Data di pubbl.: 2026
Pagine: 300
Prezzo: € 19,00
Anche se non vi piace il calcio amerete questo libro e lo leggerete d’un fiato, fino all’ultima pagina.
Siamo vicini ad Appiano Gentile – dove si allenano i calciatori dell’Inter – nella struttura del Veniano Calcio 1946 palestra di giovani talenti e future promesse della Serie B. Il Veniano vanta due ottimi terzini: Canelo, rosso di capelli, del vicino paese di Bulgarograsso e il suo amico fraterno, il diciottenne senegalese di Dakar Asa Ba, nero, veloce, potente. Ma quel giorno Asa non si è presentato all’allenamento e Canelo, sollecitato dal Mister, gli telefona. Inutilmente, perché Asa Ba è morto, travolto da un’auto davanti al Camping Village City, dove aveva passato la notte nella roulotte di Martina Schiavon.
Ed è in quel camping che l’assistente capo della questura di Milano Raffaele Cinà interroga la ragazza, nome d’arte Martina Doll, pornostar celebre per i suoi video postati da quella casa di bambola che è la sua roulotte. Amava Asa Ba? Gli voleva bene, le piaceva, ma era lui ad essere davvero preso da lei. Ha visto l’auto che lo ha investito? Di sfuggita, un’auto scura, forse nera. La targa? Quella no.
A Milano, nell’Albergo Villa Garibaldi dove vive, al giornalista de La Notte, Steno Molteni, è arrivata la notizia della tragica morte del ragazzo, ma lui fatica a concentrarsi sulle ricerche in rete per scrivere il pezzo. Da poco, la compagna Sabine, eritrea adottata bambina da una famiglia di medici italiani, suo grande amore, un tempo fotografa di moda e ora per La Notte, lo ha lasciato e lui stenta a metabolizzare il lutto. Al suo fianco, un vecchio amico e collega del padre, il portiere dell’Albergo Signor Barzini, che sebbene parli poco comprende molto del suo protetto. Asa Ba, scopre Molteni, era un ragazzo tranquillo, religioso. Era arrivato in Italia da solo e viveva a Bulgarogrosso dalla zia Ammina, amministratrice del Veniano Calcio 1946. Presto Asa sarebbe passato al Como Calcio in Serie B con la maglia n. 3, un bel salto economico, grazie alla sua procuratrice Isabela Bassol. Anche Sabine è stata incaricata dal Capo di seguire il caso. Arriva al Veniano Calcio, parla con il Mister, scatta foto di una lite fra i giovani calciatori, ne informa Steno che ormai stenta a rispondere ai suoi messaggi. Sarà proprio lui a parlare con Canelo, a farsi raccontare di Asa, di come il ragazzo mandasse quasi tutti i suoi guadagni alla famiglia in Senegal e infine del motivo della lite in campo: un video di Asa Ba e Martina Doll impegnati a fare sesso, un video che girava in rete e sul quale i compagni ridacchiavano. Chi lo aveva caricato e perché? Possibile che qualcuno ricattasse il giovane?
E mentre Sabine va a trovare la zia Ammina, vede la cameretta di Asa, incontra la madre di Canelo, Lena, operatrice sanitaria all’Ospedale Sant’Anna di Como, e scopre l’esistenza di una grossa assicurazione sulla vita del giovane calciatore, Steno incontra la Bassol al Bulgari Hotel e apprende, fra le molte altre cose, che Asa aveva rilasciato un’intervista al vecchio giornalista comasco de La Provincia Liborio Smriglio, definendola ‘la sua assicurazione sulla vita’. A quel punto, con Raffaele Cinà, suo amico da sempre, accompagnati da un altro singolare personaggio, l’elegante barbone Alberto, autista di una splendida Maserati Ghibli del 1970 – con una sua storia speciale – incontrano Smriglio allo stadio di Como e ottengono copia dell’intervista.
Ciò che scopriranno sarà a dir poco raccapricciante, ma ancor più complicato sarà risalire ai veri motivi della morte di Asa Ba, una morte tutt’altro che accidentale, e a chi ha agito per mesi dietro le quinte. Peccato che l’omicidio perfetto non esista. E a rischiare di brutto per la sua intelligente curiosità e voglia di aiutare l’indagine in corso, sarà persino la bella Sabine.
Al di là dell’impeccabile trama gialla, degli ottimi dialoghi e dell’attento scavo psicologico di personaggi principali e minori, questo libro narra i molti inquietanti e miseri risvolti della vita e delle carriere di quei giovani che arrivano, pieni di sogni e di speranze di successo spesso proprio nel mondo del calcio, dai paesi poveri del mondo e lo spaventoso potere dei social quando malamente manovrati da loschi figuri privi di alcun senso morale, al soldo di ogni bandiera:
“…la vita privata che non è più privata, il senso d’intrusione, lo stupore di essere salutata per strada da sconosciuti che ti considerano una di famiglia, perché ti hanno visto sugli schermi del cellulare o in tv, in casa loro, seduti a tavola o in bagno.” (p.267)


