
Data di pubbl.: 2024
Pagine: 208
Prezzo: € 20,00
Potrei sbagliarmi, ma l’unica donna che appare nel film di George Clooney del 2014 Monument’s men è una sospetta collaborazionista interpretata da Cate Blanchett, dunque nulla a che vedere con la incredibile figura di Rose Valland raccontata con partecipazione e profondità in questo libro di Franca Pellizzari edito da Morellini. Nata nel Delfinato nel paese di Saint-Étienne-de-saint-Géoirs nel 1900 dimostrò fin da giovanissima una spiccata capacità artistica sebbene priva di caratteristiche tradizionali. Diplomata a Grenoble alla scuola di Belle Arti, aveva poi proseguito gli studi a Lione per giungere a Parigi nel 1922. Dopo inizi difficili, nel 1932 lavora come volontaria nell’ufficio del curatore del Museo del Jeu de Paume specializzato nell’arte contemporanea e per sopravvivere dà lezioni di disegno oltre a collaborare con riviste specializzate. Crede nell’arte moderna che secondo lei “aiuta a guardare il mondo con occhi nuovi”. Possiamo dunque immaginare il suo stupore e orrore quando i nazisti organizzeranno la famosa mostra a Berlino contro quella che definivano arte degenerata e successivamente daranno fuoco a una serie di famosi dipinti surrealisti proprio nel cortile del Jeu de Paume. Rose s’indigna, vorrebbe poter difendere le sue ‘creature’ con le unghie e con i denti, ma di fronte all’occupazione nazista di Parigi e alla vile sottrazione delle opere d’arte contenute nei musei e nelle collezioni private da parte di Goering e dei suoi accoliti, in parte per se stessi, in parte per il famoso museo che Hitler voleva creare in Germania, deve abbozzare. Rischierebbe la pelle e poi chi potrebbe svolgere il suo lavoro? Rose si finge sciocca come finge di non capire il tedesco che invece conosce bene. Tiene un accuratissimo registro segreto di tutte le opere sottratte e delle loro destinazioni in Germania. Ferma addirittura, con l’aiuto della resistenza, un treno pronto a partire per la Germania. E alla fine della guerra sarà proprio lei a guidare i Monument’s Men nei luoghi giusti per ritrovare le opere d’arte sottratte. Rose Valland visse a lungo con la sua compagna Joyce, amatissima e disperatamente pianta per la morte precoce, senza poter rendere pubblica la sua relazione che all’epoca non sarebbe stata accettata. Ma volle però che venisse seppellita nella tomba di famiglia a Saint-Étienne-de-saint-Géoirs e che finalmente si parlasse di lei come della sua compagna. Fino alla fine non si arrese continuando a denunciare le verità scomode legate al non ritrovamento di molte opere dopo la guerra.
I lettori noteranno che ogni capitolo del libro porta come titolo un quadro famoso, una brillante idea per spingere chi vuole a dare un’occhiata, anche virtuale, a tanta bellezza. E soprattutto per non dimenticare chi, come Rose Valland, ha rischiato la vita e la reputazione per preservarla.