Quando tutto questo sarà finito – Gioele Dix

Titolo: Quando tutto questo sarà finito. Storia della mia famiglia perseguitata dalle leggi razziali
Autore: Dix Gioele
Casa Editrice: Mondadori editore
Genere: Romanzo drammatico
Pagine: 151
Prezzo: 16.50 €

 

<<Non lo so Vittorio. Tu ci vuoi tornare?>> <<Non lo so, papà. Tu che faresti al mio posto?>> <<Non lo so nemmeno io.>> Sorrise e poi concluse con un filo di amarezza: <<Quando tutto questo sarà finito, forse torneremo a capirci qualcosa>>.

Gioele Dix ha alle spalle più di trent’anni di carriera fatta di teatro, cinema, televisione e cabaret, ma per molti il suo nome è associato inevitabilmente al personaggio dell’automobilista sempre arrabbiato. Tuttavia per chi lo conosce più a fondo Gioele Dix è una fonte inesauribile di bei progetti, spesso legati alla sua origine ebraica, a cui è particolarmente attento e legato, come dimostra lo spettacolo “La Bibbia ha (quasi) sempre ragione” portato in scena dal 2003 al 2007, nel quale, con estrema eleganza e sfruttando le sue doti di grande affabulatore, analizza alcuni episodi del Libro Sacro.

Dunque non sorprende che a distanza di più di tre anni dalla sua prima fatica letteraria, “Si vede che era destino”, romanzo a metà tra il sentimentale e l’introspettivo, il ritorno di Gioele Dix nelle librerie sia rappresentato da un romanzo, presentato al Teatro Franco Parenti della “sua” Milano, nel quale racconta l’Odissea vissuta dalla sua famiglia a causa delle leggi razziali durante la Seconda Guerra Mondiale, rendendo cosi pubblica una storia che purtroppo milioni di Ebrei condivisero allora, ma che in molti casi è rimasta sepolta sotto una spessa cortina creata dagli involontari protagonisti per poter sopravvivere al dolore, e in qualche modo riprendere a vivere.

Un libro forte, commovente, che colpisce nel profondo forse proprio perchè l’autore è un comico, con cui siamo così abituati a ridere, che quando parla di cose serie sembra ancora più serio. Se poi ciò che racconta appartiene alla sua vita, se quelli che leggiamo sono ricordi di famiglia, lontani quasi settant’anni ma ancora così vivi da sembrare reali sotto i nostri occhi, ci si sente quasi più partecipi al dolore descritto, perché già dalla prima pagina ci sembra di conoscere da sempre i personaggi descritti. L’autore sceglie di raccontare la storia non come narratore, ma si pone piuttosto come tramite tra la voce del padre e la pagina: è infatti il padre Vittorio, allora bambino di dieci anni, a descrivere, per quanto comprensibile a un bambino, i cambiamenti occorsi intorno a lui e alla sua famiglia. Partendo dal primo divieto subìto, incomprensibile e inspiegabile, di iscriversi alla scuola media attesa con tanto entusiasmo e insieme con l’apprensione di chi affronta un cambiamento importante.

Un romanzo che si legge tutto d’un fiato, perché una pagina chiama a sé la successiva e staccarsene risulta davvero difficile: complice anche la bella scrittura di Gioele Dix, il cui umorismo emerge qua e là con battute delicate ma d’effetto, che regala anche pagine estremamente intense. Come quella che vede la famiglia Ottolenghi (vero cognome di Gioele Dix, che all’anagrafe fa David di nome), che ha appena superato in maniera rocambolesca il confine tra Italia e Svizzera, certa di essere ormai al sicuro, bloccata al posto di controllo svizzero, perché il contingente giornaliero di profughi che possono essere accolti in tutto il paese è già stato raggiunto, e messa di fronte a una scelta: o passano solo in due, ovvero la madre e il fratellino di pochi anni, o non passa nessuno.

<<Io sono pessimista.>> <<Io no. Tanto costa uguale>> disse mio padre e riprese a camminare.

 

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Laureata in Scienze dei Beni Culturali, giornalista pubblicista, da sempre grande lettrice: a sei anni prima ancora di andare a scuola grazie alla nonna sapevo già leggere e scrivere, a 8 anni ho scritto il mio primo racconto su un mago che perde il suo libro di incantesimi. Spero un giorno di vedere sugli scaffali il mio libro, nel frattempo cerco di imparare dagli altri il più possibile e spero di consigliare i nostri lettori condividendo con loro le mie sensazioni.

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