L’incredibile non si può dire a tutti – Franco Arminio

Titolo: L'incredibile non si può dire a tutti. Poesie d'amore
Data di pubbl.: 2026
Pagine: 142
Prezzo: € 18,00

Nâzim Hikmet, Wisława Szymborska, Pedro Salinas,Paul Éluard, Vincente Aleixandre ci hanno insegnato che non è facile scrivere una poesia d’amore.

Nei versi il concetto dell’amore non deve essere mai banalizzato o mercificato come un luogo comune melenso e sdolcinato.

L’incredibile non si può dire a tutti è il nuovo libro di Franco Arminio. Si tratta di un libro di poesie d’amore.

Nelle sue poesie troviamo l’amore raccontato con banale semplicità, troppi luoghi comuni, sentimentalismo affabulatorio e soprattutto superficialità diffusa che in ogni verso è faciloneria approssimativa.

Nella Nota d’avvio Arminio scrive: «Queste poesie non cantano la fine della paura ma un impulso forte a uscirne fuori. Se crediamo che l’amore sia sempre una contesa tra la voglia di soffrire e quella di gioire, allora si tratta di far pendere la lotta dalla parte della gioia».

L’amore è qualcosa di più complesso: la poesia d’amore, quella problematica che non si tinge di rosa, ha esplorato sempre il rapporto e il contrasto tra l’amore, la vita, la morte e il male.

Nei versi di Franco Arminio l’amore è una cliché e la sua ricerca si ferma sempre alla superficie del sentimento: «Forse quello che chiamiamo amore / non è la foga dei corpi / ma la sensazione di poter dare a un altro / un pezzo della nostra vita. / L’amore è quando incontriamo / qualcuno a cui lasciare / la chiave con cui entriamo nel mondo, / la finestra da cui lo guardiamo».

Roland Barthes sostiene che scrivere d’amore significa affrontare il guazzabuglio del linguaggio, entrare nella sua zona confusionale, dare vita a quel discorso amoroso e riconoscere la validità della sua inattualità.

Ne L’incredibile non si può dire a tutti Arminio non affronta nessun guazzabuglio del linguaggio e si limita a scrivere dell’amore in maniera sempre retorica quello che i suoi lettori vogliono leggere: «La luna si ferma / durante il nostro abbraccio. / Quando ci baciamo / sentiamo vicinanze /che non sono nostre, / come ciò che lega le stelle / ai cavalli delle giostre»; «Un amore è un uragano, / una fitta di nebbia, / un cedimento, / un luogo incustodito / in mezzo al cuore, / è la vena pretesa di dare / un’ossatura all’infinito / una perfezione all’errore».

Quello che manca alla poesia d’amore di Franco Arminio è una riflessione strutturata sul discorso amoroso.

L’amore non è mai visto e sentito come l’azzardato rovescio della misteriosa moneta della vita.

L’amore qui non è mai un gesto di vita immediata ma è un idillio che viene sempre sublimato, un concetto che richiama con enfasi l’assoluto.

Non si può scrivere d’amore ignorando il linguaggio del discorso amoroso.

Barthes sostiene che il discorso amoroso è l’estrema novità sui generis, vale a dire spoliticizzato, de-socializzato, parlato da milioni di individui ma sostenuto da nessuno, da alcun sistema di potere e di sapere. «…l’innamorato non smette mai di correre con la mente, di fare nuovi passi e di intrigare contro sé stesso» e le figure del suo discorso sono innescate (proprio innescate, come vere e proprie bombe a orologeria) da vampate di linguaggio che gli vengono in seguito a circostanze infime, aleatorie. Oggi che nessuno ha più voglia di parlare dell’amore, il suo linguaggio ha ancora tanto da dire.

L’incredibile non si può dire a tutti è un canzoniere d’amore in cui manca il linguaggio del discorso amoroso e la complessità del suo guazzabuglio.

Il poeta per raccontare l’amore vissuto giorno per giorno, l’amore nel suo movimento ha bisogno di una cifra. Borges docet.

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