A tu per tu con…Diego Galdino

Diego Galdino è l’autore de Il Primo caffè del mattino, una romantica storia d’amore ambientata a Roma. Il romanzo, frizzante e delicato nel contempo, ha tutti gli ingredienti per essere un grande successo: un protagonista brillante, una ragazza misteriosa, un’atmosfera magica…e un’interessante dissertazione sul caffè, passione nazionale.

Il protagonista del romanzo, Massimo, è un barista, attività che svolge anche lei. Quanto c’è di autobiografico in questo personaggio?

In effetti la storia  lavorativa di Massimo  ricalca un po’  la mia. Come  lui anch’io ho iniziato a lavorare  nel bar di mio padre  giovanissimo  lasciando  gli studi all’ultimo anno di liceo. Come il protagonista del mio romanzo sono un grande  appassionato  di arte e di film d’amore e, anch’io sono costretto a sopportare per gran parte della giornata Antonio l’idraulico, Tonino il meccanico, Gino il macellaio e Pino il parrucchiere. Il personaggio di Massimo, in effetti, è disegnato su come potevo essere io alla sua età… bellezza a parte.

Geneviève, invece, è la protagonista femminile: ci parli di un po’ di lei. Ha un debole per le ragazze francesi?

Cosa si può dire di Geneviève? Basterebbe una parola per descriverla e la prima che mi viene in mente è caleidoscopio. Sì, perché lei è una moltitudine di donne diverse racchiuse, o meglio imprigionate, in un essere quasi etereo, di sicuro alieno al contesto sociale in cui viene improvvisamente catapultato… Nelle prime pagine potrebbe ispirare antipatia, ma non in chi è capace di guardare oltre, attraverso quel muro di diffidenza dietro al quale si nasconde ogni qualvolta si trova davanti un indigeno romano. Ma per guardarle dentro devi essere un supereroe dei sentimenti, capace di stringerla tra le braccia e farla volare via verso l’infinito e oltre… e Massimo sicuramente lo è. Riguardo al debole per le ragazze francesi, in effetti non posso negare che da “Il tempo delle mele” il mio ideale di bellezza femminile è incarnato nel viso di Sophie Marceau.

Roma è anch’essa protagonista della vicenda: il suo fascino aiuta Massimo a conquistare la ragazza francese. Il fatto di abitare in una città così ricca di arte, storia e cultura ha influenzato le sue scelte artistiche?

Ogni volta che penso alla bellezza di Roma mi viene in mente la principessa Anna interpretata da Audrey Hepburn che nel film Vacanze Romane pronuncia la storica frase: “In questi giorni di città ne ho visitate tante… ma la mia preferita è di sicuro stata Roma.” Per un artista nascere e vivere a Roma è sicuramente una grande fortuna: è una tela bianca sotto forma di città! Alle persone dentro cui arde il fuoco dell’arte, camminare per le sue strade millenarie e nei vicoli nascosti e caratteristici dei suoi rioni, diventa un po’ come dipingere con i passi le sensazioni e le emozioni che trasmette a ogni sguardo. Per questo creare Il viaggio delle fontanelle, l’itinerario che Massimo, il protagonista della storia, condivide con Geneviève, la ragazza francese che vuole conquistare, è stato per me motivo di orgoglio. Infatti, grazie a questo percorso alla ricerca delle fontanelle più caratteristiche di Roma, ho potuto far conoscere ai Romani e ai non Romani posti e storie che difficilmente si trovano tra le canoniche mete turistiche della città.

Nel suo lavoro di barista avrà occasione di chiacchierare con molte persone: trae ispirazione dalle storie che sente ogni giorno?

Sinceramente lispirazione per le mie storie non la trovo nelle storie che sento, ma nasce dentro di me, magari guardando una foto o vedendo un film. In questo caso, per scrivere Il primo caffè del mattino, l’imput mi è arrivato da una foto in bianco e nero che da sempre è appesa dietro il bancone del bar di famiglia e che ritrae mio padre a quindici anni con la divisa da barista dietro allo stesso bancone del bar…A quel punto non ho dovuto far altro che aggiungerci Geneviève. Ma vi assicuro che una volta letto il mio romanzo e conosciuto i clienti abituali del bar Tiberi  – per chi non l’abbia ancora fatto – sarà chiaro il motivo per cui l’ispirazione non mi poteva arrivare dalle loro storie.

Nel suo romanzo riesce ad individuare alcune caratteristiche dei clienti a seconda del caffè bevuto: lei che caffè preferisce?

Una delle cose più belle che mi capitano da quando ho pubblicato Il primo caffè del mattino sono i messaggi e le e-mail che arrivano dalle persone che hanno letto il mio romanzo e si presentano scrivendo cose come: “Ciao sono Franco (caffè lungo al vetro)”. Essere riuscito a creare nelle persone questa associazione d’idee, cioè l’identificazione con il caffè che sono soliti bere, mi fa impazzire di gioia e di soddisfazione. Per quanto riguarda me, essendo un indeciso cronico non posso che presentarmi così: “Ciao sono Diego (caffè ristretto macchiato caldo)”.

Questo romanzo piacerà sicuramente al pubblico femminile. Quali sono secondo lei gli ingredienti vincenti di questa storia?

Sicuramente trattandosi di una commedia romantica, il pubblico femminile si sente a casa, ma io confido molto anche nel lato femminile che gli uomini spesso si sforzano di nascondere. Perché piangere seduti sul divano accanto alla propria compagna davanti alla scena finale dei Ponti di Madison County, quando Francesca resta in macchina e lascia che Robert se ne vada senza di lei fa molto poco macho… ma io so che in ogni uomo sotto sotto si cela una voglia matta di ballare la canzone di Gloria Gaynor. Non ho mai pensato al mio romanzo come a una pietanza, ma di certo sarebbe un dolce, con tanta panna, Nutella, caffè e una spolverata di cacao amaro.  

Quali sono i romanzi, e in particolare le grandi storie romantiche della letteratura, che hanno costruito la sua formazione e l’hanno ispirata?

Quanto può durare un’intervista? Allora partiamo da Romeo e Giulietta di William Shakespeare; PersuasioneOrgoglio e Pregiudizio e Ragione e Sentimento di Jane Austen; Le pagine della nostra vita e I passi dell’amore di Nicholas Sparks; Nel fuoco di Nicholas Evans; Il cavaliere d’Inverno di Paullina Simons; Chi ama torna sempre indietro di Guillaume Musso; Se solo fosse vero di Marc Levy; Un incontro perfetto di Judith McNaught; I cercatori di conchiglie di Rosamunde Pilcher; Le parole tra di noi di Charles Martin; Proibito di Thabita Sutzuma; Gli ingredienti segreti dell’amore di Nicolas Barreau e poi ce ne sarebbero tanti altri…

Ci lasci un messaggio per i lettori de Gli Amanti dei Libri.

Intanto ci terrei a ringraziare Gli Amanti dei Libri per la gentile ospitalità, poi…domani entrate in una libreria e comprate il primo libro che vi sceglie!

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Chiara Barra

Se dovessi partire per un’isola deserta, e potessi portare con me soltanto un libro...sarebbe un’ardua impresa! Come immaginare la vita senza il mistero di Agatha Christie, la complessità di Milan Kundera, la passione di Irène Nemirovsky, l’amarezza di Gianrico Carofiglio, il calore di Gabriel Garcia Marquez, la leggerezza di Sophie Kinsella (eh sì, leggo proprio di tutto, io!). Ho iniziato con “Mi racconti una storia?” e così ho conosciuto le fiabe, sono cresciuta con i romanzi per ragazzi che mi tenevano compagnia, mi sono perdutamente innamorata dei classici...che ho tradito per i contemporanei (ma il primo amore non si scorda mai)!

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