Traduttore: Cristina Cigognini
Pagine: 448
Prezzo: € 20,00
James Lyster, voce narrante di questo ottimo noir dell’autore irlandese Andrew Hughes, ha circa ventiquattro anni e appartiene alla generazione Z, la prima a essere formata da ‘nativi digitali’. Questa caratteristica, che lo accomuna a quasi tutti gli altri personaggi, apparirà evidente nel corso della storia.
James è un curatore di fotografie per la National Library di Dublino, ma la cosa strana è che le foto di cui si sta occupando sono ritratti di defunti messi in posa per lo scatto finale. Una ‘moda’ sviluppatasi sia in America che in Europa dalla metà del 1800 fino all’inizio del secolo successivo. Nell’ufficio di cui James è a capo, lavorano Bridget – con la quale in passato ha avuto un piccolo flirt – ed Helena. James vive nel sottoscala ristrutturato della casa dell’anziano vedovo Allen Whiteside, ha un fratello molto più grande di lui, Colin, avvocato, sposato con Danni e padre di Lolo – Lauren – adolescente difficile e di due bambini, Ultan e Senan, nonché una madre vedova che non vede quasi mai. Aveva anche una fidanzata, Sarah, ma si sono lasciati – James, a chi glielo domanda, risponde che è stata una scelta di lei. Ora Sarah sta compiendo un lungo viaggio intorno al mondo e James ne segue le tappe su Twitter. Per finire, James ha un vecchio amico Arthur Stokes che aveva ben iniziato una carriera da avvocato, ma ha compiuto un grave errore, ha perso il lavoro ed ora accetta di occuparsi di lasciti testamentari che gli passa Colin Lyster.
Un giorno, sull’autobus che prende per andare al lavoro, James viene colpito da una ragazza seduta accanto a lui, ne sbircia i movimenti sullo smartphone, capisce che è una studentessa del college, gli piacerebbe incontrarla ancora. Ritrova l’account della giovane su Twitter, vede il suo nome, Libby, collegato a un gruppo che si occupa di liberazione delle donne in relazione a un caso che, in quei giorni, attira l’attenzione di polizia, media e pubblico: la sparizione della imprenditrice ventiquattrenne Emma Harte, vincitrice qualche tempo prima insieme al compagno Tom Wickam, del premio Eoin MacNeill per la creazione di un’impresa green, la re:Thread, impegnata nel riutilizzo dei tessuti destinati alla discarica. Di Emma da giorni non c’è traccia. Rapita? Ma nessuno ha chiesto riscatti. Uccisa e il corpo fatto sparire? Forse. Ma da chi e perché? Il primo sospettato è proprio Tom Wickam, peccato sia sparito anche lui sebbene sui social in molti sostengano di averlo visto ora qui ora là. Persino James si diverte a interagire seminando tracce fasulle. Ed è proprio grazie a un suo intervento a favore delle donne su Twitter che Libby lo contatta, s’incontrano e fra loro inizia una storia che ha tutta l’aria di voler durare. La polizia, intanto, è riuscita a catturare, grazie alle telecamere di sorveglianza, un’immagine di Emma la notte della sua scomparsa fuori da un ritrovo non lontano dai Botanical Gardens e chiede aiuto a volontari per setacciare il luogo e le sponde del fiume Tolka. James, Libby e l’amica e coinquilina Miranda si offrono. Un corpo viene trovato, ma non è quello di Emma e James inizia a ricevere strane telefonate con prefisso 089. Poco tempo dopo gli viene recapitato un pacco al lavoro. A casa James lo apre. Dentro, un cappotto afgano da donna, lo stesso che Emma indossava la sera della sua scomparsa. Ma allora, esiste un qualche legame fra James ed Emma? Si conoscevano? È James il ragazzo che le cammina di fianco in un’altra immagine di quella notte ripresa dalle telecamere di sorveglianza? E che fine ha fatto Tom Wickam il cui passato non è poi così limpido come si credeva?
L’arrivo della tempesta Lauren, pochi giorni prima di Natale, chiuderà in casa i personaggi di questa intricata vicenda. Ma se neve, ghiaccio e vento spazzeranno Dublino, un destino ben peggiore toccherà a chi finora ha taciuto e si è nascosto sotto una parvenza di tranquilla normalità.
Andrew Hughes ci avvolge nelle spire di una narrazione solo in apparenza pacata e lineare, ci racconta un mondo di giovani per i quali è impossibile vivere ‘sconnessi’, abilissimi nell’uso degli smartphone e nei ‘trucchi’ informatici, impegnati socialmente, grandi bevitori e pieni di voglia di vivere che si muovono in una Dublino invernale flagellata da vento e pioggia. Ottimi i dialoghi, inquietante ma plausibilissima la trama che non mancherà di avvincere e coinvolgere i lettori.



