Novità in uscita nella settimana dal 28 Maggio al 2 Giugno 2012

ROMANZI E RACCONTI

Affetta da una sindrome spastica, che si aggrava all’età di sei anni con il sopraggiungere della poliomielite, Grace trascorre i primi anni in famiglia, sostenuta soprattutto dalla madre che lotta per darle una vita normale, finché, di fronte a crisi sempre più violente e all’impossibilità di parlare in modo comprensibile, i genitori si arrendono e decidono, a undici anni, di affidarla a un istituto psichiatrico. Quando i cancelli si chiudono alle sue spalle, è l’inizio dell’inferno. The Briar – la sua casa per quasi trent’anni – si rivela un luogo dove vive una popolazione dolente, fatta di bambini e adolescenti, menomati nel fisico e nella mente che devono sopportare trattamenti durissimi, grandi sofferenze, umiliazioni gratuite. E tuttavia, è anche un luogo che stupisce per la sua insospettabile vita sotterranea fatta di amicizie, di scherzi, di solidarietà e di complicità. L’incontro con Daniel, un ragazzino senza braccia, segnerà una svolta importante. Lui diventerà tutto per Grace: l’amico, il compagno di giochi, il confidente e il suo primo amore. Daniel che, con il dono straordinario della fantasia, la porta via dall’opprimente istituto, in tutti i posti del mondo, e le dà una ragione per resistere ogni giorno, per prendersi cura di sé, per imparare ad accettarsi. Fino al giorno in cui scompare… A partire dal suo vissuto, l’autrice ricostruisce, a tredici anni di distanza dalla morte della sorella, la sua tragica esistenza, dandole quella voce che in vita non ha mai avuto, traducendo in parole quei silenzi o quei suoni disarticolati. E Grace lo dice forte: quello che sente e che vede, quello che prova dentro, facendoci appassionare alle vicende, non di un caso clinico, ma di una vita, per quanto diversa, come tutte le altre.

“Grace lo dice forte” di Emma Henderson. Dal 29 maggio in libreria. La Tartaruga editore.

Aaron, giovane vedovo ancora sconvolto dalla perdita della moglie Dorothy, comincia a riceverne le visite. Per strada, al mercato, al lavoro, Dorothy lo affianca silenziosa nei mesi del lutto. Per Aaron, balbuziente, leggermente zoppicante, soffocato per tutta la vita dalle attenzioni di donne troppo premurose – dalla madre apprensiva alla sorella invadente, alle fidanzate votate più ad assisterlo che ad amarlo – l’incontro con Dorothy era stato una liberazione. Finalmente una donna diretta, pratica, quasi asociale ma per nulla sentimentale e soprattutto refrattaria a ogni pietismo, una donna che lo trattava come un uomo e non come un bambino da accudire. Insieme si erano costruiti un rifugio, vivendo in una simbiosi assoluta che portava ciascuno a coltivare le proprie idiosincrasie e ad amplificare quelle dell’altro. Ma ora che lei non c’è più, tranne che nelle sue brevi apparizioni, Aaron è costretto ad avventurarsi di nuovo in un mondo dove i vicini di casa lo foraggiano ogni giorno con abbondanti provviste di cibo; la sorella insiste per ospitarlo; i colleghi fanno di tutto per rendergli la vita più facile e qualcuno già cerca di combinargli un incontro con una giovane vedova altrettanto sola e bisognosa d’affetto.

Con tono leggero e divertito, e la consueta capacità di tratteggiare i personaggi accumulando minuziosamente gesti, parole e dettagli, Anne Tyler descrive il percorso tortuoso che dallo smarrimento della perdita conduce alla scoperta di nuove, infinite possibilità, sfociando in un inno alla vita e alla sua stupefacente varietà.

“Guida rapida agli adii” di Anne Tyler. Dal 31 maggio in libreria. Guanda editore.

Furio Guerri ha un buon lavoro, una bella casa, una moglie stupenda, una figlia dolcissima. Ma a Furio Guerri non basta. Ha fame, e vuole prendersi tutto, perché Furio Guerri non è come gli altri: lui è un mostro. Dentro è come un fiume sporco: torbido e lento in superficie, vorticante e fangoso al fondo; incosciente delle propria pericolosità, cerca di convincersi che sta solo facendo il bene della sua famiglia quando invece non fa altro che assecondare le sue pulsioni sadiche e manipolatorie. Adora stringere il guinzaglio, solo per avere il potere di esercitare la propria forza, con voluttà. A questo si somma la frustrazione e la pressione sociale della provincia, la coscienza della superiorità della propria tempra, la sete di potere. Ma è un gran lavoratore, Furio Guerri, un marito e un padre perfetto, uno con le idee chiare, uno che sa ispirare fiducia. Eppure due volte alla settimana sta lì, su una panchina, a guardare di nascosto le ragazzine di una scuola superiore, tessendo con pazienza la sua tela intorno a lei, la ragazzina difficile che nessuno in classe sopporta più. Perché se vuole una cosa Furio Guerri se la prende. Una storia spietata, che conduce il lettore nei meandri più oscuri della mente del mostro, narrata con devastante lucidità.

“La notte alle mie spalle” di Giampaolo Simi. Dal 30 maggio in libreria. E/O editore.

Settembre 1944. Il conflitto mondiale sta volgendo al termine. Gli alleati angloamericani sono ormai sbarcati ad Anzio e si apprestano a dirigersi a nord. In questi ultimi decisivi mesi, sullo scacchiere internazionale fa la sua comparsa una potente arma segreta, in grado di stravolgere le sorti della guerra: un innovativo “raggio della morte”, inventato dallo scienziato Guglielmo Marconi. Si dice che abbia il potere di fermare a distanza i veicoli su cui viene puntato. Le potenzialità di questo strumento sono grandissime, e molte le fazioni che se lo contendono. Renzo D’Onofrio, maresciallo della Guardia di Finanza presso il Servizio Informazioni Militare di Roma, viene incaricato di oltrepassare le linee nemiche e di dirigersi a Milano per impossessarsi del raggio della morte. In un’Italia ormai lacerata dalla guerra civile e allo stremo delle forze, il maresciallo D’Onofrio incontrerà una bella e misteriosa tedesca, che ha molti segreti da nascondere…

“Prima che tutto sia finito” di Daniele Lembo. Dal 28 maggio in libreria. Bietti editore.

Mentre era in galera Oscar Wilde aiutava i carcerieri a partecipare ai concorsi a premi, allora molto in voga sui giornali; uno di loro, proprio grazie ai suggerimenti dello scrittore, vinse un pianoforte a coda; Pellico e Maroncelli avevano messo su nella fortezza dello Spielberg una piccola biblioteca di 150 titoli, ma gli fu vietato di leggerli, faceva parte della pena; a Voltaire, reo di avere scritto un libello in cui si accusava Filippo d’Orléans di fare l’amore con la figlia, la duchessa di Berry, il Reggente disse: «Monsieur Arouet, voglio farvi vedere qualcosa che non avete mai visto». «Quale, Altezza?», rispose Voltaire. «La Bastiglia». E lo fece arrestare. François Truffaut a 16 anni viene portato in carcere dal padre, stanco di pagare i debiti che il figlio aveva contratto per fondare un cineclub; da lì scrive ai genitori chiedendo marmellata e i suoi libri su Chaplin e Orson Welles ma la lettera viene interpretata come mancanza di rimorso e per due mesi padre e madre non si fanno vedere. Queste sono solo alcune delle tante storie contenute in questo libro in cui si racconta dei molti scrittori che hanno avuto guai con la giustizia per i motivi più svariati. In alcuni casi si tratta di delinquenti comuni, come Jean Genet. In prigione per furto fu messo a confezionare buste per il pane e lì, su quella carta marrone, cominciò a scrivere romanzi. Altri scrittori pagarono per un atto sconsiderato, come Verlaine che sparò a Rimbaud per amore; altre volte sono i costumi sessuali a portare alla rovina, come nel caso di Oscar Wilde. Molti romanzieri che hanno conosciuto il carcere proprio lì hanno scoperto la scrittura, o hanno tratto nuovi temi per la loro opera, o hanno affinato il loro stile.

Tracciati con levità e eleganza, questi ritratti – da Casanova a Dostoevskij, da Flaubert a Zola, da Campana a Guareschi, da Semprún a Malaparte – uniscono all’originalità e alla rivelazione di aspetti meno noti di tanti scrittori, il gusto della narrazione e dell’aneddoto senza mai dimenticare la sofferenza del carcere e l’attitudine assai poco riabilitativa della pena.

“Scritti galeotti” di Daria Galateria. Dal 30 maggio in libreria. Sellerio editore.

È possibile continuare ad amare per dieci anni la stessa persona? Anche se ci ha tradito?

È quello che è successo ad Anna: dai tempi dell’università non ha più avuto una storia importante, perché non ha mai scordato il suo primo grande amore… Adesso è diventata un’insegnante, divide un appartamento con Clare, la sua migliore amica, ma troppo spesso le capita di ripensare al periodo in cui lei e Toby erano innamorati e sembrava che niente al mondo potesse separarli. Eppure ci riuscì Ella, la più attraente e popolare tra le studentesse, pronta a tutto pur di rovinare il loro rapporto. A nulla servirono i ripetuti “no” di Toby: una sera, durante una festa, Ella lo sorprese ubriaco e ne approfittò. Per Anna la scena fu insopportabile e imperdonabile. Si rifiutò di ascoltare spiegazioni o consigli e lasciò Toby immediatamente. Ma le loro strade sono destinate a incontrarsi di nuovo. Un giorno infatti lei e Clare ricevono un invito: sembra incredibile, ma è Toby che annuncia il proprio matrimonio. A lungo incerta se accettare o meno, Anna alla fine decide di andare. Vederlo pronunciare il fatidico sì potrebbe essere finalmente il modo per dimenticarlo? E quando il giorno delle nozze arriva, le sorprese non mancano per nessuno. La sposa è inquieta, ha la sensazione che qualcosa di strano stia per accadere. Toby incrocia lo sguardo di Anna, e in quell’istante sente dentro di sé che l’amore che provava non si è mai spento. Clare incontra James, un collega di Toby, e tra i due scatta il colpo di fulmine. E che ne sarà invece di Ella, anche lei tra i partecipanti alla cerimonia? Una futura sposa, un’ex dal cuore infranto, la sua migliore amica e una femme fatale… la miscela più imprevedibile che si possa immaginare!

“Quattro donne e un matrimonio” di Helen Warner. Dal 31 maggio in libreria. Newton Compton editore.

È il 1996, la velocità della connessione arranca rumorosamente a 56kb, la rete è quasi vuota, è ancora uno strumento per pochi, una sorta di nuova stregoneria tecnologica. Josh e Emma si conoscono fin da quando erano piccoli, sono sempre stati amici inseparabili, poi Josh ha tentato di baciare Emma e le cose si sono complicate. È parecchio tempo che non si vedono, il giorno in cui Josh suona il campanello di casa della ragazza e le porge imbarazzato un cd-rom di America on line. È arrivato come omaggio per posta, ma loro non hanno il computer. Emma invece ha un fiammante pc con Windows 95, ma non ha internet. Quando Emma riesce finalmente a connettersi, accade qualcosa di inspiegabile. Per una strana alterazione nella barriera spazio-temporale appare sullo schermo una misteriosa pagina bianca e blu con una scritta sconosciuta: facebook. C’è la foto di una donna sui trent’anni con un volto familiare, troppo familiare. C’è il suo nome, Emma Nelson e la sua stessa data di nascita. Si è aperto un pericolosissimo portale sul futuro in grado di cambiare, in un’indimenticabile settimana di delirio, il presente, i sentimenti e il destino di Josh e Emma.

“Prima del futuro” di Jay Asher e Carolyn Mackler. Dal 28 maggio in libreria. Giunti editore.

Uno scrittore in cerca di riposo che finisce ospite di un castello inquietante; due bambine ribelli che fanno la rivoluzione contro la mensa scolastica; un archeologo del futuro che si mette sulle tracce della leggendaria Expo 2015; un sogno erotico che diventa realtà; un amore che oltrepassa ogni confine; e poi ancora il mito reinterpretato di Tosca, la leggenda urbana dell’autostoppista fantasma, un paio di calzini invisibili…

Gianni Biondillo gioca con i generi letterari e ci regala diciassette storie (attenzione, i numeri hanno la loro importanza!) dove le cose sono sempre un po’ diverse da come sembrano: racconti che spaziano dall’horror al comico, dall’erotico al fantascientifico, dal mistery al grottesco, mescolando luoghi comuni e fiabe metropolitane, paure antiche e incubi moderni. Il piacere puro della composizione narrativa diventa laboratorio di scrittura, bottega dell’immaginario, libertà fantastica e, su tutto, il divertissement di un autore che chiede la complicità dei suoi lettori più curiosi.

“Strane storie” di Gianni Biondillo. Dal 31 maggio in libreria. Guanda editore.

L’immagine di Don Vito Corleone è per sempre legata al viso di Marlon Brando, così come Il padrino è ricordato come una pietra miliare nella storia del cinema. E anche grazie ai film di Coppola, il romanzo di Puzo continua a essere letto e cercato in tutto il mondo. Al centro, l’indimenticabile Vito Corleone, capo delle cinque famiglie che dominano il mondo della mafia newyorkese. Il Padrino è un uomo d’onore con un preciso codice morale, generoso con gli amici e implacabile con i nemici. Dalla casa di Long Isalnd, circondato da una famiglia patriarcale esercita il suo potere sul vasto impero sotterraneo della malavita americana. Rispetta la legge, la sua legge, e punisce chi disobbedisce con raffinata crudeltà…Regolamenti dei conti, vita quotidiana di boss e sicari, amori, matrimoni, funerali, tradimenti e vendette: Mario Puzo ha scritto un romanzo epico, intriso di verità, e tuttora incredibilmente attuale, su una società violenta che si contrappone allo Stato.

“Il padrino” di Mario Puzo. Dal 31 maggio in libreria. Corbaccio editore.

Nel 44 d.C. Vespasiano e la Seconda Legione avanzano rapidamente nella loro campagna per la conquista della Britannia. A Catone, centurione fresco di nomina, viene affidato insieme a Macrone, eroico soldato, il compito di trasformare le truppe tribali di Verica, re degli Atrebati, in un valido esercito capace di fronteggiare le sempre più audaci incursioni del nemico. Tuttavia, nonostante gli Atrebati abbiano giurato fedeltà a Roma, l’ostilità è quasi palpabile e qualcuno sta già tramando nell’ombra per opporsi all’invasore e organizzare una rivolta. Mentre cercano di vincere ogni diffidenza e di guadagnarsi la lealtà delle truppe, Macrone e Catone dovranno anche sopravvivere a un mortale complotto che mira a distruggerli entrambi. In Roma o morte i due centurioni dovranno affrontare la più grande sfida della loro carriera militare, perché il destino di Roma è nelle loro mani…

“Roma o morte” di Simon Scarrow. Dal 31 maggio in libreria. Newton Compton editore.

L’incontro con Silvia, militante ambientalista con cui ha vissuto un’intensa avventura, ha sconvolto la vita di Renato Reis. Sull’onda delle emozioni ha lasciato Milano, il lavoro e la carriera, per coronare il suo sogno: navigare per il Mediterraneo. Ma la libertà si rivela assai più dura: solitudine, fatica e pochi soldi…

Mentre naviga all’alba per rientrare a La Spezia, Renato vede una luce misteriosa inabissarsi tra le onde. Poco dopo, il mare restituisce un cadavere senza nome. In pochi giorni, tra la Lunigiana e il Levante ligure si moltiplicano gli eventi inquietanti: il ritrovamento di alcune statue-stele, una strana setta che compie riti misteriosi, un anomalo traffico di clandestini dal Nordafrica, altri cadaveri che affiorano… Renato Reis non potrà rimanere estraneo agli avvenimenti, un gorgo pericoloso di navi dei veleni e barche pirata, antichi castelli e ville di artisti, cattivi maestri e donne affascinanti. Per salvarsi l’anima, dovrà aggrapparsi alla ragione e all’ironia… anche se per tirarlo fuori dai guai dovranno arrivare gli amici di sempre. Tutto ruota intorno al mare, protagonista assoluto della nuova vita di Renato Reis, paradossale e sconclusionata, punteggiata di tempeste e amori difficili. A minacciarlo, come nel precedente Uomini senza vento, non sono soltanto i pericoli reali, ma soprattutto le domande cui è costretto a dare risposta chi s’imbarca lungo la rotta verso la libertà.

“L’equilibrio della farfalla” di Simone Perotti. Dal 31 maggio in libreria. Garzanti editore.

La vita di Tony Webster è stata un fiume relativamente tranquillo, da costeggiare al riparo di scelte ragionevoli e sistematici oblii. Ora però la lettera di un avvocato che gli annuncia un’inattesa quanto enigmatica eredità sommuove il termitaio poroso del passato, e il tempo irrompe nella noia del presente sotto forma di parole risalenti all’adolescenza, quando Tony procedeva all’educazione morale, sentimentale e sessuale che ne avrebbe fatto, inavvertitamente come spesso accade, l’adulto che è.
Il percorso a ritroso nelle zone d’ombra della vita, con i suoi dolori inesplorati e i suoi segreti, diventa cosí riflessione sulla fallacia della storia, «quella certezza che prende consistenza là dove le imperfezioni della memoria incontrano le inadeguatezze della documentazione», secondo il geniale amico dei tempi del liceo, Adrian Finn. Ed è dunque a quel punto di congiunzione, ai ricordi imperfetti come ai documenti inadeguati, che il vecchio Tony deve ora guardare per comprendere le vicissitudini del Tony giovane. Come ha potuto la ragazza di allora, Veronica Ford, preferirgli l’amico raffinato e brillante, Adrian? Ci sono solo Camus e Wittgenstein dietro l’estrema decisione di Adrian? Da che cosa ha voluto metterlo in guardia tanti anni prima la madre della ragazza? Perché a distanza di quarant’anni Veronica ritorna nella sua vita con un bagaglio di silenzi e il rifiuto di dargli ciò che è suo?
Gli indizi da studiare tessono un filo d’Arianna di reminiscenze inaffidabili, ipotesi errate e parole d’ordine ribadite; di fatti, nomi e immagini giustapposti a intuizioni filosofiche e rivelazioni poetiche; di un corpus di parole interne al testo – lettere, e-mail, pagine di diario – ed esterne a esso, nella forma di rimandi espliciti o piú spesso impliciti al sapere che puntella l’assunto ideale del romanzo: da Stefan Zweig a Philip Larkin (il «poe-ta» senza nome cui il narratore piú volte si richiama), dall’immaginario Patrick Lagrange al Flaubert di Madame Bovary (significativamente citato nel modo quasi-esatto che la memoria consente) fino a Frank Kermode, con il cui testo chiave questo romanzo condivide il titolo, l’insistenza sul ruolo del tempo e il proposito di «dare un senso al modo in cui diamo un senso al mondo».
Tempo e memoria. Con quelli si entra nel libro, attraverso la lista di flashback che il tempo ha cristallizzato in immagini. La memoria di Tony Webster predilige ricordi d’acqua, nel cui fluire controcorrente passa il racconto della sua sommersa inquietudine.

“Il senso di una fine” di Julian Barnes. Dal 29 maggio in libreria. Einaudi editore.

SAGGI

La Grande Recessione è iniziata nel 2008 negli Stati Uniti. Ha immediatamente contagiato l’economia mondiale e continua ad aggravarsi. Tra fatalismo e paura, aspettiamo l’evolvere degli eventi – verso il peggio, ci assicurano gli esperti. Ma come siamo finiti in questo vicolo cieco? E perché, chiede Krugman, «i cittadini dei paesi più avanzati del mondo, paesi ricchi di risorse, talenti e competenze – gli ingredienti che assicurano prosperità e un tenore di vita dignitoso per tutti – stanno ancora soffrendo»? Con l’abituale lucidità e forza polemica, il Premio Nobel per l’Economia individua le origini della crisi finanziaria, economica e politica che stiamo attraversando. E spiega quale strada dobbiamo intraprendere per superare le attuali difficoltà.

Fuori da questa crisi, adesso! si rivolge prima di tutto a chi sta soffrendo di più: a chi ha perso il lavoro e a chi non lo trova, soprattutto i giovani – che rischiano di pagare più di tutti, oggi e nel futuro. Per Krugman, la soluzione per uscire dalla Grande Recessione esiste ed è a portata di mano: ma è necessario che i nostri leader politici trovino la lucidità intellettuale e la determinazione necessarie.

“Fuori da questa crisi, adesso!” di Paul Krugman. Dal 31 maggio in libreria. Garzanti editore.

Il giardino: ultimo rifugio della spiritualità e della poesia; ultima frontiera al di qua della barbarie e dell’alienazione; ultima utopia – ma un’utopia pratica, tangibile. Questi i temi che Jorn de Précy, giardiniere-filosofo attivo a cavallo fra Otto e Novecento di cui poco si sa, ma che è da sempre oggetto di venerazione da parte degli appassionati, ha riunito nel suo E il giardino creò l’uomo. Questo scritto vibrante è soprattutto il manifesto di un’idea del giardino che l’autore riuscì a realizzare nella sua tenuta di Greystone, nell’Oxfordshire; un’idea straordinariamente attuale e ancora, nella sostanza come nella forma, rivoluzionaria, quella del giardino selvatico. Nel fare il giardino, l’uomo – sostiene de Précy – deve restare in ascolto della natura, del genius loci, non forzare ma assecondare le forze che vi operano, mettendosi al loro servizio e riallacciando così il legame con il mondo naturale; il quale lo ripagherà regalandogli il piacere più compiuto e nello stesso tempo inesauribile, lo spettacolo della vita e delle stagioni. Trattato di storia dei giardini, memoir e nello stesso tempo appassionato pamphlet politico, E il giardino creò l’uomo è anche il ritratto di un uomo originale e, a suo modo, enigmatico; al termine della lettura ci sembra di vederlo scomparire lungo uno dei sentieri dell’amato Greystone, a raggiungere gli dèi che si celano tra le sue piante.

“E il giardino creò l’uomo” di Jorn De Prècy. Dal 31 maggio in libreria. Ponte alle Grazie editore.

Pressoché sconosciute fino a vent’anni fa, grazie all’avvento della tecnologia informatica oggi le font sono a tutti gli effetti protagoniste del nostro quotidiano. Ma quali sono state le tappe che le hanno portate a uscire dalla ristretta cerchia di addetti ai lavori e di qualche sparuto appassionato? La risposta è in questo saggio di Simon Garfield, che rappresenta un autentico compendio della secolare storia della tipografia, da Gutenberg ai giorni nostri, che conta oltre centomila tra font e caratteri tipografici, ognuno con le sue peculiarità e le sue alterne fortune. Condito di divertenti aneddoti sul design delle parole intorno a noi, Sei proprio il mio Typo si impone come testo di riferimento per quanti desiderano conoscere l’affascinante mondo delle font che, come sottolinea l’autore, non sono il semplice disegno di lettere dell’alfabeto, ma costituiscono un vero e proprio veicolo di emozioni. E, come vedremo, è proprio in virtù di questa loro innata capacità comunicativa che, in molti casi, sono finite per diventare icone universalmente riconoscibili, scolpite per sempre, nel bene e nel male, nell’immaginario collettivo di ogni epoca e latitudine.

“Sei proprio il mio typo” di Simon Garfield. Dal 31 maggio in libreria. Ponte alle Grazie editore.

GIALLI, NOIR E THRILLER

Francia, 17 giugno 1566. Pochi giorni prima di morire, un uomo scrive una lettera, la chiude in un cofanetto di legno e, in una postilla al suo testamento, dispone di svelarne il contenuto soltanto molti secoli più tardi…

Stati Uniti, oggi. Dopo aver ricevuto una lettera in codice – un’enigmatica quartina composta in varie lingue antiche –, una giovane insegnante inizia a sospettare di essere pedinata e, intuendo di essere in pericolo, decide di chiedere aiuto al milionario Jonathon Payne e al suo collega David Jones, ex soldati delle forze speciali diventati consulenti del governo americano. Per incontrarli, si reca quindi a una serata di beneficenza organizzata all’università di Pittsburgh ma, proprio mentre sta per mostrare loro una copia della lettera, la donna viene assassinata da un cecchino, che a sua volta muore poco dopo. Decisi a fare luce su quell’omicidio e sul significato della misteriosa quartina, Jones e Payne vengono così coinvolti in un’avventura che li porterà prima a casa della vittima – dove scopriranno che lei aveva mentito sulla sua identità -, poi nel caveaux di una banca svizzera e, infine, in un antico castello in Belgio, costantemente braccati da nemici determinati a difendere un segreto custodito da centinaia di anni, un segreto che riguarda il nostro futuro…

“Profezia finale” do Chris Kuzneski. Dal 31 maggio in libreria. Tre60 editore.

La mano, mozzata, si trova in un vicolo buio. Il corpo della donna, privo della mano, è sul tetto di una vecchia casa poco distante. La sconosciuta ha i capelli rossi ed è vestita di nero. Unico indizio: due ciocche color argento sul cadavere… ma appartengono a un essere umano o a qualcosa di più misterioso?

A Jane Rizzoli e Maura Isles bastano questi pochi elementi per fare una scoperta sorprendente: il caso è legato a un omicidio-suicidio di diciannove anni prima e a un’oscura e terribile antica leggenda cinese. Ma l’indagine non sarà facile, perché nell’ombra c’è un nemico invisibile pronto a colpire ancora…

“La fenice rossa” di Tess Gerristen. Dal 31 maggio in libreria. Longanesi editore.

FANTASY

Il Clan dell’Ombra ha conquistato il mondo, seminando caos e distruzione. La salvezza è nascosta fra le righe di una profezia, che allude a quattro Prescelti che non potrebbero essere più diversi. Faloan, l’irruente principe del regno dell’Acqua. Aidan, la malinconica principessa del regno del Fuoco. Derry, un semplice contadino del regno della Terra. E Kyla, una pastorella ribelle del regno dell’Aria. I quattro ragazzi hanno una sola certezza: trovare la Creatura dagli Occhi Verdi, un misterioso guerriero che li accompagnerà nella loro impresa.

“La profezia del lupo” di Marilù Monda. Dal 29 maggio in libreria. Piemme editore. 

Da ormai trecento anni il regno di Hallandren è governato dagli dèi Ritornati, uomini morti in modo esemplare e tornati a nuova vita dall’aldilà, e dal loro sovrano assoluto, il Re Dio. La vecchia dinastia reale, fuggita durante la Pluriguerra, si è ritirata nell’enclave di Idris, un territorio impervio e montagnoso che però consente loro di controllare i valichi settentrionali. Per ricomporre le differenze e riunificare i due stati, una principessa idrisiana dovrà andare in sposa al Re Dio e generare con lui un erede; ma nella Corte degli Dèi, luogo di intrighi, complotti e sotterfugi, qualcuno

sta tramando nell’ombra. Nella cornice della variopinta città di T’Telir, dove colori e Soffio vitale possono donare vita agli oggetti inanimati, un gruppo composito di personaggi, giovani principesse, mercenari esuberanti, divinità svogliate, altezzosi sacerdoti, soldati Senzavita, loschi figuri e spade parlanti, cercheranno di fomentare una guerra… o di sventarla prima che sia troppo tardi.

“Il conciliatore” di Brandon Sanderson. Dal 31 maggio in libreria. Fanucci editore.

Sono Meredith Gentry, principessa di Faery. Da quando ho lasciato il mondo degli umani, sono stata costantemente in pericolo di vita: prima a causa di mio cugino Cel, che voleva eliminarmi per diventare l’unico erede della Corte Unseelie; poi per via di mio zio Taranis, sovrano della Luce e delle Illusioni, che ha cercato di uccidere me e le mie guardie del corpo. Ecco perché, ora che sono incinta, ho deciso di rinunciare al trono e di tornare a Los Angeles, dove sarò al sicuro. Questo però non significa che io abbia voltato le spalle al mio popolo. E, infatti, quando la Grey Detective Agency mi ha chiesto di tornare a lavorare come investigatrice del soprannaturale, ho accettato senza esitare. Soprattutto perché le vittime del caso su cui stanno indagando sono dodici demi-fey, trovati con la gola squarciata su una collina fuori città. Alcuni miei colleghi credono sia opera di finti-elfi – uomini che si sono sottoposti a interventi di chirurgia estetica per somigliare a elfi –, tuttavia io so che non è così: le ferite sono state inferte con un pugnale magico, un pugnale che può essere usato solo da un killer di Faery. E io adesso ho paura che quell’assassino sia venuto per me…

“Un sospiro nel vento” di Laurell K. Hamilton. Dal 31 maggio in libreria. Nord editrice.

VARI

Vi siete mai domandati chi ha inventato il gesto dell’indice puntato verso il compagno che gli ha fornito l’assist? Sapevate che Bill Bradley si allenava anche mentre faceva shopping? O che Coach Van Zandt era solito sfilarsi il cinturone militare per spronare i suoi giocatori a suon di frustate? A svelare queste e altre curiosità è Sandro Gamba, che festeggia i suoi 80 anni con un libro in cui racconta oltre mezzo secolo di basket. Una collezione di vere e proprie chicche per chi ama la pallacanestro, pescate da una straordinaria carriera iniziata da bambino quando un proiettile, durante una sparatoria, gli spappolò la mano destra, e un allenatore gli consigliò il basket come terapia riabilitativa. Gli anni da giocatore sui campi ancora in terra battuta, la Nazionale, la scoperta di talenti come Nowitzki e Parker, ancora minorenni. Fra colpi di scena e incredibili esperienze. Come quando lo chiamò la Nasa, che voleva fargli fare l’astronauta. Per non parlare della partita contro la Grande Inter di Herrera. A basket, ovviamente…

“Il mio nasket” di Sandro Gamba con Vanni Spinella. Dal 29 maggio in libreria. Dalai editore.

Il Manuale di Paolo Zagari che inaugura il nuovo marchio editoriale “Le Meraviglie”, è un vademecum ironico su come comportarsi davanti alle mille incognite dell’amore, fino all’eventuale, auspicato lieto fine.
Tutti, uomini e donne, prima o poi ci caschiamo. Resistiamo, ci consoliamo, pensiamo ad altro ma alla fine, inevitabilmente, ci arriviamo. E stiamo in coppia.

Per chi è stufo di avventure, serate in solitudine, cacce estenuanti alla ricerca dell’anima gemella o per chi, più semplicemente, è incappato nel nuovo, ennesimo innamoramento, un prontuario di facile e piacevole consultazione per affrontare le tappe che dal primo incontro portano al primo viaggio insieme fino ad eventi più traumatici come la convivenza e – per i più coraggiosi – il matrimonio.
Un libro ironico, caustico, a tratti spiazzante, sulla difficoltà (nonostante tutto) di restare single. Per capitolare fra le braccia dell’altro senza troppe aspettative ma anche senza ansie.

“Il tradimento preventivo. Manuale pratico per amare” di Paolo Zagari. Dal 28 maggio in libreria. Fazi editore.

Fare la wedding planner non è solo un lavoro da sogno, significa avere la possibilità di pianificare, gestire e rendere perfetto un evento indiscutibil- mente importante nella vita di due persone. Eppure non è così che la pensa Alice, che vuole fare la giornalista, che pensa che una wedding planner sia solo un accessorio inutile e ingom- brante e che, sul più bello, perde improvvisamente il lavoro proprio per aver sparato a zero su Miriam Corsini, guru nel settore.

La sua vita sembra così andare a pezzi, fino a quando però, per uno strano gioco del destino, Alice non inizierà a lavorare proprio per la donna che ha causato tutti i suoi guai.

Catapultata nel mondo del wedding, tra iniziali pasticci e mille peripezie, Alice dovrà ricredersi e si ritroverà tra meravigliose locations, romanticissi- mi abiti bianchi e coloratissimi confetti, scoprendo improvvisamente i segreti per una perfetta mise en place, le regole del galateo, l’importanza della figura del floral designer e, soprattutto, che cosa vuole davvero dalla vita.

Ma, tra risate ed emozioni, disastri e colpi di genio, imparerà che l’unica cosa che neanche una wedding planner può controllare sono i battiti del cuore.

“Voglio fare la wedding planner” di Niccoli, Obert, Polletti. Dal 28 maggio in libreria. La Corte editore.

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