Data di pubbl.: 2026
Traduttore: Cristina Ingiardi
Pagine: 360
Prezzo: € 20,00
Ben Cross, ventisei anni, da un paio di settimane vive a New York. Ha seguito un corso di orientamento per poter iniziare il nuovo impiego, per cominciare quella nuova vita che da tempo sogna. Ma il primo giorno di lavoro si sta trasformando in un incubo. Ben non ha fatto neppure in tempo a sedersi alla scrivania che gli uomini della sicurezza della ditta lo hanno sbattuto fuori. Ben non riesce a capirne il motivo. Ora, nel suo bel completo blu, mentre fuori c’è un sole che spacca le pietre, decide di prendere la metro per recarsi al suo alloggio. E poi? Tornerà dalla madre malata e accudita da una badante? Forse, anche perché non ha molto da scegliere. Entrare nella metro è già un problema. Ben soffre di claustrofobia, è angosciato dal buio, detesta essere toccato da chiunque e la folla che si riversa nella stazione di South Ferry di certo non aiuta. Alla fine ci riesce. Intorno a lui, sul treno, una moltitudine concentrata sugli schermi dei cellulari o intenta a fissare il vuoto, ciascuno chiuso nel suo mondo. Ed ecco un messaggio sul telefonino di Ben: qualcuno gli scrive da un numero sconosciuto, qualcuno che lo conosce bene e che gli intima di impedire a un uomo, seduto poche file più in là, di scendere dal treno alla stazione successiva. In caso contrario, il tizio morirà. Esattamente come un altro uomo, ritratto in una foto che Ben riceve sul cellulare, che giace al suolo chissà dove con la gola squarciata. Il giovane è sconvolto, paralizzato dalla paura e dall’angoscia, incapace di agire. Il treno si ferma alla stazione di Franklyn Str., l’uomo che Ben dovrebbe salvare scende, il treno riparte e al ragazzo, come agli altri passeggeri, giunge il bagliore e il rumore di un’esplosione.
Sempre a New York, ma a Brooklyn, è iniziata la giornata della detective Kelly Hendricks della NYPD appena trasferita alla NCO, gli agenti di quartiere che si occupano anche di sorvegliare la metro, con un incarico dal nome altisonante ma di bassa lega ‘addetta alle procedure interdipartimentali e coordinatrice delle comunicazioni trasversali tra distretti’. Hendricks ha iniziato, in realtà, la parabola discendente della sua carriera per aver scaraventato su una tavola imbandita un superiore che le aveva palpeggiato il sedere durante una cerimonia del dipartimento. Il collega Hernandez, che le sta dando un passaggio in auto, la lascia alla stazione della metro di Cortlandt dove, di lì a poco, esploderà una bomba.
Già, perché il misterioso interlocutore di Ben lo ha appena avvertito che la seconda persona che morirà se scende dal treno – a meno che lui non riesca a fermarla – è una donna. Ben é riuscito a individuarla e stavolta, nonostante la presenza di una gang giovanile che gli crea non pochi problemi, sembra capace di eseguire l’ordine ricevuto. Poi la donna, un po’ sorpresa, lo guarda con attenzione e grida: ma io so chi sei! e scende dal treno mentre la capotreno Sarah, testimone della scena, afferra Ben e lo porta nella sua cabina in coda al convoglio per chiedergli lumi sull’accaduto. Il treno riparte, fa pochi metri e viene investito da una violenta esplosione. Ben capisce che anche la donna che doveva salvare è morta mentre un nuovo messaggio gli comanda: Digli chi sei veramente perché se non lo fai questo è solo l’inizio.
Dunque, chi è veramente Ben Cross e cosa nasconde? Chi è questo giovane uomo che trema di terrore e vive immerso nei sensi di colpa? Proprio lui che si dice: “Forse tutti hanno una voce nella testa che li spinge verso il male, solo che non tutti ne parlano”. Siamo tutti un po’ come lui? Alberghiamo il male e ci sforziamo di non commetterlo? Combattiamo i pensieri violenti e negativi?
Presto, Ben incontrerà la detective Hendricks, sarà inseguito a distanza dal capo del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale McDiarmid e dal suo vice, il colosso Hoyt, dovrà ripercorrere con dolore e fatica vicende del suo passato che sperava non tornassero mai più a galla.
Thriller feroce e perfettamente costruito, Il passeggero nascosto – titolo originale il più pregnante The survivor, Il sopravvissuto – si avvolge in spire sempre più strette intorno al lettore mostrandogli come sia facile da vittime diventare colpevoli e viceversa; come mai si dovrebbe sottovalutare il potere manipolatorio di una mente malata e come anche i presunti stupidi possano rivelarsi, a un più attento esame, persone intelligenti, abili a comprendere gli altri e dotate di una ferrea integrità. Su tutto, poi, imperversa la ‘tecnologia’, le lotte furibonde fra dipartimenti di pubblica sicurezza per attribuirsi un successo e la conseguente visibilità mediatica, l’egoismo, il cinismo e la noncuranza dell’uomo comune: quei passeggeri che occupano il treno maledetto, un’umanità ormai incapace di reale partecipazione al pericolo, al dolore e alla morte altrui, salvo in rarissimi casi.


