Nei tuoi occhi – Jakob Melander

Titolo: Nei tuoi occhi
Autore: Melander Jakob
Casa Editrice: Giano editore
Genere: thriller
Traduttore: Eva Kampmann e Claudia Valeria Letizia
Pagine: 350
Prezzo: 15.90 €

L’ispettore Lars Winkler, abbandonato dall’amata moglie per Ulrik, il capo del distretto di polizia, si trascina stordito dal dolore, sorretto dalla nicotina e dalla passione per la musica rock. Nella sfiducia generale dei colleghi, inizia a indagare sull’omicidio di una prostituta a cui sono stati strappati gli occhi ma, proprio quando individua una pista attendibile, il caso gli viene sottratto: Ulrik preferisce che si occupi di una serie di stupri che si stanno verificando in città, a carico di giovani donne appena uscite da un locale notturno. Con l’aiuto di Sanne, una nuova agente venuta dalla provincia danese, Lars lotterà per scoprire i colpevoli e ritrovare una nuova ragione di vita nell’affetto della scontrosa figlia Maria.

Nei tuoi occhi è un thriller dalla struttura tradizionale, formato da due linee d’indagine, destinate inevitabilmente a intrecciarsi, con il contrappunto di una tragica vicenda che emerge dal passato per spiegare gli orrori del presente. I primi capitoli, destinati a tracciare i piani della storia, scorrono un po’ lenti ma, quando il lettore prende confidenza con i personaggi e lo scenario, il romanzo si fa avvincente. Non è tanto la trama, piuttosto convenzionale, a coinvolgere nella lettura, quanto l’ambientazione metropolitana di un’inedita Copenaghen estiva, lontana da seduzioni da depliant turistico.

“Aprì la portafinestra del balcone e i cardini cigolarono. Il fumo della sigaretta si mescolò ai gas di scarico e all’odore di asfalto caldo. Una Toyota scassata color melanzana si immise lentamente nella rotatoria, sferragliando. Strada, marciapiedi, palazzi erano infuocati  e liberavano il calore assorbito dal sole. Vagò con lo sguardo su Folmer Bentsens Plads, sotto la sopraelevata, nel punto in cui Ornevej confluiva con Bregnerodgade. Dall’altra parte della rotatoria c’era l’ennesimo fruttivendolo e un negozio che secondo l’insegna vendeva marmitte per auto. E così quella era casa” (pag.27).

Ben delineato il personaggio del protagonista, deciso nelle indagini quanto disarmato di fronte ai sentimenti, fragile e arrabbiato nelle proprie imperfezioni. L’antieroe non è certo una novità nel mondo del noir, ma resta un punto di vista che non smette di affascinare e facilitare l’immedesimazione del lettore: “Lars entrò in casa con il cuore che gli martellava nel petto. Eccolo di nuovo là, a cercare di rimuovere il ricordo dei rumori provenienti dalla camera di Maria la notte precedente. L’iperattività stava diminuendo. Aveva mal di testa, la mascella indolenzita, ed era stanco. Ogni sua fibra invocava riposo, oblio. Down da speed. […] Lo sguardo gli cadde sullo specchio e indietreggiò di un passo per lo choc: la pelle cinerea, grosse borse scure e lo sguardo tormentato. I capelli incollati alla testa. La barba lunga”(pag.206).

Interessante la scelta di porre un investigatore ossessionato dalla musica rock, quindi con una sensibilità prevalentemente uditiva, sulle tracce di un assassino che nega alle vittime il senso della vista.

Non tutti gli altri personaggi sono cesellati con la medesima cura, ma è evidente la volontà dell’autore di creare un contesto adeguato alla serialità, dove far emergere i vari caratteri di volta in volta. Meno giustificata la scarsa attenzione alle ragioni del serial killer, la cui complessa follia è rappresentata con dovizia di particolari ma che, alla fine, viene spiegata in modo fin troppo sbrigativo, lasciando l’antagonista privo dello spessore psicologico che meriterebbe.

Descrizioni e dialoghi sono ben gestiti, ma la scrittura di Jacob Melander dà il suo meglio nelle scene d’azione, vivide e precise. Notevoli e centrate le citazioni musicali, vera e propria colonna sonora che accompagna la lettura nei brani di maggiore carica emotiva.

 

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