Data di pubbl.: 2026
Pagine: 200
Prezzo: € 15,50
“Poteva un uomo non esistere più, pur non essendo morto? Il suo cuore batteva ancora, ma si era fermato.” (P. 18)
Questo prova l’imprenditore milanese Andrea Casati ed è questo che lo spinge, in modo irrimediabile, a disfarsi della casa avita e della fiorente azienda tessile costruita con fatica da suo padre. I suoi genitori sono morti da tempo e morta in modo assurdo e violento è anche sua moglie Elena. Un matrimonio in parte avversato dai genitori di Andrea, in special modo da suo padre che così facendo non si è reso conto di stringere ancor più il legame fra i fidanzati. È stato un matrimonio felice? Forse all’inizio, ma la mancanza di figli che Elena desiderava, il passare inesorabile del tempo, il divergere degli interessi, lo hanno reso una gabbia di dolore e incomprensioni spingendo Andrea verso l’alcolismo e ancor più lontano da sua moglie e dal suo sprezzante giudizio. Ora nulla lo trattiene più a Milano o nella casa – anche quella costruita da suo padre dove un tempo c’era solo campagna – dove ogni angolo gli ricorda i momenti felici della sua infanzia e adolescenza, ormai svaniti per sempre, l’amore dei suoi, i primi anni felici con Elena e poi la catastrofe. Persino il fiume Olona è stato coperto e per Andrea anche quello è un dolore. L’acqua è sempre stata per lui una fonte di calma, un elemento che assimilava all’esistenza: ora quieta e limpida, ora riflettente come uno specchio, ora agitata e convulsa. Perduto nei suoi pensieri, incapace di comunicare l’angoscia annichilente che lo affligge sia al notaio Rivera, vecchio amico di famiglia, sia all’amico Giovanni dello studio legale e tributario Fontana che si sono occupati delle vendite di casa e società, Andrea raccoglie quel poco che gli serve e si avventura sui laghi lombardi. Sarà l’acqua ancora una volta a salvarlo da quella morte apparente che lo perseguita? Viaggia, si ferma in alberghi qui e là e ripensa al passato: il processo all’uomo che ha ucciso Elena in un tentativo di furto andato a male, un suo ex dipendente che aveva licenziato in tronco in un periodo di crisi, un uomo disperato che lo guardava di sottecchi, afflitto dal banco degli imputati. E Andrea ricambiava a stento quello sguardo così carico di un senso di colpa che gli sembrava di condividere. Passano i giorni che si confondono l’uno con l’altro. Andrea sembra perdere la nozione del tempo e dei luoghi, tutti simili, tutti diversi. Solo a tratti legge distratto sui quotidiani le notizie di alcune strane morti di giovani donne e ripensa a sua moglie. Intanto la polizia indaga e infine scopre il colpevole.
Vinci Formica, milanese, laureata in Lettere Moderne, giornalista, critica letteraria, SEO Copywriter e Content Editor freelance per varie aziende, ci porta con intelligenza, competenza, grazia e innegabile pietà negli abissi della mente umana con una scrittura lucida e avvolgente.
Con questo libro l’autrice si è aggiudicata il terzo posto al Premio Neroma 2024.


