533 Il libro dei giorni – Cees Nooteboom

Titolo: 533 Il libro dei giorni
Autore: Cees Nooteboom
Data di pubbl.: 2019
Casa Editrice: Iperborea
Genere: Narrativa
Traduttore: Fulvio Ferrari
Pagine: 234
Prezzo: € 16,50

Ho incontrato Cees Nooteboom nel 2004 a Treviso in occasione del Premio Europeo di poesia organizzato da Paolo Ruffilli. Avevo letto tutto quello che era stato pubblicato in Italia dello scrittore olandese.

Leggendo i suoi libri mi sono trovato sempre  davanti a uno scrittore con un vissuto straordinario e tanta storia alle spalle. Un autore  che si tuffa nella letteratura con una straordinaria curiosità di conoscere, sapendo sempre di non sapere.

Passammo una serata straordinaria e feci tesoro delle sue meravigliose intuizioni sulla letteratura e sulla vita.

In questi giorni esce da Iperborea 533 Libro dei giorni e Nooteboom, oggi più di ieri, si conferma un grande scrittore con un vissuto tutto da raccontare.

Non è un diario ma proprio un libro dei giorni, uno strumento per trattenere di tanto in tanto qualcosa del flusso dei pensieri, delle letture, di quel che si vede, di certo non è un libro di confessioni.

Così lo scrittore definisce queste pagine scritte dal 1 agosto 2014 al 15 gennaio 2016. Un consuntivo esistenziale in cui Nooteboom con la penna che brilla di poesia annota in ordine sparso le sue divagazioni letterarie e esistenziali dall’isola di Minorca, dove passa in meditazione le sue estati.

Quell’isola è diventata un luogo letterario che contiene tutto il suo mondo.

Da quel grande apolide che è, lo scrittore sul libro dei giorni annota ogni cosa che ha a che fare con il mistero del conoscere.

Si interroga con umiltà sulle piante del suo giardino, guarda il mare e coltiva il giardino dell’interiorità in attesa di raccontare un nuovo moto dell’animo.

C’è tutto l’olandese viaggiante in queste pagine, l’esploratore irrequieto di culture, di uomini e di mondi infiniti.

Nooteboom, ormai ottantenne, sci scava dentro in queste pagine intime. Come Baudelaire mette a nudo il suo cuore e ci racconta le sue passioni letterarie che inevitabilmente coincidono con la fertile esperienza di un vissuto da cui noi tutti abbiamo tanto da imparare.

Bellissime le pagine su Joyce, Canetti, Gombrowicz, Borges, Frisch e Dürrenmatt.

Quando si trova nella stanza del grande scrittore svizzero, la vedova lo invita a sedersi per un attimo sulla sedia dove suo marito scriveva.

Nooteboom  declina l’invito («Quanto più osservavo la sedia, tanto più ero certo che non mi volevo sedere. Era la sua sedia»). Questo è il modo giusto di rendere omaggio a un grande maestro della letteratura.

Il libro dei giorni che Nooteboom ci consegna è il bilancio di una vita  trascorsa in giro per il mondo.

È il consuntivo di uno scrittore e di un uomo apolide che ha deciso di ritirarsi   su un’isola in compagnia dei suoi libri e dei suoi pensieri per coltivare il giardino della sua anima tra l’enigma del cactus e l’ideale della poesia assoluta, tanto cara al suo amato Mallarmé.

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