Self-publishing in aumento: e la qualità?

 

Fonte: www.bibliocartina.it

 

Le statistiche parlano chiaro. Negli Stati Uniti il self-publishing sta crescendo ad una velocità incredibile. Dal 2006 il numero di ebook auto-pubblicati è aumentato del 287%, ed il trend è sicuramente in aumento. La tecnologia in tutto ciò gioca un ruolo fondamentale, abbattendo i costi e permettendo in modo semplice e veloce di passare dalla stesura alla stampa, senza passare attraverso l’editore.

Festeggiano gli scrittori snobbati dal mercato, che grazie all’auto-pubblicazione si rimettono in gioco, e possono provare a vendere le proprie parole in tutto il mondo, comodamente da casa. Eppure, se il trend dovesse confermarsi, assisteremmo inermi al possibile ingolfamento del settore, già saturo di vanity press e calcioscrittori dalla dubbissima validità artistica.

Nel frattempo confidiamo nell’abilità discriminatoria dei lettori, che sicuramente meglio degli autori, riescono a valutare emozioni e immagini che solo un libro può suscitare. Noi nel nostro piccolo evitiamo di recensire libri di editori a pagamento, convinti che dietro le copertine debba esserci un grande lavoro di riflessione.

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  • Elayne

    C’è da dire che ad oggi l’essere pubblicati da un editore (anche grande) non è per niente sinonimo di qualità, basta vedere alcune incredibili boiate pubblicate negli ultimi anni da case editrici quali Mondadori, Sperling, Nord e così via.
    Anzi, mi sono resa conta che spesso sono più le piccole case editrici ad essere sinonimo di qualità (vedi Marco Y Marcos di cui mi sono recentemente innamorata).

    Detto questo, il “pericolo” portato dal self-publishing è evidente,il rischio di un costante ribasso della qualità è dietro l’angolo. Però non è detto che chi decida di auto-pubblicarsi non si faccia dare un aiuto da editor qualificati in maniera indipendente, solo viene a mancare l’intermediazione dell’editore, e – come ho già detto – non è sempre una grande perdita…

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