Non molto lontano da qui – Massimo Cacciapuoti

Titolo: Non molto lontano da qui
Autore: Cacciapuoti Massimo
Data di pubbl.: 2011
Casa Editrice: Garzanti editore
Genere: Romanzo esistenziale
Pagine: 189
Prezzo: 17.60

Questa è la storia di un ragazzo comune, di uno di quei ragazzi che a trent’anni non sanno cosa far della loro vita, dopo essere stati sballottati tra studio, lavori precari e immaturità emozionale. Giacomo, il “figlio bravo” dei Rossi, inizialmente ha un piano molto semplice e ben definito di quella che sarà la sua vita: vuole laurearsi e far finalmente felici i genitori. La vecchia amica Cristina lo aiuta nelle piccole sfide quotidiane di un’esistenza monotona e noiosa, aiutandolo a studiare, facendogli la spesa, diventando una sorta di seconda madre. Ovviamente non può nascere nulla che superi l’amicizia; la cronica indolenza di Giacomo farà sì che lentamente ma inesorabilmente il rapporto con Cristina, che da parte sua nutriva un forte affetto per Giacomo, si sfibrerà fino ad arrivare ad essere come estranei l’uno per l’altra. Ma tutto d’un tratto l’asfissiante immobilità di Giacomo viene rottta dall’entrata in scena di nuove persone e opportunità, che lo porteranno in giro per l’Europa a fare il dj, esperienza che cambierà sì in profondità Giacomo, ma senza nemmeno sfiorare quel suo nodo intimo di problematicità; nodo che esploderà in tutta la sua drammatica insolubilità nella storia d’amore con Alice. Alice di cui è facile innamorarsi, Alice con cui è facile litigare, Alice imprevedibile, ostinata e ambiziosa che, sfiancata dall’incapacità di Giacomo di “non riuscire a sentirsi una coppia, un noi, non amare le scelte definitive”, finirà per abbandonarlo brutalmente, senza spiegazioni e senza rimpianti. Le difficoltà di Giacomo, rappresentante dell’attuale generazione dei trentenni, sono osservate e sviscerate nel momento del confronto con la realtà; potrebbero essere riassunte in un poco originale “non aver voglia di crescere”. Massimo Cacciapuoti è riuscito a reinterpretare in chiave romanzesca questo che è ormai quasi un modo di dire per spiegare, a chi non ne fa parte, quale sia il problema di questa generazione che sembra non combini mai nulla. L’autore è stato bravo nel dipingere un quadro completo e vario su ciò che impedisce a questi trentenni di sentirsi adulti, a partire dai tempi dello studio  che sembrano non finire mai, costringendo i giovani adulti a pensarsi e a vedersi come eterni adolescenti sui banchi di scuola; approdando poi al mondo del lavoro, con tutte le poco certe instabilità del caso; giungendo infine al problema dell’incapacità di amare, che Cacciapuoti intuisce sia il vero scoglio esistenziale di questa generazione, non allenata alle emozioni e alle responsabilità che ne derivano.

“Mi è tornata in mente una sera in cui avevamo litigato.<<Credi sia facile vivere con te perché non chiedi, non disturbi, non ti arrabbi, non occupi i miei spazi>>, aveva gridato. <<Ti sbagli. Amare una persona vuol dire entrare nella sua vita, nel suo cervello e stravolgere tutto. Sai una cosa? Ti vorrei l’esatto contrario di come sei.>>”

I capitoli sono sistemati in un ordine particolare, alternando un filo cronologico lineare in cui Giacomo racconta la sua vita e le sue vicissitudini a capitoli in cui rivive e trasfigura interiormente la storia con Alice come parabola della sua eterna pigrizia sentimentale. Alla fine del romanzo le due linee di narrazione arrivano a coincidere, sottolineando in modo tragico e irreversibile che una felicità a due, per Giacomo, Alice e forse per tutta la generazione, sia impossbile, a causa di un forte, radicatissimo e invincibile individualismo.

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