Ferryman – Claire McFall

Titolo: Ferryman
Autore: claire mcfall
Data di pubbl.: 2019
Casa Editrice: Fazi
Genere: young adult
Traduttore: Donatella Rizzati
Pagine: 257
Prezzo: 16.00

Dylan è una giovane quindicenne come molte altre al mondo. Vive con la madre Joan, una donna pressante con cui non va sempre d’accordo. Del padre non sa quasi nulla se non il nome, James Miller, ottenuto con grande fatica e dopo una lotta durata molti mesi. Ed è la curiosità verso il suo sconosciuto papà che porta Dylan a prendere il treno, un giorno come tanti, per andare a trovarlo, scoprire che razza di persona potesse essere lui.

Ma mentre il treno sfreccia a tutta velocità qualcosa va storto. Il mezzo di locomozione deraglia rovinosamente e quando Dylan riprende i sensi si ritrova, come per magia, sola nel vagone del treno. Senza perdersi d’animo e volendo provare a trovare delle risposte alle sue domande, la ragazza trova un modo per fuggire finendo per ritrovarsi tra le grandi colline scozzesi che, tuttavia, sembrano assai desolate e prive di vita.

Non è così. Qualcuno c’è. Si tratta di un ragazzo, dai capelli biondi, che sembra essere in attesa di qualcosa. Seduto vicino a dove il treno ha compiuto la sua ultima corsa fissa la Dylan con lo sguardo distante, come se nulla fosse successo e solo dopo molto tempo si presenta.

Tristan non è, però , un ragazzo come Dylan. È molto di più. Dylan è un traghettatore di anime, uno spirito che dovrebbe portare Dylan nel suo luogo di riposo eterno proteggendola da quelle entità crudeli che invece sono sempre a caccia di nuove anime. E mentre dylan deve accettare la sua nuova condizione e tentare di arrivare indenne a destinazione, qualcosa di potente e di magico inizia a nascere tra lei e Tristan. Qualcosa che non era previsto.

Sono sempre stato un grande amante dei fantasy Young Adult fin da quando mi sono scontrato con questo universo letterario (e scontrato è davvero la parola giusta per descrivere il mio incontro!). Forse perchè il fantasy young adult ha quel tocco di romanticismo che al genere fantasy puro manca (dove i personaggi sono puri eroi impegnati dell’eterna lotta tra bene e male) forse perchè sono molto verosimili e mi piace sperare che ci sia qualcosa di più che possa animare la vita di chiunque. Resta il fatto che questo genere ha sempre catturato la mia attenzione e il mio favore. Quando trovo un libro di questo genere, ho sempre un leggero timore nel leggerlo, una sorta di paura che tra le mani mi sia capitata la più grande delusione della mia vita in grado di rovinare tutto. Ferryman, grazie al cielo, non è affatto quel libro.

Ho trovato questo romanzo davvero gradevole e lo posso dire tranquillamente mente con lo sguardo scorro le numerose copertine che compongono la mia libreria personale.

Parto dal personaggio di Dylan. La sola cosa che non mi è piaciuta di questa ragazza è stato il nome. Avrei usato un nome diverso. Sembra una baggianata ma il nome di un personaggio dice molto del suo carattere, della sua vita. Dylan è un personaggio tutt’altro che scontato che non ha ancora trovato una sua maturità e una sua piena evoluzione e di cui mi aspetto davvero molto. Il nome però è la sola cosa che non ci azzecca. Peccato.

Se per Dylan ho avuto qualche remora all’inizio, così non è stato per Tristan. Va bene, Tristan è il nome del cavaliere per eccellenza, quello del grande amore con Isotta. Ma Tristan fa anche assonanza con Triste, l’appellativo che si da al grande mietitore. Associazione forse solo mia (l’autrice è inglese dubito possa conoscere questa particolarità linguistica tipicamente italica) ma che mi è garbata non poco. Duro, freddo ma sotto sotto comunque molto più umano di molti ragazzi umani, il buon Tristan è una bella rilettura in chive moderna del mito dei psicopompi, i traghettatori di anime. Aggiungiamoci una buona dose di carattere e quel qualcosa che ancora sfugge e che spero di trovare nei prossimi volumi, ed è fatta.

Sulla scrittura di Claire mcFall posso dire solo una cosa. È molto coinvolgente. Ho trovato decisamente buona la sua idea di mostrare la storia da i punti di vista di entrambi i personaggi senza dovermi ricordare ogni volta chi stesse parlando (anche perchè era abbastanza chiaro) specie perchè non spezza la linea narrativa e non mi ha costretto a tornare indietro per rivedere dei pezzi che magari mi potevano essere sfuggiti.

Per questa estate credo sia una bella lettura, che consiglio a tutte le lettrici e a tutti i lettori in cerca di un qualcosa di gradevole da accompagnare con le vacanze.

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Gabriele Scandolaro

Mi chiamo Gabriele e sono un lettore. Ho iniziato a leggere quando ero molto piccolo, complice una nonna molto speciale che invece delle classiche favole riempiva le mie giornate raccontandomi i capolavori teatrali di Shakespeare e di Manzoni. Erano talmente avvincenti le sue narrazioni che, appena mi è stato possibile, ho iniziato a leggere per conto mio. Ma terminato il mio primo libro ne ho iniziato subito un altro. Poi un altro. Da allora non riesco più a smettere di leggere. Quando non leggo o studio, lavoro come Educatore e suono il violino.

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