Data di pubbl.: 2026
Pagine: 190
Prezzo: € 14,00
In una torrida estate bolognese Alice Ruggeri, ex poliziotta e ora investigatrice privata, medita su cos’è stata la sua vita negli ultimi due anni. L’amatissimo marito Alberto, anche lui poliziotto, abile in operazioni sotto copertura, l’ha abbandonata d’improvviso per un’altra, una donna pacchiana e sgradevole, una che Alice è convinta non gli sarebbe mai piaciuta. Come se questo non fosse bastato, il cadavere carbonizzato di Alberto è stato successivamente rinvenuto e quando Alice si è accanita a investigare su quella morte assurda, si è malamente scontrata con Faccioli, capo della Omicidi. E così si è licenziata. Certo, la sua nuova professione non la rende ricca, ma i soldi non sono mai stati il suo principale interesse. Vive sola nella casa di fronte al Santuario di San Luca che divideva con Alberto e il suo conforto è la presenza dell’amica dirimpettaia Martina e del suo cane Wellington.
Il lavoro, nel bugigattolo che è la sua agenzia, ruota sempre intorno alle stesse cose: corna&casellario, in attesa di un caso degno di questo nome perché Alice è una che si annoia in fretta. Per combattere il dolore che la opprime si alza presto, va a correre nel parco Funakoshi, ogni tanto fa da dog sitter a Wellington. Finché, uno dopo l’altro, le arrivano due casi interessanti. Il giovane Marco Ghellini le chiede di indagare sulla scomparsa della fidanzata e prossima sposa Laura Benazzi, che la polizia considera come allontanamento volontario. Laura è una ragazza seria, posata, senza ombre come Alice appura interrogando genitori, amici e colleghi di lavoro, dunque che fine può aver fatto? A seguire è il notaio Cacciari a chiederle di scoprire il motivo per cui il figlio Alessio quasi non torna più a casa, non studia più e si è ridotto a un barbone. Qui Alice scopre che Alessio, dopo aver assistito non visto a un litigio fra i genitori e aver scoperto che forse è un figlio illegittimo, non ha retto al colpo. Gli amici del giovane la informano che è entrato in un brutto giro di droga e Alice, dopo aver coinvolto l’ex collega e grande amico suo e di Alberto, il commissario Corrado Cavazza, decide di lavorare per smantellarlo. Ed è lo stesso commissario che la raggiunge con la squadra una mattina in cui Alice è andata a correre e ha scoperto nel parco il cadavere di una donna. Con dolore e sorpresa verrà presto a sapere che la morta è proprio Laura Benazzi, uccisa con un colpo di punteruolo in un occhio dopo essere stata drogata. Nessun segno di violenza carnale e, nelle mutandine, un foglio con alcuni versi dell’Odissea relativi all’episodio di Ulisse e del Ciclope Polifemo. Di questo è proprio Corrado a informarla chiedendole in modo ufficioso aiuto per risolvere il caso. Anzi, i casi, perché la Benazzi è l’ultima di una serie di giovani donne uccise nello stesso modo e tutte con un biglietto di versi dell’Odissea addosso. Cosa le lega fra loro? In apparenza nulla, ma Alice, poco alla volta, verrà a capo dell’enigma mentre la stampa battezza il killer ‘fabbricatore di Ciclopi’. Questo caso, insieme a quello del boss della droga che imperversa a Bologna, troveranno una soluzione quasi nello stesso momento con una serie di colpi di scena di non poco peso.
L’autrice Silvana Segapeli, esordiente, ha vinto con questo poliziesco di tutto rispetto e di gradevolissima lettura il Premio Internazionale di Letteratura Città di Como nella sezione narrativa inedita. Un premio giustamente meritato.



