Un poeta al rogo – Donato Di Poce

Titolo: Un poeta al rogo. Giordano Bruno, il "poeta philosophus" dei poetici furori
Autore: Donato Di Poce
Data di pubbl.: 2021
Casa Editrice: Eretica edizioni
Genere: saggistica
Pagine: 105
Prezzo: €15,00

Il rogo di Giordano Bruno, che arse all’alba del 17 febbraio del 1600 a Campo de’ Fiori, oggi per la Chiesa costituisce solo un “motivo di profondo rammarico”.

Da parte sua non c’è mai stata, e mai ci sarà, una riabilitazione dell’opera del filosofo nolano bruciato vivo come eretico, perché ciò significherebbe dare ragione a Bruno su tutti i fronti, mentre la Chiesa continua a vivere sulle imposture della fede che il filosofo aveva profondamente criticato e demolito con le sue eresie.

Donato di Poce con Un poeta al rogo. Giordano Bruno Il “poeta philosophus” dei poetici furori si avventura nell’alfabeto eretico di questo grande pensatore libero, prendendo in esame il furore e le invettive della sua poesia.

Bruno è stato un poeta libero e furioso che ha rigettato le certezze e i dogmi della letteratura ufficiale, con la stessa determinazione con cui intelligentemente si è scagliato contro tutti i dogmi della filosofia e del costume del suo tempo.

Con gli Eroici Furori egli ha mescolato prosa e poesia nel rifiuto dei canoni dell’epoca. Considerava proprio l’attività poetica un genuino eroico furore bastata su un’ispirazione diretta, priva di accomodamenti e mediazioni.

Bruno mescolando i generi è stato il precursore di un plurilinguismo che dopo ha influenzato molti scrittori e filosofi, tra cui Leopardi, Gadda e Pasolini.

Donato Di Poce nel suo libro analizza i testi poetici di Giordano Bruno contenuti nei Dialoghi filosofici italiani. Li analizza costruendo un apparato critico esaustivo e argomentato in cui l’autore mette in evidenza il vitalismo speculativo e cosmologico di Bruno che vede e la poesia come un’opera inventiva e non imitativa.

Giordano Bruno in un certo senso può considerarsi l’artefice del pensiero poetante in cui la poesia che pensa fa la differenza.

La sua poesia, che è anche la sua filosofia, invita a conoscere l’invisibile, a vivere la vita e i suoi piaceri, a esplorare e perdersi nell’infinito dei mondi infiniti.

Da poeta –filosofo, i temi a lui cari saranno la Verità – bene supremo, e la conoscenza, due valori irrinunciabili per ritenersi liberi nel pensiero e nell’azione.

Verità e conoscenza a cui lui nella poesia, nella filosofia e nella vita non ha mai rinunciato e che lo hanno portato a bruciare vivo sul rogo.

Per Donato Di Poce la poesia di Bruno e filosofica e sapienziale e in opposizione alla poetica aristotelica e petrarchesca, si pone come una pratica in grado in grado di ricostruire la lingua degli dei e dell’infinito in perenne divenire.

«Il poeta allora, come il mago, è colui che sa utilizzare il linguaggio con il quale gli dei comunicano agli uomini, cioè il linguaggio dei sogni e delle visioni cosmoteandriche, in grado di penetrare i misteri del cosmo, e permette all’uomo di divinizzarsi».

Attraverso gli eroici furori Giordano Bruno esprime una scrittura magmatica e molteplice toccando vertici mai eguagliati di poesia filosofica e di filosofia poetica.

Bruno è un uomo, un filosofo e un poeta furioso e dentro di lui ardeva il fuoco passionale della verità e delle eresie, che saranno il cuore pulsante delle sue idee che mai abiurerà.

Eresie religiose, filosofiche e poetiche che lo porteranno al rogo.

Bruno è un uomo furioso, eroico e innamorato della vita, illuminato sempre dalla conoscenza della verità.

Nella sua poesia troviamo sempre l’esperienza del furioso che arde, trema e s’infiamma e che non rinuncia con il coraggio delle sue idee eretiche a aprire le porte della verità.

«Sembra paradossale – conclude Donato Di Poce – che il pensiero incandescente di un poeta filosofo, sia stato privato del suo corpo divinizzante, arso al fuoco da un ortodossia ecclesiastica cieca e sorda alle verità altre che Bruno vedeva nell’infinità dei mondi».

Grazie a Donato Di Poce per questo libro, che arriva al momento giusto.

Anche noi, come Giordano, crediamo che esistono altri mondi escludendo l’idea di un Dio creatore.

Grazie perché oggi più che mai di eresia c’è bisogno e non di conigli che ogni giorno abiurano le loro idee.

 

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