Novità in uscita dal 7 al 12 ottobre

Romanzi

 

Napoli. Sullo sfondo di una città insolitamente solare, Silvana, giovane antropologa, si batte per difendere sé stessa e il mondo da un piano totalizzante di conquista, al di sopra dei governi e delle intelligence. Poteri occulti, manie, fanatismi, integralismi, fobie, conoscenze arcane e karma s’intrecciano in un thriller ricco di colpi di scena, un inconsueto romanzo di formazione calato in una quotidianità apparentemente fantasiosa, eppure così palese e autentica.

 “La nona ora” di Maurizio Ponticello. Edizioni Bietti

Seattle. È l’alba e il piccolo William si stropiccia i grandi occhi neri. Ancora avvolto nelle coperte, riesce quasi a sentire quelle canzoni

sussurrate alle sue orecchie in una lingua antica. Ma è da cinque anni che non ascolta la voce di sua madre. Da quando è entrato nell’orfanotrofio e la disciplina ha preso il posto delle carezze. E l’odio è diventato la regola. Perché William è diverso da tutti gli altri, William è cinese. Eppure oggi è un giorno speciale. È la data fissata per il compleanno di tutti i bambini dell’istituto e finalmente William trova il coraggio di fare la domanda più difficile. Vuole sapere cosa è successo a sua madre. Le parole sono vaghe, ma lasciano intuire una risposta  che trafigge il suo cuore come una lama: è morta. William non ci crede. Non vuole arrendersi a questa verità. Lui sa che è ancora viva. E c’è solo una persona con cui confidarsi: Charlotte, una cascata di capelli rossi e la pelle delicata come un fiore. Le sere passate con lei ad ascoltare la radio, a mangiare caramelle alla menta piperita o abbracciati, di nascosto, per paura di un temporale, sono i pochi momenti di felicità per William. Charlotte è l’unica a credergli e insieme decidono di fuggire dall’orfanotrofio per cercare sua madre. Ma ad aspettarli c’è un mondo pericoloso e oscuro. Il mondo violento delle strade di Seattle nei primi anni Trenta. Il mondo proibito dei locali, delle scintillanti insegne dei teatri e dei club. Proprio qui, William incontra uno sguardo che non ha mai dimenticato. Quello di una giovane cantante cinese. Deve scoprire chi è e cosa nasconde. Nessun ostacolo è troppo grande da superare. Ci sono domande che per anni sono rimaste soffocate. E adesso la speranza forse può tornare a crescere. La speranza di essere amati e finalmente al sicuro.

“Come un fiore ribelle” di Jamie Ford. Garzanti editore

Dalla pagina di annunci personali di The New York Review of Books: Uomo di scienza. Colto e gentile, stempiato ma attraente. Nostro padre, rimasto vedovo, è l’uomo ideale per la donna giusta. Area di riferimento: New Jersey/New York città. Perché mai una donna sana di mente dovrebbe prendersi la briga di interessarsi a un uomo non più giovane e stempiato, uno che insegna scienze alle medie e che, come passatempo, stira oppure fantastica per ore su come clonare la moglie defunta? È ciò che si domanda Edward Schuyler quando, scapolo “di ritorno”, scopre che i figli hanno pubblicato un’inserzione a suo nome tra gli annunci per cuori solitari della sua rivista preferita. Rimasto vedovo a più di sessant’anni, il timido e riservato Edward è ben lungi dal sentirsi pronto a tornare sulla piazza e ad aprire il proprio cuore un’altra volta. Eppure, quando viene sommerso da lettere, telefonate e inviti, deve arrendersi all’evidenza: il mondo è pieno di donne in gamba, single e piacenti, ma un uomo in salute, gentile e “libero” è merce rara. Diviso tra il senso di colpa all’idea di voltare le spalle al proprio passato e il bisogno di tornare a sorridere al futuro, riuscirà Edward a essere di nuovo disponibile e felice? Con una scrittura elegante e la giusta dose di lievità e ironia, Hilma Wolitzer ci regala un romanzo che è, insieme, un invito a non lasciarsi sopraffare dal pessimismo e un potente inno alla vita. Una storia tenera, appassionante e molto divertente su come ritrovare la gioia e l’amore anche quando si è convinti che sia troppo tardi.

“Un uomo disponibile” di Hilma Wolitzer. Feltrinelli editore

“Mio bisnonno è morto a centosei anni con il violino in mano. Io ho cominciato a suonare da bambino. La musica tzigana si suona in maniera diversa: non con le note, ma con il cuore. Chi suona con il cuore quello che sente, piange. Prima piange quello che suona, poi piange quello che sente. E questo a noi ce l’ha lasciato Auschwitz.”  Storie, leggende, ricordi, lettere, fiabe e tanta, tanta musica: il racconto di una vita per entrare nel mondo del popolo rom. “‘Io vi ho raccontato tanto di me. Adesso voi dovete scrivere un libro sulla mia vita. Non ho mai scritto un libro, non ho mai pensato di poter scrivere… Ma vorrei raccontare il mio popolo rom, con le sue tradizioni, le sue storie d’amore e di sofferenza.’ Gesticola mentre parla: solleva le mani, le tiene sospese in aria, la fronte aggrottata. ‘E poi a voi vi ascoltano. Se lo scrivete voi, questo libro, tutti sapranno che è anche bello essere rom.’“ Jovica Jovic è un grande musicista. Con la sua fisarmonica ha suonato in tutta Europa, in teatri, balere, matrimoni, sagre, festival. E come musicista l’hanno conosciuto Moni Ovadia e Marco Rovelli, ma presto è per loro diventato un amico e un formidabile cantastorie: quella volta che rubò le galline alla vicina cieca, quella volta che il padre Dušan compose una canzone ad Auschwitz, quella volta che non si voleva sposare, ma si sposò lo stesso, quella volta che la guerra in Jugoslavia gli distrusse la chiesa che aveva costruito, quella volta che si comprò una Dallapé rossa fiammante come una Ferrari… In questo libro molto speciale tutte le storie di Jovica Jovic compongono un arazzo coloratissimo, fatto anche di discussioni con Moni e con Marco, di lettere e di fiabe, di riflessioni e di invenzioni. E sotto gli occhi del lettore prende vita l’universo rom, al di fuori degli stereotipi ma ricco di personaggi, situazioni e avventure rocambolesche, calato nella storia del Novecento – dalla deportazione del popolo rom ad Auschwitz alle guerre balcaniche – ma anche immerso nelle tradizioni, negli usi e nei costumi di una cultura millenaria, e soprattutto vivo, orgoglioso e sorprendente.

“La meravigliosa vita di Jovica Jovic” di Moni Ovadia e Marco Rovelli. Feltrinelli editore

 “Non è questione di sassi, tribù, cromosomi. Non si ha da essere archeologi, antropologi o genetisti per tracciare e dare corpo al continuum ebraico. Non si ha da essere ebrei osservanti. Neanche ebrei. D’altro canto, neanche antisemiti. Di fatto, basta essere dei lettori.” Perché le parole sono così importanti per così tanti ebrei? Il romanziere Amos Oz e la storica Fania Oz-Salzberger si avventurano lungo le varie epoche della storia ebraica per spiegare la fondamentale relazione che esiste tra gli ebrei e le parole. Mescolando narrazione e studio, conversazione e argomentazione, padre e figlia raccontano le storie che stanno dietro ai nomi, ai proverbi, alle dispute, ai testi e alle barzellette più duraturi dell’ebraismo. Secondo loro, queste parole compongono la catena che lega Abramo agli ebrei di tutte le successive generazioni. Usando come cornice per la discussione questioni quali la continuità, le donne, l’atemporalità, l’individualismo, i due Oz riescono con maestria a entrare in contatto con personalità ebraiche di ogni tempo, dall’anonimo, forse femminile, autore del Cantico dei Cantici, passando per oscuri talmudisti, fino agli scrittori contemporanei. Suggeriscono che la continuità ebraica, persino l’unicità ebraica, non dipenda tanto da alcuni luoghi essenziali, monumenti, personalità eroiche o rituali, quanto piuttosto dalle parole scritte e da un confronto che si perpetua tra le generazioni. Ricco com’è di cultura, poesia e umorismo, questo libro è uno straordinario viaggio tra le parole che sono al centro della civiltà ebraica e porge la mano al lettore, qualsiasi lettore, perché si unisca alla conversazione.

“Gli ebrei e le parole. Alle radici dell’identità ebraica” di Amos Oz di Fania Oz-Salzberger. Feltrinelli editore

Sosuke e Oyone sono due sposi che conducono una vita modesta, soltanto in apparenza tranquilla. In realtà, sono oppressi dal peso di una colpa incancellabile commessa da Sosuke nei confronti dell’amico Yasui, al tempo in cui erano entrambi studenti universitari. A costituire per la coppia ulteriori frustrazioni sono leristrettezze finanziarie − alla morte del padre, Sosuke scopre che del cospicuo patrimonio di famiglia non resta più nulla −, la freddezza dei parenti, ma soprattutto la mancanza di figli, nella quale Oyone vedeun castigo del Cielo. Rassegnati a un destino mediocre, ben lontanto dalla brillante carriera cui Sosuke poteva aspirare sia per nascita che per doti personali, marito e moglie trovano conforto nel reciproco amore, balsamo inestinguibile col quale placano il rimorso che si annida costantemente in un angolo della loro coscienza. Pochi sarebbero gli eventi in grado di scuotere la loro quieta malinconia, se un giorno Sosuke non rischiasse di incontrare presso il padrone di casa − il ricco, gioviale e generoso Sakai − la persona stessa verso la quale in passato si è reso colpevole, l’ex-compagno di università Yasui. La notizia che quest’uomo, a suo tempo emigrato in Manciuria, è di ritorno a Tokyo, sconvolge Sosuke e rinfocola tutte le ansie faticosamente tenute a bada. Pur di non correre il pericolo di trovarsi faccia a faccia con colui che un tempo era il suo miglior amico, sconvolto all’idea che Sakai venga a conoscenza dell’antico scandalo, Sosuke cerca rifugio temporaneo in un tempio zen, senza rivelare a Oyone il vero motivo di questa decisione improvvisa. Ultimo libro di una trilogia ideale precedutada Sanshiro e da E poiLa portaaffronta temi quali l’irreversibilità della colpa, il crollo delle illusioni, e la forza misteriosa del rimorso, ma è anche un delicato romanzo sull’amore coniugale, sulla poetica bellezza del rapporto fra due persone che riescono a trovare nell’accettazione del proprio destino una singolare felicità.

“La porta” di Natsume Soseki. Neri Pozza editore

Le protagoniste di questo romanzo sono due donne, due iraniane. La prima, nata dopo la rivoluzione del 1979, e che ha conosciuto solo il regime islamico, è una giovane attrice di grande successo. La seconda, scrittrice rinomata, è cresciuta nell’Iran dello Scià. La ragazza racconta alcuni episodi della propria infanzia, le vessazioni subite dai familiari in quanto laici ed artisti, la folgorante carriera nel cinema, il peso della censura e i lunghi interrogatori da parte dei Guardiani della Rivoluzione. Il suo racconto testimonia di un Iran sconosciuto alla scrittrice, che ricorda invece la forzata modernizzazione della società al tempo della monarchia filo-occidentale dello Scià. Dal confronto di queste due visioni nasce un romanzo affascinante, in un gioco di specchi che concorre a definire il ritratto di due donne decise ad affermare la propria identità, il proprio talento, e a vivere la complessa evoluzione di un paese pieno di contraddizioni e di grande ricchezza culturale.

 

 “L’attrice di Teheran” di Nahal Tajadod.  E/o editore

“Un aereo tira una riga dritta in mezzo al cielo. In silenzio. Come un gesso pigro nella mano invisibile di dio. In altri tempi gli avrei risposto. Forse gli risponderò. In altri tempi avrei scritto, e forse lo farò, a lettere grandi per tutta la lunghezza del terrazzo in modo che debba per forza vedermi, io sono stato qui. Io sono stato qui.” Rui ha quindici anni e non capisce perché sono dovuti partire così tardi. È l’ultimo aereo che lascia l’Angola prima dell’indipendenza e c’è una confusione tremenda, gli ex coloni portoghesi quasi fanno a botte per andare via. Rui non sa come fare, con la madre e la sorella. E papà non arriva. Rui non ha mai visto la madrepatria. Quando scendono dall’aereo fa freddo. In Angola il freddo non esisteva. L’albergo di lusso dove li sistemano insieme a una massa di profughi dalle ex colonie è strano, sono tutti gentili ma distanti, sembrano in imbarazzo di fronte a loro. E papà non arriva. Rui non sa come fare. Non sa come fare con la madre malata, con le pasticche che non si trovano, con le crisi che incombono. Non sa come fare con la sorella che per integrarsi dimentica la vita di prima. Non sa come fare con la moglie del portiere che lo guarda con quegli occhi. Non sa come fare con la professoressa nuova che tratta lui e i suoi compagni “angolani” da deficienti. Ma papà quando arriva? L’ultimo straordinario romanzo di Dulce Maria Cardoso sui retornados dalle ex colonie dopo la Rivoluzione dei garofani. Con precisione narrativa e chiarezza di stile ammirabili, l’autrice ci svela un Portogallo in piena “restaurazione” post-dittatura. Una vicenda intensa, drammatica, raccontata attraverso gli occhi di un bambino, di “ritorno” in patria, che traccia una radiografia, anche linguistica, di un paese ancora intorpidito e forse frustrato dal recente capovolgimento storico.

“Il ritorno” di Dulce Maria Cardoso. Feltrinelli editore

Mi vennero in mente i prati di Solto e pensai che la mia infanzia era finita. E così accade che una grande studiosa come Chiara Frugoni lasci i sentieri della ricerca e torni a quelli di ciottoli che conducono a Solto, un piccolo paese dell’alta bergamasca, e alla casa dei nonni materni, dove ha passato tutte le estati della sua vita. Vi torna per raccontare un tempo che è stato quello dell’infanzia. Con un fortissimo senso delle radici e affidandosi alla nettezza dei sentimenti, Chiara Frugoni ricorda questo villaggio contadino prima della sua definitiva trasformazione: attingendo soprattutto a memorie private, ai personaggi famigliari che vogliono uscire da fotografie e quadri per prendere la parola e tornare a ripercorrere i propri destini. Chiara Frugoni – nipote per parte di madre di proprietari terrieri ma compagna di giochi dei figli dei mezzadri, nipote per parte di padre di una nonna assai povera, bresciana – illumina i bellissimi occhi chiari dello zio dottore, elegante anche per sentieri e strade infangate, scolpisce la laboriosa severità di Censo, il falegname, evoca la ruvida nonna Teresa e il pio nonno Serafino, si attarda su Diodata, sorella del nonno, scrittrice travolta dalle teorie dannunziane, vessillo di un’emancipazione senza libertà, morta chiedendo una coppa di champagne, rammenta in un nostalgico ritratto la misteriosa nonna Dina. La costellazione di personaggi si complica e si approfondisce lungo un arco temporale di un secolo, e a ogni scarto, a ogni snodo, avvertiamo una sorta di soffice passione che staglia gesti, accende luci di giardini, esplora la muta semplicità di oggetti sopravvissuti. In questa “autobiografia con figure” si dispiega un mondo scomparso che è chiamato a dirci di cosa non deve andar priva la nostra memoria.

“Perfino le stelle devono separarsi” di Chiara Frugoni. Feltrinelli editore

1677, Marocco. Dietro le magnifiche mura e gli archi imponenti del palazzo di Meknes, Nus-Nus, figlio di un capo africano, venduto come schiavo e ora un umile scriba, ingiustamente accusato di omicidio, è intrappolato fra tre grandi potenti della corte: il crudele sultano Moulay Ismail, la sua mostruosa moglie Zidana, cultrice della magia nera, e l’intrigante gran visir. A palazzo c’è anche una giovane inglese, Alys Swann, catturata dai corsari berberi e messa davanti a una scelta drammatica: rinunciare alla propria fede per entrare nell’harem del sultano o morire. Mentre lottano per la sopravvivenza, Alys e Nus-Nus si trovano uniti in un’alleanza improbabile che si trasformerà in un rapporto più profondo…

“La concubina del sultano” di Jane Johnson. Longanesi editore

Gialli, thriller e noir

 

Due sanguinosi attentati, a una sinagoga e a una moschea, sconvolgono Parigi. Secondo le prime indagini, la responsabilità è da attribuire agli estremisti islamici, ma il Presidente ha altre informazioni, e affida al colonnello Anne Dumont della DGSE il compito di seguire una pista che la porterà fino in Vaticano. Nel frattempo gli Stati Uniti subiscono una serie di attacchi informatici, preludio alla messa a punto di «Attila», il più potente strumento di hackeraggio mai concepito. John Buchan, responsabile dei servizi di sicurezza del Paese, non è sicuro che dietro ci siano la Cina o la Russia. E in effetti a collegare i due fatti c’è un personaggio misterioso, il Seminatore, che sembra avere una base logistica in Italia… Il colonnello Giulio Valente, ex esponente dei Servizi italiani, deve tornare in attività per dipanare una matassa che ha le sue origini in un passato di orrori e che lo porterà dalla Francia al Belgio, dall’Inghilterra agli Stati Uniti, al Guatemala, mettendo a repentaglio la propria vita e assistendo a crimini orrendi, che culmineranno in un omicidio eccellente nel cuore del Vaticano…

“Il seminatore” di Riccardo Perissich. Longanesi editore

Ragazzi

Un metodo rigoroso e semplice, per sviluppare le capacità di progettazione grafica, disegno e scrittura dei bambini. Un manuale completo e innovativo che attraverso esercitazioni guida gradualmente il lettore alla costruzione di formati sempre più complessi e a creare da un foglio solo strutture tridimensionali (pop-up). Tante indicazioni pratiche, approfondimenti teorici e spunti per creare il proprio libro! Un utile strumento anche per insegnanti, educatori e genitori attenti alle esigenze e alle curiosità dei ragazzi.

 “Mi faccio un libro” di Maria Pia Alignani. Sonda editore

Saggi

 

In questo secondo vademecum espongo una bancarella con gli attrezzi per arrivare a costruire il “Personag­gio” della tua storia: il cuore del racconto e del romanzo, linfa che irrora i tessuti della narrazione. Senza personaggio non c’è storia. Per imparare ad usare tutti gli strumenti non basta una vita. Pensa un po’ se vuoi farlo. Ma non venirti a lamentare, poi, se nessuno ti legge. A volte rimango ore su una frase per renderla decente. C’è da ammattire. Chi scrive si rassegni: deve imparare a convivere con una piccola dose di disperazione.

 Il Personaggio: prove temerarie di costruzione di Bruna Graziani. Kellerman editore

 

 Tutto quello che avresti voluto sapere sulla PNL e non ti è mai stato detto, è una porta d’accesso privilegiata ad un mondo di nuove

opportunità per il tuo sviluppo personale e professionale. È un libro che ti può far risparmiare una fortuna, fare chiarezza su una disciplina tanto famosa quanto controversa e capire come usarla a tuo beneficio, senza effetti collaterali. Capirai che cos’è veramente la PNL. Scoprirai che cosa non è la PNL. Verrai inoltre a sapere quello che di solito non ti dicono ai corsi o non scrivono sui libri di PNL

“Tutto quello che avresti voluto Sapere sulla PNL e… Non ti è mai stato Detto” di Andrea Frausin. Uno editore

  

Fotografia

Uno sguardo inedito sulla dimensione privata di Bruce Springsteen, un’immagine autentica del mito del rock dietro le quinte. Questo volume raccoglie oltre settanta scatti in bianco e nero del fotografo Eric Meola, i testi di Bruce Springsteen e un contributo della giornalista Joyce Millman.

 

“Streets of Fire” di Eric Meola. Magazzini Salani editore

  

Vari

“Maudit”: quando Paul Verlaine scrisse per primo la parola non definì un carattere ma creò una specie. Diede cittadinanza ai crudeli, agli eccessivi, ai distruttivi e autodistruttivi che, come Arthur Rimbaud, affrontavano a muso duro il mondo con l’altera grandezza della loro arte. Era il 1884. Da allora, diramandosi da Parigi, il maledettismo ha bruciato le frontiere e ottenuto ovunque il proprio scandaloso certificato di identità. In questo modo anche l’Italia ha potuto dare un nome a quei suoi artisti che, dinamitardi nell’animo, hanno sconvolto le regole, le tradizioni e perfino un modo di pensare.Questo libro è un viaggio all’inferno. Infernali sono state le esistenze di Amedeo Modigliani, Dino Campana, Carmelo Bene. Nel nome dell’arte essi non hanno esitato a distruggere quel che avevano intorno e ad annientare se stessi nutrendosi di utopie, di alcol, di droghe, di sesso. Passaporti per il paradiso creativo? Forse. In questo loro dannarsi non sono stati soli. Nella loro scia maledetta sono entrati lo scultore Vincenzo Gemito, il pittore Franco Angeli con gli amici romani di piazza del Popolo Mario Schifano e Tano Festa; gli scrittori Curzio Malaparte, Pitigrilli dalle otto vite, l’anarchico agro Luciano Bianciardi, Giancarlo Fusco che di vite se ne creava una per ogni interlocutore; gli uomini di spettacolo Walter Chiari e l’inventore misconosciuto della canzone d’autore: Piero Ciampi. A questi è necessario aggiungere un personaggio impensabile: la provincia italiana vista come inarrestabile incubatrice di maledettismo. Ne sono state espressione due donne: Elvira Bonturi, moglie di Giacomo Puccini, e Leonarda Cianciulli, che le cronache ricordano come la saponificatrice di Correggio.In forma narrativa e non saggistica, ma fedele alla verità documentaria, Col diavolo in corpo è perciò un catalogo di vite estreme, picaresche, scontrose e magari buttate al vento, vite d’esaltazione e di tormento, senza le quali, però, non sarebbe mai nata una certa idea del mondo, dell’arte, della letteratura e persino di noi stessi.

  “Col diavolo in corpo” di Osvalo Guerrieri. Neri Pozza editore

“Questi giovani, queste donne, questi uomini che incontro ogni giorno vogliono ancora dare battaglia. Il Pd ha davanti una lunga marcia.” Fabrizio Barca è salito alla ribalta mediatica come ministro tecnico del governo Monti. Ma, conclusa questa esperienza, è iniziata per lui una nuova fase: ha preso la tessera del Partito democratico, ha elaborato un documento di intervento politico (la famosa “Memoria”, disponibile in Rete da aprile 2013) e ha iniziato un lungo viaggio in Italia, tra circoli, convegni, fondazioni, per raccogliere suggerimenti, critiche, spunti di riflessione. Questo libro è il tentativo di elaborare una sintesi di tutto il lavoro fatto fin qui. In una lunga intervista a Stefano Feltri, Barca racconta le sue proposte ma anche la sua storia personale. Viene poi presentata, in una versione aggiornata (in particolare sulla questione dell’identità della sinistra), la sua “Memoria” scritta a conclusione dell’esperienza di governo: una riflessione su quello che non va nel sistema dei partiti italiani, e la proposta di una visione politica, apertamente “di sinistra”, del Pd. Due capitoli tentano di dare conto, in maniera necessariamente parziale, del dibattito scaturito dalle tesi della “Memoria”, sia tra esperti e politologi (appaiono qui contributi originali di Piero Ignazi, Salvatore Biasco e altri), ma anche tra iscritti, simpatizzanti, curiosi che hanno potuto discutere con Barca nelle varie tappe del suo percorso sul territorio: dalla sede di via dei Giubbonari a Roma, a cui Barca è iscritto, a Milano, da Torino e Saluzzo a Bari e Maglie, da Figline Valdarno a Montebelluna. A conclusione del libro, Barca ritorna sui punti qualificanti della sua proposta, lavorando a una sintesi dei multiformi stimoli venuti dal viaggio e delle sue proposte originali, in vista di una ripresa della discussione a partire dall’autunno del 2013. Perché solo dalla discussione e dalla messa in comune dei saperi senza tentazioni personalistiche può scaturire una nuova cultura politica che trasformi il Pd da com’è oggi a come serve che sia.

“La traversata. Una nuova idea di partito e di governo” di Fabrizio Barca. Feltrinelli editore

Un viaggio nel Mediterraneo che ritorna al centro della Storia, perché tutto è cambiato dopo la Primavera araba, per noi e per loro. Una narrazione letteraria che racconta di coloro che hanno preso in mano il futuro, sfidando morte e ingiustizia. Con le rivoluzioni arabe e i movimenti contro crisi e austerità che le ha accompagnate, questa parte del mondo è diventato il fulcro del cambiamento, dove si sperimenta un nuovo progetto di civilizzazione. Chi sono i protagonisti? Come si muovono, si organizzano e in cosa sperano i giovani di questa generazione in subbuglio? Perché il Mediterraneo è diventato la culla della resistenza civile? E come fare in modo che ciò che è iniziato produca frutto? Il libro cerca di rispondere a queste domande, parlando di Tunisia, Libia, Egitto o Siria, ma anche di Tel Aviv, Salonicco, Zagabria o Roma, e nelle storie di quei giovani in movimento, nelle loro battaglie, vittorie o sconfitte esplora le radici comuni. Un libro che invita a sperare che il futuro immaginato nelle piazze delle città del Mediterraneo sia l’inizio di un percorso sociale, culturale e politico comune. Più giusto, più onesto, più democratico, più creativo. Più mediterraneo.

“Riscatto Mediterraneo. Luoghi e voci di dignità e resistenza” di Gianluca Solera. Ediciclo editore.

 

Un Sudamerica messo a nudo tra contraddizioni e malinconie, geni e delinquenti. Il calcio, l’emigrazione, Perón, la carne, la Bolivia, Machu Picchu diventano i simboli per leggere una terra, dando vita a una mappa mentale e geografica che va da Buenos Aires a Cusco, destino final del viaggio. Tra preti militanti, storie d’acqua, ex coltivatori di coca, bambini dagli occhi troppo grandi per la loro età e uno stadio da sogno, il protagonista si muove in una dimensione che sembra ovattata e sempre in bilico, come se a questa latitudine tutto si facesse attesa, una bolla pronta a scoppiare. Lungo la Panamericana proverà a cercare la verità ma anche un po’ di magia, pezzi di se stesso, e scintille di impegno civile.

 “Officina Bolívar. Storie sudamericane di destini, polvere e cieli capovolti” di Mauro Daltin. Ediciclo editore.

Da bambina aveva giurato “Andrò alle Olimpiadi” ma anche “Diventerò una cantante”. Indovinate com’è finita. Si allena da quando aveva cinque anni.  Da piccola la chiamavano Duracell perché non si fermava mai. A dodici anni ha lasciato la sua città, Catania, e la sua famiglia, per allenarsi per le Olimpiadi di Londra. Carlotta Ferlito, campionessa di Ginnastica artistica, in questo diario racconta le emozioni e le gioie (ma anche la fatica e i sacrifici) di un’atleta che grazie a impegno e disciplina ha raggiunto grandi traguardi. Ma soprattutto svela i suoi pensieri e mette a nudo la sua vera vita dietro le quinte: l’infanzia a Catania con i genitori (la “Strega” e il “Simpatico”, i due fratelli e il cane Pepe), gli esordi, i batticuori prima delle gare internazionali importanti (Singapore, Berlino, Tokyo e le Olimpiadi di Londra) e gli amori (pochi, ma buoni).

“Cosa penso mentre volo” di Carlotta Ferlito. Fabbri editori

Da Edoardo Agnelli, che nel 1925 spiega a Mussolini come l’apertura nel campionato di calcio ai figli degli espatriati in America possa costituire il primo passo della futura espansione politica, all’aereo presidenziale di Pertini usato dagli azzurri nell’82 per trasferire a Roma 400 mila dollari in nero, passando per l’incredibile derby torinese giocato il 1° aprile 1945 e interrotto per la sparatoria in tribuna fra repubblichini, tedeschi e partigiani. Cent’anni di storia patria (dal 1910 al 2010) raccontati dall’osservatorio della squadra azzurra di calcio. Passioni, affari, complotti, scandali, intrighi: insomma il meglio della nostra società. Forse  aveva ragione Churchill quando affermò: «Mi piacciono gli italiani: vanno alla guerra come fosse una partita di calcio e vanno a una partita di calcio come fosse la guerra».

“Un secolo azzurro” di Alfio Caruso. Longanesi editore

Due donne che si raccontano parlandoci dei piccoli e grandi ostacoli che ancora ci separano da una vera uguaglianza. Giulia Bongiorno e Michelle Hunziker hanno sensibilizzato l’opinione pubblica sul tema della violenza sulle donne e offerto aiuto concreto alle vittime. Cinque anni di riflettori accesi su quella che è diventata – lo dimostra la cronaca nera dei nostri giornali – una vera e propria emergenza sociale. E siccome Bongiorno e Hunziker credono che questa battaglia si combatta, prima ancora che con le leggi, con un’opera di prevenzione culturale – agendo sulle coscienze senza distinzioni di età o di genere, all’interno delle famiglie, nelle scuole, nei luoghi di lavoro –, hanno scritto un libro che “pensa positivo”: un agile trattato di prevenzione e ri-educazione sentimentale, intellettuale, civile, ispirato ai valori del rispetto (degli altri, ma anche di sé), della sensibilità, dell’eguaglianza nella diversità. Come Massimo Gramellini in Fai bei sogni, anche Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno, alla fine del libro, ci regalano la testimonianza più concreta e commovente del loro impegno: una lettera scritta l’una al figlio e alla figlia dell’altra. Perché un domani possano scoprirsi uomini e donne migliori.

“Con la scusa dell’amore” di Giulia Bongiorno e Michelle Hunziker. Longanesi editore

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