Anni lenti – Fernando Aramburu

Titolo: Anni lenti
Autore: Aramburu Fernando
Data di pubbl.: 2018
Casa Editrice: Guanda editore
Genere: Romanzo
Traduttore: Bruno Arpaia
Pagine: 240
Prezzo: 17 €

Ancora una volta un punto di vista infantile ci apre le porte di un mondo complesso da decifrare, quello dei Paesi Baschi alla fine degli anni Sessanta, in un Paese tenuto in scacco dal tramonto del franchismo. Txiki è ancora un bambino quando si deve adattare a vivere dagli zii a San Sebastián. In un primo momento il cugino Julen, più grande di lui, lo accoglie in modo ostile, ma ben presto finisce per accettarlo in casa. Quella che dà scandalo nel quartiere, invece, è l’altra cugina, Mari Nieves, decisamente troppo disinvolta per i rigidi costumi dell’epoca e quasi destinata a rimanere incinta troppo presto, per giunta da uno sconosciuto. I rapporti famigliari già messi alla prova peggiorano quando Julen, sulla scorta degli insegnamenti nazionalisti del parroco don Victoriano, si unisce a una banda clandestina legata all’ETA. Dall’esterno Txiki non coglie le conseguenze della scelta di campo di Julen: un altro destino infranto, con una precipitosa fuga oltre il confine con la Francia che si rivela funesta. Il cugino non può diventare un modello da seguire dopo avere toccato con mano l’infelicità che ha provocato a sé e agli altri.

La lentezza del titolo rimanda al clima soffocante della dittatura, mai dichiarato esplicitamente ma che affiora a più riprese. Tutti intorno a Txiki temono per la sorte di Julen, circondato da cattive compagnie o forse traviato dagli appelli alla resistenza di don Victoriano (il personaggio più interessante del libro), irriducibile amante della lingua basca e delle montagne locali. Ciò nonostante, nessuno agisce o si dà da fare per comprendere le ragioni della lotta contro il potere centrale, un tabù non affrontabile a parole.

Le vicende dei personaggi, con una scelta inaspettata, sono intervallate da una robusta dose di riflessione. L’artificio metaletterario, basato su una testimonianza diretta e sull’incorcio tra questa e i ricordi personali di chi scrive, tra dubbi e appunti che alla fine non vedono la luce (o meglio, se ne parla solo per vie traverse), si innesta in una trama troppo fragile per trovare un forte sostegno. Ne deriva una narrazione appesantita da continue strizzate d’occhio al lettore, che si allontana dal romanzo storico in senso stretto ma non approda a una forma compiuta. In questo senso, risulta più facile vedere Anni lenti come una costola del fortunatissimo Patria, l’opera che ha fatto scoprire in Italia Fernando Aramburu.

«Quando mi soffermo a passare in rassegna i miei ricordi di quegli anni, mi torna una vecchia sensazione di lentezza. Ho l’impressione che oggi un minuto duri trenta o quaranta secondi; i minuti della dittatura, invece, duravano un minuto e mezzo o due. […] La storia della Spagna si trascinava ancora pigramente. Sembrava che in altri paesi si vivesse più in fretta.»

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Damiano Latella, classe 1985, piemontese, ama la Francia, la Spagna e gli accenti messi al posto giusto. Pur non traducendo, si tiene in allenamento collaborando con la rivista «tradurre». Non capisce chi si lamenta della mancanza di buoni libri.

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