Brama – Ilaria Palomba

Titolo: Brama
Autore: Ilaria Palomba
Data di pubbl.: 2020
Casa Editrice: Giulio Perrone Editore
Genere: Romanzo
Pagine: 239
Prezzo: 16 €

Nulla è più straziante di un dolore apparentemente senza origine che si riversa su ogni aspetto della vita quotidiana. Come il mare in tempesta, s’abbate su ogni persona e su ogni rapporto. Questo mare non spiana, bensì accumula detriti su detriti, spine su spine, rovi su rovi, rottami su rottami. E la protagonista del romanzo di Ilaria Palomba è così.

Si chiama Bianca, ma lei è una dama oscura, che fa i conti con il suo io scisso da una inarrestabile ricerca della felicità. Più che desiderare, lei brama la serenità e sebbene “bramare” e “desiderare” siano usati come sinonimi, ciò che si brama difficilmente si acciuffa, perché la ricerca di ciò che si desidera mai si esaurisce e, spesso, ciò che ardentemente vogliamo è solo una pezza che nasconda un buco che se ne sta nel mezzo dell’anima.

Ma nel romanzo di Ilaria Palomba, Brama è anche il cognome di Carlo, un filosofo sopraffino, ma, soprattutto, un uomo devastato… come Bianca. Lei non porta luce nella vita di lui, ma rabbia e antagonismo, sessualità che anela alla distruzione, fuoco che incenerisce tutto.

Carlo e Bianca sono due persone pronte a darsi la morte. In questo romanzo, la morte è una presenza costante che divora la vita attraverso un dionisiaco e tormentato gioco. Come due bambini assorti nella loro innocente crudeltà mentre torturano lucertole, Bianca e Carlo sono amanti che si rinchiudono volontariamente in una gabbia di sadismo. Si evitano, si tengono a distanza, ma solo per incontrarsi meglio dopo, per sbranarsi amorevolmente. Ed è proprio qui, in questo contesto, che l’amore si manifesta come forza né bella né brutta, né positiva né negativa, ma solo come luogo della “nuda vita”.

Il romanzo è scritto in prima persona. È Bianca a raccontare tutto, a far parlare le mille personalità che la assalgono. Non usa parole tenere. Lei è cruda e senza veli, sa che il linguaggio falsifica anche la crudeltà, e sa bene che l’essere umano omette ciò che desidera e si lascia dominare da ciò che odia. Bianca è quindi una fanatica che compensa il suo originario super-dubbio. Stessa cosa Carlo, che sa essere crudele anche quando vorrebbe solo annegare nella dolcezza.

Buona lettura.

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Martino Ciano

Classe 1982, vive a Tortora, comune della provincia di Cosenza. Promesso ragioniere, lascia la partita doppia per la letteratura, la poesia, la musica e il giornalismo. Si laurea in Scienze Storiche all’Università La Sapienza di Roma. Attualmente è corrispondente per l’emettente televisiva Rete 3 Digiesse. Nel 2011, l’incontro con Gli amanti dei libri, per cui cura la rubrica Amabili letture. Collabora anche con le riviste letterarie Euterpe, Satisfiction e Zona di Disagio di Nicola Vacca. Ama scrivere racconti, alcuni dei quali sono stati pubblicati su siti e riviste on-line. Tra questi, La logica del difetto è nel catalogo dalla Bla - Bookmark Literary Agency di Paolo Melissi. La sua pagina personale facebook è Dispersioni 82. AMABILI LETTURE: I libri che mi piacciono, i classici che mi hanno formato, il profumo delle parole che mi hanno riempito l’anima. Sono un lettore anarchico, che si sposta da un genere all’altro con il solo obiettivo di saziare le mie curiosità. Voglio condividere con voi le mie impressioni sulle opere che mi hanno reso un divoratore di parole. In questo spazio verrà data voce agli esordienti, agli autori dimenticati, ai poeti, ai sognatori, agli irregolari. La letteratura è arte e scrivere d’arte è il mestiere più bello del mondo.

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