Data di pubbl.: 2026
Pagine: 171
Prezzo: € 19,00
Fabrizio De André è stato e resterà sempre uno dei nostri più grandi poeti. A ventisette dalla sua scomparsa (il cantautore è morto a Milano l’11 febbraio 1999), Faber continua a essere una presenza ingombrante e scomoda con le sue parole taglienti e anarchiche.
Leggere e ascoltare De André per molti di noi oggi è ancora una necessità, perché la sua poesia è ancora un’urgenza che suona l’allarme.
Le storie, i volti, i sentimenti cantati da Fabrizio non ci parlano solo di vite negate e di vite subite, ma anche di riscatto e resistenza.
Di questo nostro grande navigante che va in direzione ostinata e contraria, noi uomini liberi oggi abbiamo bisogno più che mai.
Abbiamo bisogno delle sue parole irriverenti perché oggi gli ultimi sono ancora qui, gli emarginati sono diventati un esercito, il potere è ancora quel sistema che ci prende per fame, la libertà è in pericolo e la guerra è una minaccia quotidiana.
Ci manca la sua voce ironica e dolente anche se ci resta la sua grande poesia che non smettiamo mai di ascoltare affinché il disastro che ci circonda non ci colga impreparati.
«Ieri cantavo i vinti, oggi canto i futuri vincitori: i nomadi, le infinite prinçese chiunque coltivi le proprie diversità con dignità e coraggio, attraversando i disagi dell’emarginazione con l’unico intento di rassomigliare a sé stesso, è già di per sé un vincente».
Vibrano ancora le parole del grande Fabrizio su questa decadente domenica delle salme e su di noi anime morte che abbiamo il dovere civile di non rassegnarci e di svegliarci prima che tutta questa decadenza dell’effimero ci uccida e ci estingua.
De André ha sempre vissuto fuori dal gregge e lo ripeteva sempre con le sue parole nomadi e libere di viaggiare.
Anime salve, l’ultimo album del cantautore genovese esce nel 1996: nove canzoni abitate da personaggi solitari che cercano una via verso la salvezza. Il capolavoro di Faber compie trenta anni, un concept album che affronta il tema della solitudine, intesa come una condizione socialmente ed esistenzialmente problematica ma, al contempo potenzialmente salvifica.
A Anime salve Jan Gaggetta, dottore di ricerca in Italianistica all’Université di Fribourg, dedica un saggio interessante per i tipi di Carocci.
Le anime salve di Fabrizio De André si articola in nove capitoli dedicati alle nove canzoni dell’album, proponendosi di illustrare il processo di elaborazione dei versi e di avanzare un’interpretazione complessiva dei brani. Un’indagine letteraria e filologica approfondita che ripercorre la bibliografia critica sull’autore e analizza i materiali conservati nell’archivio Fabrizio De André.
Un viaggio nell’anima anarchica e libera di Faber e del suo andare controcorrente.
In smisurata preghiera, tra i brani più importanti dell’album,scrive: «Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria / col suo marchio speciale di speciale disperazione / e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi / per consegnare alla morte una goccia di splendore / di umanità, di verità».
Gaggetta segue con la particolare attenzione dello studioso le tracce di Fabrizio De André, legge i libri su cui il cantautore annotava i suoi pensieri, si documenta sui fogli sui quali Faber annotava di suo pugno le parole che poi sarebbero diventate canzoni.
Entra in maniera dettagliata e rigorosa nel mondo poetico di Anime salve con uno studio filologico delle nove canzoni, suoi personaggi e delle loro solitudini (in cui la solitudine non è intesa come resa, ma condizione di resistenza, spazio in cui rivendicare la propria identità in un mondo che discrimina le minoranze e in esse non vuole riconoscersi) che ancora oggi negli elementi del disastro cercano una via di fuga che somigli a una salvezza.

