grande letteratura Uclés ha scritto un libro magnifico.

Senza trascurare i dettagli, l’autore è sempre minuzioso. Attraverso le vicende della famiglia Ardolento e del suo patriarca Odisto, Uclés racconta i tre anni sanguinari della guerra civile con una ricchezza di particolari storici e avvalendosi nella giusta misura del realismo magico, così il libro diventa un’opera piena di poesia.

David Uclés ha una prosa accattivante, riesce per tutto il romanzo a catturare l’attenzione del lettore perché la sua scrittura, attraverso il punto di vista del narratore, ha una forte e intensa empatia per tutti i personaggi e per la loro sorte.

Nel libro l’autore ci fa incontrare una persona realmente esistite che hanno avuto un ruolo fondamentale nella guerra civile: intellettuali e scrittori, artisti, uomini politici.

Troveremo Orwell, Hemingway, Robert Capa, Lorca, Machado. Il narratore li fa diventare materia viva nel suo racconto ricco di suggestioni grazie alla sua scrittura sempre ricca di invenzione che getta uno sguardo nuovo sulla storia di quegli anni terribili che hanno portato al potere Franco.

Uclés inizia ha   iniziato raccogliere le storie che il nonno gli raccontava sulla guerra civile quando lui aveva 19 anni. Trovandosi tutto questo materiale tra le mani ha trasformato tutta questa storia orale in un romanzo

La penisola delle case vuote è un libro sulla guerra civile spagnola che ha la sua attualità e ci mostra cosa succede in un paese quando è minacciato dal fascismo e gli altri paesi democratici non l’aiutano come è accaduto alla Spagna.

Una lettura attuale oggi che il mondo è minacciato da nazionalismi, populismi, sovranismi.

Jándula, la città che inventa il romanziere e da cui parte la narrazione, è qualcosa di più di una nuova Macondo, è il punto di partenza e di arrivo in cui si consuma la violenza della Storia attraverso gli orrori della guerra fratricida e dove il realismo magico cede sempre il passo  alla brutalità e al sangue della realtà, che nel racconto resta sempre in sella con la sua aderenza ai fatti per dirci che la guerra è un’ ampia rete di inferni senza diritti, in cui odore è composto da otto sostanze: piscio, merda, paura, vomito, sudore,, polvere da sparo, decomposizione e fame.

La guerra è un inferno in cui si crepa e David Uclés in questo romanzo ci restituisce tutto il suo orrore con un racconto che disvela in ogni pagina il senso più tragico della Storia. Citando le parole forti e attualissime di Simone Weil, Uclés con questo romanzo straordinario ci ha voluto dire che a lui la guerra non piace, ma quello che più lo indigna è l’atteggiamento di coloro che stanno a guardare. Proprio come accade oggi.

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