Data di pubbl.: 2026
Pagine: 199
Prezzo: € 20,00
La poesia di Antonio Seccareccia meritava una riscoperta. Finalmente è arrivata, grazie a Interno poesia che nella collana Interno Novecento pubblica Una cara immagine in un sogno (a cura di Raffele Manica e Arnaldo Colsanti), un volume che raccoglie l’intera opera poetica del poeta morto a Frascati nel 1997.
Nel 2009 Hacca edizioni pubblicò Viaggio nel Sud, il libro più importante di Seccareccia.
In questa nuova pubblicazione troveremo accanto a Viaggio nel Sud anche La memoria ferita e La risacca, sarà così possibile avere un quadro completo del corpus poetico di Antonio Seccareccia, la cui opera entra a pieno titolo nel nostro Novecento.
Antonio Seccareccia è stato scoperto da Giorgio Caproni e Giacomo Debenedetti nel 1958.
Caproni gli presentò un gruppo di poesie su La Fiera Letteraria; Giacomo Debenedetti lo premiò con il Lerici nel 1959. Nello stesso anno fu pubblicata la prima edizione di Viaggio nel Sud con la prefazione di Giorgio Caproni. Il libro suscitò l’interesse della critica. Fu paragonato a Gatto e a Cardarelli. Giuseppe Prezzolini lo definì un poeta notevole.
Raffaele Manica nella prefazione ci ricorda che Caproni scrisse a proposito di Seccareccia: «non si preoccupa di esplorare il proprio io, quanto di comprendere e rappresentare, in un mondo perfettamente adulto e in una continua ricerca di calore umano e d’umana verità, gli altri».
Anche Mario Luzi apprezzava la sua poesia: «Seccareccia ha un suo modo delicato e concreto di toccare le cose: un tocco registrato su un ritmo costante e sicuro: il ritmo della poesia, più precisamente della poesia che racconta…».
Viaggio nel sud, grazie è un libro importante perché narra il culto novecentesco della letteratura come vita. Insieme a queste pagine torna un poeta che vale la pena riscoprire.
I versi di Antonio Seccareccia segnano mirabilmente un passaggio che ha profonde radici nel ermetismo e nella tradizione. Una poesia pura e lirica che canta il Sud e il suo destino di terra suggestiva.
La parola è cristallina, il verso si fa reale mentre accade nella memoria del poeta che racconta il forte legame con la sua terra, che familiarizza con le sue origini per tramandarle alle future generazioni.
Raffaele Manica mette in risalto gli intenti di purezza e di verità della poesia di Seccareccia e quella semplicità sempre autentica, lontana dal macchinoso, dall’esibito, dall’artificio.
Poesia sincera che ricorda quella di Leonardo Sinisgalli e Raffaele Carrieri, altre due voci del sud e che nel loro sud hanno passeggiato liricamente per celebrarne la fraternità e l’autenticità.
Seccareccia è un testimone di quella straordinaria stagione poetica di cui fanno parte altri poeti come Alfonso Gatto, Lucio Piccolo, Rocco Scotellaro, Vittorio Bodini. Poeti meridionalisti che hanno scritto una pagina importante della lettura italiana del secondo Novecento. Nonostante le rimozioni dolose avvenute in questi anni, sarà difficile negare questa verità.
«Cercare nella memoria, / è come aprire uno scrigno di gioie dimenticate» annota Seccareccia in una delle tappe del suo viaggio interiore nell’anima della terra amata che lo ha generato. La grande poesia si fa con le parole semplici che non sono mai scontate.
Quelle di Antonio Seccareccia si richiamano a questa grande verità in cui il grande Mario Luzi scorgeva la naturalezza del poeta. Con la schiettezza della parola nuda Seccareccia vuole essere il poeta delle strade e desidera che ogni giorno che passa lasci un segno indelebile nel suo cuore.
La poesia di Antonio Seccareccia è un andare a ritroso ritroso nella memoria ferita: è un poeta sospeso tra i temi del ritorno e della nostalgia. Le sue parole sono intrise di Sud e pensiero meridiano.
Leonardo Sciascia definì la poesia di Antonio Seccareccia vera e chiara. Questa è, infatti, la lezione che con grande umiltà il poeta ha lasciato in eredità. Una poesia spontanea che arriva al cuore e non tradisce mai le sue intenzioni. Nei versi di Seccareccia finalmente si respira una straordinaria ricchezza di significati autentici che parlano della vita che scorre e di nient’altro.
La poesia di Antonio Seccareccia è destinata a durare perché ogni giorno che la leggiamo, lascia nei nostri cuori un segno. Non può essere altrimenti, perché il poeta con la sua semplicità ci coinvolge a compiere insieme con lui il viaggio nella memoria e a camminare oltre la stagione del nostro passaggio.
Caproni ha trovato nelle sue pagine il cuore di un uomo capace di battere con il ritmo fraterno e schietto, in un mondo che è il quotidiano mondo di tutti gli uomini di tutta la terra. Sono questi i poeti senza i quali la nostra vita sarebbe poca cosa.

