Data di pubbl.: 2026
Pagine: 257
Prezzo: € 16,99
È dicembre del 1943 e la città di Lugano si prepara al Natale mentre in Europa la Seconda Guerra Mondiale, ormai agli sgoccioli, miete ancora vittime ovunque. Ma la neutrale Svizzera e i suoi abitanti sono veramente al sicuro da quanto accade all’estero? Sì e no, viene da dire. Di certo, anche a Lugano certi generi sono razionati e il mercato nero non è una novità. C’è qualcosa però che non smette di funzionare a pieno regime. È il ritrovo di Pá Cech dove chiunque può incontrare signorine compiacenti per dimenticare cosa accade altrove e consolarsi. Fra queste, la bella e giovane Marie. Eccola dunque rientrare nel suo alloggio in via Cattedrale a notte fonda, stanca e assonnata. Un ultimo sguardo dalla finestra le mostra qualcuno che da qualche tempo non manca di vedere. È un uomo incappottato, un cappuccio in testa e una valigetta fra le mani. I loro occhi s’incontrano per un breve istante, un vago sorriso piega le labbra di Marie. Chi sarà mai quell’ ‘uomo nella notte’? L’avrà notata o Marie si sta solo illudendo? Sarebbe bello se anche lei avesse incontrato l’amore vero com’è accaduto alla sua cara amica Sterlina con il delegato di polizia Ezechiele Beretta. Ora Sterlina ha cambiato vita. Vive con il Beretta e il cane Malombra, insegna tedesco, è una donna libera. Sterlina, esule polacca, che tanto ha patito sotto il giogo hitleriano e che non ha più nessuno al mondo. Marie sogna che anche per lei sia venuto il gran momento e ne parla con l’amica che la rincuora.
Purtroppo, mentre il Beretta è a Zurigo per l’incontro annuale dei delegati, Sterlina scopre che Marie da un paio di giorni non si fa vedere da Pá Cech. Eppure, quando quella sera si reca all’alloggio della giovane con l’appuntato Tranquillo Bernasconi, la luce è accesa. Il custode, riluttante e sgarbato, li aiuta a entrare. L’alloggio è vuoto, gli abiti nell’armadio, la valigia ancora lì e sul tavolo della cucina c’è una tazza di camomilla intonsa. Cos’è successo a Marie? Sterlina, angosciata, implora il Beretta di occuparsene e lui si mette all’opera, ma le sue buone intenzioni sono messe a dura prova da un cadavere pugnalato e semi svestito rinvenuto sotto la statua de La desolazione di Vincenzo Vela in Parco Ciani. Salta fuori che il morto è il Gaina, al secolo Amilcare Barilani, delinquente di piccolo calibro famoso nel sottobosco luganese e ben conosciuto dai suoi ‘colleghi’ del malfamato quartiere Sassello. Ulteriori ricerche del Beretta e di Bernasconi lo collocano prima a Gandria e poi in una bella villa semi vuota a Castagnola. Qui i nostri rinvengono una valigia contenente franchi, lire e dollari. Che il Gaina sia morto per un furto commesso? Forse aveva dei complici più avidi di lui che lo hanno steso. Però, passi per i franchi, ma le lire e soprattutto i dollari, a chi diavolo li ha rubati? Che c’entrino i servizi segreti svizzeri e alleati e i loro corrieri portatori di fondi per aiutare la resistenza in Italia? Uno spiraglio di luce nasce dal ritrovamento nella fodera del cappotto del Gaina di un foglietto con nomi e cifre. Sarà partendo da questo flebile indizio che, poco alla volta e con grande fatica, Beretta e Bernasconi riusciranno a venire a capo della faccenda. E Marie? C’è forse un collegamento fra la sua misteriosa sparizione e la morte del Gaina? E come mai i servizi segreti svizzeri sono così reticenti nel dare informazioni su di lei al delegato? Anche le ricerche di Sterlina fanno un buco nell’acqua. Anzi peggio, perché la donna viene seguita e quasi aggredita da uno sconosciuto.
Sesta indagine del delegato di polizia luganese Ezechiele Beretta, Un uomo nella notte ci riporta in una Lugano che ormai non esiste più, modificata dai tanti lavori urbanistici del dopoguerra. Ma grazie alla bravura del suo autore, il professore di architettura e scrittore Dario Galimberti, abbiamo modo di apprezzarne ogni via, palazzo, anfratto in ottima compagnia di Beretta e Bernasconi impegnati in due indagini molto complesse con i pochi mezzi a disposizione dell’epoca, muniti di molta intelligenza e una buona dose di intuito condita da un pizzico di fortuna. Spiritosi, sarcastici e determinati, i nostri eroi scavano, sollecitano informazioni e talvolta persino minacciano – parla, o ti spediamo nel campo disciplinare di Wauwilermoos, luogo famigerato! – i sospettati. E poi c’è il loro ‘privato’. Quello di Zechi Beretta fatto dei mille libri letti, di insicurezze ben mascherate, del suo sentirsi sempre inadeguato forse più alla vita in generale che al suo lavoro. Darà l’anello comprato a Zurigo dopo mille incertezze alla sua Sterlina? Chissà.
E infine c’è una Svizzera assediata dall’ultimo conflitto mondiale, porto sicuro per gli espatriati, ma anche teatro di scambi e intrighi dei servizi segreti delle nazioni in guerra, tutte, senza eccezione.


