Pacifico – Tom Drury

Titolo: Pacifico
Autore: Tom Drury
Casa Editrice: NNE
Genere: Narrativa
Traduttore: Gianni Pannofino
Pagine: 240
Prezzo: Euro 18,00
INTERVISTA ALL'AUTORE

Raccontare la mia lettura di “Pacifico”, ultimo libro della Trilogia di Grouse County, scritta da Tom Drury e pubblicata in Italiada NN Editore, non può prescindere dal tornare con il pensiero all’incontro faccia a faccia, avuto con l’autore.
Tom, da molti anni, vive a Berlino, ma è uno scrittore americano. La sua America, Grouse County, sono indelebilmente fissate in lui, e come tutti, dico tutti gli scrittori americani che ho avuto la fortuna di incontrare, ti parla di se stesso della sua vita, della sua terra d’origine con passione, con gioia, con estrema serenità, anche descrivendo le cose difficili.
Non posso prescindere da quell’incontro e tantomeno dai due libri precedenti. Ho individuato quindi un ideale percorso a partire da “La fine dei vandalismi”, per proseguire con “A caccia nei sogni” e finire con “Pacifico”. Questo percorso è un po’ come gli scivoli a spirale sui quali ci si diverte nei parchi divertimento acquatici, attivi soprattutto d’estate. Si sale molto in alto insieme ad un gommone delle più divere dimensioni, adagiato poi in una grande piscina dove onde artificiali ti sbattono a destra e sinistra fino a spingerti all’imbocco dello scivolo, da cui si precipita ostaggi delle leggi della fisica, in una specie di imbuto, si percorrono tunnel e tratti aperti, si affrontano piccole cascate, fino a sfociare in una “pacifica” piscina.

E’ iniziato tutto con una grande, immensa, visione panoramica dell’affascinante Midwest statunitense, per andare poi ad approfondire in “A caccia nei sogni”, la prima conoscenza avuta dei tanti personaggi: Dan, Louise, Tiny, Micah e tutti gli altri. E, “tutti gli altri”, non significa elementi di minor peso, marginali. Anzi, la numerosità dei protagonisti mette più chiaramente in luce i volti diversi di una grande comunità, capace di convivere con discreta tranquillità.
Finale? La vita quotidiana condivisa giorno dopo giorno con Dan e gli altri, a Grouse County e non solo, viene scandagliata con una dolce narrazione, casa per casa, dall’autore, rivelando vite, belle, tristi, monotone, agitate, curiose. Vite.
La vita di Micah cambia in modo significativo, cresce in età, cresce in esperienze che lo portano lontano da Grouse County. Tiny invece rimane. Ma la vità cambierà anche per lui; rimane solo e in qualche modo dovrà colmare quella solitudine. Non c’è problema.
A Dan invece non serve pensare come colmare il maggior tempo libero che ha a disposizione, visto che non è più lo sceriffo della contea. Due nuovi arrivati a Grouse County gli daranno modo di mantenersi allenato.
Attorno a queste due o tre vicende principali si sviluppano altri piccoli eventi più o meno direttamente collegati, e ciò che emerge chiaramente, e subito mi è saltato all’occhio è paradossalmente un’assenza: il lamento, o se preferite la lamentazione.
Non esiste proprio questo atteggiamento a Grouse County. Non c’è. “Una soluzione si troverà”, sembra essere il motto di Grouse County, e se poi finito il libro rifletterete pochi secondi, vi ricorderete che l’autore ce l’aveva già suggerito.

Ecco, questa è stata per me Grouse County.
E’ stato come percorrere un grande fiume che non a caso, dal Midwest è sfociato nell’oceano. Pacifico.
Grazie Tom, grazie NNE

 

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