Le case degli altri – Jodi Picoult

Titolo: Le case degli altri
Autore: Picoult Jodi
Casa Editrice: Corbaccio editore
Genere: romance
Pagine: 450
Prezzo: 18,60

Con questo piccolo gioiello l’autrice de “La custode di mia sorella” fa centro un’altra volta, regalando ai suoi lettori un giallo tutto particolare, capace di gettare nuova luce su una malattia probabilmente troppo poco conosciuta.
Ma andiamo con ordine…
Jacob Hunt è malato. La sua patologia è una forma di autismo assai meno rara di quanto si pensi, la sindrome di Asperger. Jacob è un ragazzo intelligente, estremamente intelligente, ma infantile in molti tratti della sua personalità, come quello di fissarsi a fasi alterne su determinati argomenti e non riuscire a pensare ad altro.
Quando il romanzo si apre, la sua “passione” è l’indagine forense e, oltre ad allestire in casa scene del crimine da far risolvere alla madre, Jacob si presenta diverse volte su scene reali, dando alla polizia contributi determinanti alla risoluzione dei casi.
Jacob, però, non è solo,…
ma ha un fratello, Theo, più piccolo di lui e stremato dall’impossibilità di vivere una vita normale, condividendo casa e famiglia con una persona come Jacob.
Theo sente che la sua esistenza gli sta stretta, e così comincia ad occupare abusivamente quelle degli altri, introducendosi nelle case dei vicini e dei concittadini e fingendo, per un poco, di appartenere a quei piccoli universi che gli sembrano sempre migliori del suo.
Tutto scorre più o meno tranquillamente, fino a quando un evento totalmente inaspettato non sconvolge il già precario equilibrio della famiglia Hunt, coinvolgendo il giovane Jacob e tutti coloro che gli stanno intorno in una vera indagine poliziesca in cui il ragazzo autistico altri non è che il sospettato numero uno.
Scrivere di una malattia come l’autismo non è per nulla facile e si rischia sempre di cadere nel noioso o nei luoghi comuni. Questo non succede però nel romanzo della Picoult che riesce a giostrare magistralmente caratteri e modi di fare di tutti i suoi personaggi, offrendo ad ogni capitolo un punto di vista sempre nuovo e mai scontato.
Un po’debole, a mio avviso, solamente il personaggio della madre dei due ragazzi, forse vagamente banale in alcuni atteggiamenti.
Concludo la recensione, non me ne vogliano gli psichiatri, con una “barzelletta” raccontata da Jacob proprio su di loro.

Un tipo sta volando in mongolfiera e si perde. Si abbassa sopra un campo di granturco e grida ad una donna: “Sa dirmi dove sono e dove sto andando?”
“Certamente.” Risponde la donna. “E’a 41 gradi, 2 minuti e 14 secondi a nord, 144 gradi, 4 minuti e 19 secondi a est; è a un’altitudine di 762 metri sopra il livello del mare, e in questo momento sta volando a punto fisso, ma era su un vettore di 234 gradi e 12 metri al secondo.”
“Sorprendente! Grazie! A proposito, lei ha la sindrome di Asperger?”
“Si!” Risponde la donna. “Come fa a saperlo?”
“Perché tutto quello che ha detto è vero, è molto più dettagliato di quanto occorre e me lo ha detto in un modo che non mi serve affatto.”
La donna aggrotta la fronte.
“Uh, lei è uno psichiatra?”
“Sì.” Risponde l’uomo. “Ma come diavolo l’ha capito?”
“Lei non sa dov’è. Non sa dove sta andando. E’ un pallone gonfiato perché etichetta gli altri dopo aver rivolto loro solo qualche domanda, ed è esattamente nello stesso posto di cinque minuti fa, ma adesso, non si sa come, è colpa mia”.

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