Sull’orizzonte degli eventi – Cristò

Titolo: Sull'orizzonte degli eventi
Data di pubbl.: 2026
Pagine: 96
Prezzo: €13,00

Cristò è uno scrittore che possiede un talento formidabile. La sua scrittura esplora con un punto di vista sempre fuori dal comune tutte le strade possibili attraverso le quali si può costruire una storia, inventandone sempre delle nuove.

Terrarossa Edizioni ripropone nella collana Fondanti Sull’orizzonte degli eventi, un libro che lo scrittore barese pubblicò quindici anni fa.

Un romanzo breve che tra metanarrazione e postmoderno affronta con grande cuore il legame che esiste tra la letteratura e la vita.

Un romanzo nel romanzo, un romanzo sull’arte del romanzo, un romanzo sulle infinite strade delle storie e sugli scrittori che è uno dei modi che il mondo ha di raccontare storie.

“Voglio molto bene a questa storia, – afferma l’autore –  nata quasi come gioco di rimandi letterari è diventata, durante la scrittura, qualcosa di più carnale: da omaggio a John Barth a presa di coscienza personale di una lenta scomparsa. C’è, nella novella, uno scrittore di 83 anni affetto da demenza senile che rilegge il suo libro più famoso e, non ricordandosi di esserne l’autore, urla: «questo libro è una porcheria»”.

John Barth è stato un importante scrittore americano e il suo pensiero ha avuto un’influenza rilevante sulle correnti letterarie. Soprattutto su quelle del romanzo postmoderno.

Fondamentale per comprendere il suo pensiero Il saggio L’algebra e il fuoco, in cui si trovano le riflessioni dello scrittore sulla letteratura e sul mestiere di scrivere.

John Barth, insieme a Calvino e Vonnegut, è  uno dei padri della narrativa postmoderna.

Anche Cristò è uno scrittore postmoderno, e postmoderne sono le pagine di Sull’orizzonte degli eventi.

Giovanni Bartolomeo che ha ottantatré anni e ha l’Alzheimer sta leggendo seduto comodamente sulla poltrona un romanzo di cui è l’autore e non lo riconosce perché la malattia ha cancellato tuti i ricordi della sua vita da scrittore affermato.

Lo scrittore senza memoria disprezza le pagine che lui stesso ha scritto, come un mantra ripete che il libro è una porcheria, accanto a lui la figlia Caterina e l’agente letterario Davide lo assistono cercando in tutti i modi di limitare i danni devastanti della malattia.

Attraverso l’idea di uno scrittore anziano affetto da una specie di Alzheimer che rilegge il suo libro più famoso e, non ricordandosi di esserne l’autore, lo trova orribile, Cristò mostra un’abilità fuori dall’ordinario nel costruire un meta –racconto in cui trovano spazio le tendenze più interessanti del romanzo del novecento e soprattutto le intuizioni postmoderne che lo hanno rilanciato verso nuovi orizzonti.

Cristò passa da Pirandello a Wallace, Calvino, Del Giudice, Barth, Vonnegut (perché la lezione dei maestri non si dimentica mai) e scrive un piccolo e prezioso romanzo avvincente, intrigante, e soprattutto postmoderno.

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