Povera gente – Fëdor Dostoevskij

Titolo: Povera gente
Data di pubbl.: 2026
Traduttore: Verdiana Neglia
Pagine: 173
Prezzo: € 15,00

Povera gente è il romanzo d’esordio di Fëdor Dostoevskij. Il libro conquistò subito la critica e il pubblico.

In uno scambio epistolare tra un uomo e una donna, nel corso di un’estate, sullo sfondo San Pietroburgo, troviamo già lo scrittore che come pochi ha saputo  scavare nelle miserie degli esseri umani, scorgendo da quel grande scrittore morale che conosciamo la natura torbida dell’umanità.

Neri Pozza ripubblica il romanzo in una nuova traduzione di Verdiana Neglia e una prefazione di Paolo Nori.

Cinquantaquattro lettere d’amore fra Makar Devuškin, un impiegato dalle modeste condizioni sociali e di basso rango, e Varvara Dobroselova, una giovane donna orfana.

Un amore che nasce dalla miseria e dallo spavento per il futuro: l’uomo si prende cura della donna, la sente una sua protetta ma le difficoltà economiche non mancano, sono molti gli ostacoli che impediscono ai due di essere felici.

Il carteggio è ricco di intuizioni e di suggestioni. Dostoeveskij mette in bocca ai due protagonisti parole profonde e taglienti.

Povera gente diventa l’affresco della condizione umana, dentro le sue pagine lo scrittore mette in scena la desolazione di un mondo che diventa sempre più spietato e disumano e per lui la letteratura è un quadro e uno specchio, espressione di passioni, critica sottile, ammaestramento morale e documento.

Il lettore si appassionerà alla storia dei due giovani che si scrivono lettere e attraverso le parole che si scambiano cercano l’amore che li unisca per sempre.

Due persone si scrivono, si raccontano le loro piccole vicende quotidiane, le loro speranze, i loro sogni. Nasce così un amore che potrebbe aprire a entrambi la via della felicità, ma la loro miseria è tale che la ragazza deciderà di sposare un uomo non più giovane ma ricco, nella folle speranza di poter aiutare il suo infelice amico.

Dostoevskij nel suo primo romanzo esalta la potenza creatrice dei contrasti, della lotta eterna fra tenebra e luce, scoprendo negli strati più bassi della società, della vita, una bellezza nuova e misteriosa, una verità profonda ed eterna.

La critica dell’epoca all’uscita di Povera gente accolse positivamente l’opera e ne esaltò la scrittura definendo il libro un importante romanzo sociale e Dostoevskij il degno erede di Gogol’.

Ha ragione Paolo Nori quando scrive nella prefazione che Povera gente è il romanzo che ha reso grande Dostoevskij.

In questo romanzo già troviamo lo scrittore che abbiamo amato e apprezzato nei romanzi successivi e nelle opere immortali della maturità.

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