Data di pubbl.: 2026
Traduttore: Giuseppina Oneto
Pagine: 349
Prezzo: € 18,50
Se cercate un libro veramente speciale da leggere quest’estate – o in qualsiasi altro momento dell’anno, poco importa – ecco il titolo perfetto. Per una volta lo ‘strillo’ di copertina non è esagerato, né ingannevole. Dice semplicemente la verità. Tutte le mattine di Sybil – forse più diretto e appropriato il titolo inglese The correspondent – è un romanzo epistolare di rara profondità psicologica, intriso di amore per la scrittura come fonte di comunicazione e scambio fra esseri umani, come sorgente di verità inconfessabili a voce, come liberazione ma anche come recupero della nostra memoria storica.
Voce narrante attraverso la fitta corrispondenza che intrattiene non solo con i familiari, ma con scrittori famosi e non, amici e vicini di casa, è Sybil Van Antwerp, ultra settantenne che da tempo vive da sola in una bella villetta vista fiume ad Annapolis, Maryland, USA. Per molti anni è stata cancelliera del giudice Guy Donnelly, andato in pensione e poi fuori di testa, al cui funerale dovrà partecipare e persino pronunciare parole di commemorazione, qualcosa che detesta. Sybil è stata sposata con il belga Daan dal quale ha avuto tre figli: Bruce, che vive con la moglie e i figli in America, Fiona, senza figli, con il marito in Inghilterra e Gilbert morto a nove anni, il grande, terribile dolore che Sybil si porta dentro da sempre, che non ha mai metabolizzato, l’urlo che la abita, come lei stessa scrive in una lettera alla figlia Fiona. E anche il motivo della fine del suo matrimonio, molti anni addietro, e del ritorno di Daan in Belgio. Perché in una coppia la morte di un figlio può cementificare un rapporto o distruggerlo, come nel caso di Daan e Sybil.
Sybil è una donna sola? Ufficialmente sì, ma il suo tenace attaccamento al mondo al di fuori della sua casa e del suo bel giardino, si manifesta attraverso le lettere che scrive – di rado una email e solo se necessario – su una carta speciale che fa arrivare dall’Inghilterra e con un set di penne favorite, seduta alla sua scrivania vista fiume. Ogni giorno, con calma – perché le parole sono importanti e bisogna sceglierle con cura per esprimere esattamente il proprio pensiero, perché le parole sono immortali – compone le sue missive. Scrive agli autori dei libri che legge; alla cognata e amica di sempre Rosalie, donna coraggiosa con un figlio mentalmente disabile e un marito in demenza; alla figlia Fiona con la quale ha un rapporto assai difficile; al fratello Felix che vive in Francia con il compagno Stewart; al giovane e disturbato Harry Landy che aiuterà a crescere e affermarsi. E tutti le rispondono, con gentilezza, affetto, partecipazione. È attraverso questa fitta corrispondenza che noi lettori apprendiamo i dettagli presenti e passati della vita di Sybil, perché, come lei stessa scrive: Le lettere esprimono la persona che sono (p. 169).
Sybil e Felix sono figli adottivi, amatissimi dai nuovi genitori eppure se Felix sembra aver accettato la cosa, per Sybil non sembra essere così. Qualcosa di certo cambierà grazie a un regalo del figlio Bruce: un test del DNA molto in voga qualche anno fa.
Seguiamo la sua vita attraverso le lettere dal 2012 al 2021 inclusa una strana lettera mai spedita. Toccherà ai lettori capire a chi è indirizzata e perché. L’esistenza di Sybil, donna testarda, determinata, poco provvista di filtri nei suoi rapporti con gli altri, ma sensibile e pronta ad aiutare il suo prossimo, che dopo i settant’anni sembrava essersi attestata su un percorso piano, verrà rivoluzionata da una serie di eventi imprevedibili a dimostrazione che non c’è nulla di preordinato nel nostro cammino e che le sorprese, belle o brutte che siano, ci arrivano quando meno ce le aspettiamo.
Virginia Evans, esordiente, ha vinto con questo libro il Women’s Prize for Fiction 2026. Una vittoria più che meritata con un libro che consigliamo vivamente di leggere perché commuove, consola e restituisce speranza in un mondo che privilegia la velocità di messaggi e messaggini, scritti senza troppo pensare, contro la calma, la pazienza e il rispetto che dovremmo dedicare al nostro comunicare con gli altri.


