A tu per tu con… Julie Kibler

In occasione della pubblicazione di Tra la notte e il cuore abbiamo avuto la possibilità di porre qualche domanda a Julie Kibler, sul suo romanzo d’esordio. Una storia che trae spunto dalle vicende della sua famiglia, in particolare della nonna paterna. Un libro che racconta di un amore impossibile, di un’amicizia senza tempo e di quella seconda occasione che a volte la vita concede.

“Tra la notte e il cuore” è la storia di due donne, come mai ha scelto queste protagoniste per il suo romanzo? E da dove ha preso ispirazione?

Per il personaggio di Isabelle mi sono ispirata a mia nonna. Circa 7 anni fa, infatti, mio papà mi ha raccontato che la nonna era stata una giovane donna innamorata di un ragazzo di colore. Non l’avevo mai saputo. Quando sono venuta a conoscenza di questa vicenda mia nonna era già deceduta e quindi non ho mai avuto la possibilità di parlarne con lei. Ho così deciso di scrivere una storia, per l’appunto quello che io pensavo potesse essere successo. Tuttavia, come ben sapete, si tratta di fantasia. Per il personaggio di Dorrie mi sono ispirata ad una mia amica, che è anche la mia parrucchiera. Ora è andata via, vive altrove e non mi sistema più i capelli. È una mamma single di colore e la sua personalità assomiglia parecchio alla mia: abbiamo quindi una buona affinità; il suo senso dello humour e anche il modo in cui ragiona assomigliano a quelli di Dorrie. Ho così pensato che non sarebbe stato male scrivere una storia ambientata nel presente e nel passato e di avere, nel presente, una relazione tra persone che sono diverse tra loro. In America le persone raccontano ai loro parrucchieri un sacco di segreti, forse anche qui in Italia, perché ci sono tutte queste signore che ogni settimana vanno dalle pettinatrici a farsi arricciare i capelli. Per questo motivo ho pensato potesse essere una buona cornice, una valida storia di contorno ed anche un paragone tra passato e presente e tra i problemi del passato e i problemi del presente.

Come ha reagito la sua amica? Sapeva di essere l’ispirazione al personaggio di Dorrie?

Sì, sì, lo sa. La sua storia…non è la stessa di Dorrie. Le fai cose diverse da quelle di Dorrie e Dorrie non farebbe le stesse cose che fa lei. Nonostante questo si è divertita molto. È addirittura venuta ad uno degli eventi negli Stati Uniti in cui firmo le copie del libro. È entusiasta.

Ad un certo punto Miss Isabelle capisce che è il momento di mollare tutto e intraprendere un viaggio. Quali sono i reali motivi di questa decisione? Cosa spera di trovare alla meta?

Ecco, come sapete, riceve una telefonata nella quale scopre di dover andare ad un funerale. Tutto ciò giunge come una sorpresa. Credo che avrebbe potuto rifiutarsi, nonostante ciò, però, sente che prima di tutto è tempo di risoluzione (come ad esempio chiarire dei misteri). Penso, tuttavia, che lei sapesse che Dorrie ha dei problemi che ha bisogno di risolvere e che ha bisogno di tempo lontana dalla sua famiglia; potrebbe inoltre imparare qualcosa dalla storia di Isabelle.

Dorrie è una persona molto diversa da Miss Isabelle, per trascorsi e vissuti, eppure le due sembrano avere qualcosa in comune…

Penso che siano entrambe due donne forti. Isabelle sa di aver perso il suo primo amore, vede che Dorrie ha una possibilità di trovare il vero amore e non vuole farle perdere quest’opportunità.

Con questa intervista può lasciare un messaggio a tutti i suoi lettori, cosa vorrebbe dire loro?

Direi di essere più tolleranti e di cercare di essere delle persone che iniziano a fare dei cambiamenti quando notano situazioni spiacevoli intorno a loro, se vedono degli errori. Che siano piccoli cambiamenti o grossi poco importa, un cambiamento alla volta può fare la differenza.

Anche il titolo italiano è interessante. Sicuramente sa che è stato tradotto “Tra la notte e il cuore”. Vede una correlazione con il libro? E tra la notte e il cuore? Le piace?

Mi piace il titolo, suona molto musicale e poi il romanzo parla molto di Isabelle e Robert, che possono stare insieme solo quando è buio; questo a causa della città in cui vive Isabelle, che lui deve lasciare quando inizia la loro storia per il diverso colore della sua pelle. Per questo motivo i ragazzi devono prevalere sull’oscurità per stare insieme.

Quindi è adatto al libro…è un buon titolo…

Sì, lo adoro, penso si tratti davvero di un buon titolo nonostante sia assai differente dall’americano che è Calling me home, che è ugualmente molto appropriato. Sono diversi ma entrambi indicati.

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