Contro i notai – Marco Morello e Carlo Tecce

Titolo: Contro i notai
Autore: Morello Marco, Tecce Carlo
Data di pubbl.: 2011
Casa Editrice: Ponte Alle Grazie
Pagine: 135
Prezzo: 11.50

Da un paio di settimane in libreria possiamo trovare questo libro di 150 pagine, tanto piccolo quanto audace. Come si evince dal titolo molto diretto il saggio ha per oggetto i notai, la più ricca casta italiana. I due giornalisti hanno svolto un’inchiesta su temi molto spinosi che ha già cominciato a far discutere l’opinione pubblica. Gli autori realizzano una panoramica precisa e puntuale, senza precedenti circa l’analisi del settore, cercando di andare ad aprire quelle porte che è più comodo tenere chiuse e soprattutto cercando di capire in quali mani si trovino le chiavi.

“Non c’è concorrenza tra notai: lavorano come e più di farmacisti e medici, e hanno un reddito protetto. Non c’è nemmeno il notaio bravo e il notaio somaro: sono tutti uguali, tutti ricchi.”

Per iniziare questo viaggio nella casta non si può che cominciare dal profilo storico. I primi notari hanno origine in Francia nel XVIII secolo, possiamo quasi definirlo il lavoro più antico del mondo. Certo è che una volta importata questa figura in Italia la si è adattata facilmente ai nostri standard. E ora sta lì,  che giace in un limbo stracolmo di diritti e privilegi, come peraltro molti dei problemi italiani che, specialmente di questi tempi, sono riconducibili alla politica e alla protezione in cui essa stabilizza la “casta delle tasche piene”. Il rapporto dei notai per abitante è spaventoso. Uno ogni 13-15 mila abitanti. Mi pare naturale che non sentano la crisi. Se poi pensiamo al loro tariffario, i conti tornano alla svelta.

La tesi sostenuta dai giornalisti mette sul piatto i troppi privilegi: i notai, infatti, godono sia dei privilegi del libero professionista che i privilegi del pubblico ufficiale.  Sulla carta questo è il notaio, un pubblico ufficiale che giura di svolgere con correttezza e competenza il suo lavoro.

Quando poi si legge la parte dedicata allo svolgimento dei concorsi per diventare notai, al ruolo della politica e dell’infiltrazione volta a difendere gli interessi di pochi, si pensa che la troppa burocrazia a cui il nostro paese si vede soggetto è solo la punta di un iceberg con una base ben più solida.

Questo libro è uno schiaffo, non è di certo una passeggiata. Uno schiaffo che però vuole informarci, vuole scuoterci, vuole dirci “sveglia!!!”. Credo infatti che il messaggio che saggi come questo intendono trasmetterci non sia da ricercare  nella polemica o nel sollevare questioni inutili, ma nella volontà di rendere partecipi le persone di una situazione che deve far riflettere necessariamente. O come dicono gli autori:

“…questo libro non vuol essere un atto di accusa rivolto a una casta riservatissima, ma un esercizio di coscienza per capire cosa ci aspetta, e soprattutto a quali tariffe.”

Rapido da leggere, completo nell’analisi e concreto. Consigliato anche a chi non ama particolarmente i saggi ma desidera accostarsi a questo tipo di scrittura, diversa dalla narrativa. Una domanda sorge spontanea al termine della lettura, muteranno mai le cose? Iniziamo con l’informarci, solo così si può provare a cambiare le carte in tavola.

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Riccardo Barbagallo

Lavoro da qualche anno nell'editoria, mi occupo di comunicazione per editori e autori e sono un digital addicted. Al contrario di altri, non mi posso definire un lettore da sempre, 'La coscienza di Zeno' in prima media è stato un trauma troppo forte da superare per proseguire serenamente la relazione con la lettura. Più avanti ho deciso di leggere un libro per piacere, e non per obbligo, ed è stato lì che ho capito quale sia la vera forza della lettura: la capacità di emozionare. Credo che sia questo il segreto, se così possiamo definirlo. Non ho più smesso.

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  • Francesca

    Sarebbe utile unire a questa recensione, l’analisi lucida e completa del Dott. Carbone, giovanissimo notaio, citato nel saggio di Tecce e Morello, che ha espresso un giudizio, a mio avviso condivisibile, sul modo di svolgere inchieste da parte di alcuni giornalisti e sulla necessità di produrre e riportare fatti appurati e non mere illazioni.
    Riporto il link, per chiunque fosse interessato, dove è possibile leggere il commento:
    http://www.notaiocarlocarbone.it/blog/archives/206
    Da un aspirante notaio, non frequentante nessuna Alta Scuola di Notariato perchè priva di ogni mezzo economico necessario.

  • matteo

    Letto il commento ed i controcommenti dei suoi esimi colleghi, a dimostrazione del fatto che i notai italiani sono abituati a cantarsela ed a suonarsela da soli.
    Peccato che il notaio in questione se ne guardi bene dal dare risposte convincenti ai mille dubbi sollevati dal libro: perchè in italia ci sono 1500 sedi notarili scoperte? perchè il notariato non fa nulla per rendere più celere lo svolgimento dei concorsi? perchè altri sistemi giuridici non prevedono al figura del notaio e nonostante questo funzionano meglio del sistema italiano? perchè i notai italiani costano molto di più dei notai greci, austriaci, tedeschi e francesi? com’è che nell’ottobre 2010 i frequentanti di un “alta scuola di notariato” avevano già in mano la soluzione del tema? com’è che quando ai notai sono state tolte delle competenze esclusive (proprietà autoveicoli, passaggi di proprietà di quote societarie) ce ne siamo accorti solo perchp abbiamo risparmiato un sacco di soldi?
    queste, ed altre domande, rimangono senza risposta…
    leggetevi il libro, se volete aprire gli occhi …

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