Sua Santità – Gianluigi Nuzzi

Titolo: Sua Santità
Autore: Nuzzi Gianluigi
Data di pubbl.: 2012
Casa Editrice: Chiarelettere
Genere: Saggi
Pagine: 320
Prezzo: 16
INTERVISTA ALL'AUTORE

“In un mondo in cui la menzogna è potente, la verità si paga con la sofferenza” Benedetto XVI

E’ arrivato da pochissimo in libreria, è in vetta alle classifiche di vendita e sta facendo molto discutere e, soprattutto, divide l’opinione pubblica. E’ “Sua Santità”, il nuovo libro del giornalista televisivo e di carta stampata Gianluigi Nuzzi.

Tutto nasce da un contatto e da un successivo incontro “al buio”: nulla di strano, nel giornalismo investigativo, anzi è una cosa molto frequente. Quell’incontro però era diverso. Nuzzi capisce subito di trovarsi in una situazione più grande di lui. E’ così che il saggio comincia, l’autore spiega dettagliatamente come sia riuscito ad entrare in contatto con la fonte, alla quale viene attribuito il nome in codice di “Maria”, e come si sia sviluppato il passaggio di documenti trafugati dai sacri palazzi e che l’ha portato a scrivere questo libro scottante.

“Tacere o superare una scelta di rottura, la menzogna, il silenzio,
la scarsa informazione che copre vicende, affari e segreti nella quotidianità d’Oltretevere?

Dagli scritti rubati si evincono tematiche e particolari davvero sconcertanti. Nei capitoli del libro Nuzzi contestualizza, in base alle carte a sua disposizione,  più situazioni molto note e di dominio pubblico, come il caso Boffo, direttore di Avvenire e vittima di infamia e imbrogli, o come la vicenda di Monsignor Viganò, la quale si lega a seri fenomeni di corruzione all’interno del piccolo stato.

Particolarmente significativa è la lettura del capitolo dedicato ai legami della Chiesa con lo stato italiano, “un’unione di fatto” che pare ripresentarsi di continuo. Caso eclatante è sicuramente rappresentato da una polemica già ampiamente dibattuta, ma tutt’ora senza via d’uscita apparente: l’imposta patrimoniale sui possedimenti della Chiesa. Si racconta di incontri segreti tra l’ex ministro Tremonti e il presidente dello Ior Gotti Tedeschi per cercare di reagire all’anomalia italica evidenziata dall’UE , secondo la quale il non adeguamento alle norme prevederebbe importanti sanzioni per il Vaticano. Inutile discutere la finalità dei meeting tra i due uomini, i quali hanno pensato bene che piuttosto di far beneficiare il nostro paese fosse più comodo cambiare e adeguare le norme. E non crediate di certo che le cose con il governo Monti si siano modificate: è particolarmente curioso infatti lo scambio di pareri tra Vaticano e Italia sulla formazione del governo tecnico.

Una persona che ricopre certamente un ruolo chiave è il cardinal Tarcisio Bertone, segretario di stato d’Oltretevere. Il suo nome si ripete in molti “scandali”, da Viganò a Boffo, da Tettamanzi a Passera, dal S. Raffaele allo Ior. Possiamo tranquillamente affermare che è la figura che ne esce più massacrata dalla “fuga di notizie” di cui parla il testo.

Nulla da esprimere sul comportamento della fonte, condivisibile o no, ma certamente un encomio al giornalista Gianluigi Nuzzi che si è dimostrato abilissimo a tessere le fila di un discorso molto delicato e critico. I temi di questo saggio fanno arrabbiare, innervosire, irritare, ma sapere è fondamentale. Non ci resta che sperare che questo schiaffo di verità scuota le coscienze.

All’interno del libro sono riportate immagini dei documenti originali alla base della sua stesura.

“In curia si fa sempre la scelta che fa meno rumore”

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Riccardo Barbagallo

Lavoro da qualche anno nell'editoria, mi occupo di comunicazione per editori e autori e sono un digital addicted. Al contrario di altri, non mi posso definire un lettore da sempre, 'La coscienza di Zeno' in prima media è stato un trauma troppo forte da superare per proseguire serenamente la relazione con la lettura. Più avanti ho deciso di leggere un libro per piacere, e non per obbligo, ed è stato lì che ho capito quale sia la vera forza della lettura: la capacità di emozionare. Credo che sia questo il segreto, se così possiamo definirlo. Non ho più smesso.

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