Romanzo mondiale – Marco Niro

Titolo: Romanzo mondiale
Pagine: 157
Prezzo: 15 euro

Ho terminato la lettura di questo libro mentre a Milano, per una strana coincidenza, una grande folla dava l’ultimo saluto a Franco Baresi e con lui a un calcio che aveva cuore e passione. Impossibile non associare i sentimenti che si provano al libro di Marco Niro, che è implacabile, senza speranza: quell’epoca è finita per sempre. Lo stile dell’autore è asciutto, quasi tecnico, a sottolineare che le dinamiche del calcio moderno non sono altro che asettici movimenti decisi a tavolino per calcoli economici. Il gioco ha perso totalmente la sua umanità in una corsa sfrenata al profitto. L’autore, all’interno di una struttura di sette capitoli che scandiscono le fasi di un torneo, dagli ottavi alla finale, smonta la messa in scena di uno sport ormai corrotto, vittima di meccanismi economici feroci trasformandosi  in una spietata analisi sociologica e politica delle storture del capitalismo contemporaneo.
Niro mette in scena molti personaggi, pedine e tiranni di un sistema globale, che in una pluralità di punti di vista raccontano gli ultimi anni di una parabola verso la completa mercificazione del gioco più bello del mondo, spostandosi tra Zurigo, la Nigeria, Roma, Lisbona e “Petrolia” (chiaro riferimento agli stati arabi del Golfo e al controverso Mondiale in Qatar). A Zurigo, nei palazzi della burocrazia sportiva, vediamo i faccendieri e i dirigenti privi di scrupoli intenti a comprare voti e muovere mazzette. Rappresentano l’oligarchia che ha trasformato le istituzioni calcistiche in un mercato finanziario. Accanto a loro c’ è Rashidi, giovane nigeriano che sognava di diventare un calciatore e si ritrova invece a Petrolia come operaio nei cantieri degli stadi. Sentenza e il Mago sono le trasfigurazioni letterarie dei due più grandi fuoriclasse dell’era moderna (espliciti richiami a Ronaldo e Messi). Sentenza, ossessionato dalla vittoria, dal proprio brand e dal contrastare l’invecchiamento biologico, rappresenta l’atleta trasformato in azienda individualista; il Mago è l’eterno rivale attorno a cui gravita un’industria del consenso. Rita ed Ernesto infine sono due attori di teatro falliti ed esponenti di una militanza ideale a Roma. Sfruttando la clamorosa somiglianza fisica di Ernesto con il Mago, la coppia tenterà un folle e disperato piano di sabotaggio per boicottare la finale del Mondiale e smascherare i crimini sui diritti umani commessi a Petrolia.
Il romanzo ci dimostra come la passione popolare sia stata scientificamente ridotta a mero strumento d’affari, tuttavia, nella parabola rocambolesca di Rita ed Ernesto, emerge un altro spunto di riflessione: la difficoltà dei movimenti ideali di scalzare giganti economici così complessi, ma anche l’urgenza etica di non rimanere complici e indifferenti. In definitiva, Marco Niro firma un’opera che obbliga il lettore — tifoso o meno — a guardare oltre la linea di porta e a chiedersi quale sia il reale prezzo, umano e morale, del nostro intrattenimento. 

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