Lavoricidi italiani – Jonathan Arpetti e Paolo Nanni

Titolo: Lavoricidi italiani
Autore: Jonathan Arpetti e Paolo Nanni
Casa editrice: Miraggi edizioni
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo di copertina: 14.90 euro

Ironico, riflessivo, grottesco. Lavoricidi italiani edito dalla Miraggi editore è un allegro mix di storie tragicomiche. Venti racconti scritti da chi ha avuto a che fare con il mondo del lavoro: un universo ormai avariato. Al suo interno troverete storie di precariato, di raccomandazioni, di fragili sogni, di mete ambite che diventano miraggi truffaldini.

Un romanzo cooperativo, come amano definirlo i due curatori di questa raccolta nonché autori di due racconti, Jonathan Arpetti e Paolo Nanni. Ma dobbiamo precisare che Lavoricidi italiani non è un quaderno delle doglianze, non è un libro – inchiesta, non è una denuncia gridata a squarciagola nel deserto, ma è un’opera letteraria. Anzi, un’operazione intelligente in cui la drammatica realtà del Bel Paese viene messa nero su bianco da venti penne agguerrite.

Nulla viene lasciato al caso. Ogni aspetto della nostra realtà viene scandagliato. Tutti i racconti sono scritti in prima persona, in questo modo gli autori costruiscono un rapporto intimo con il lettore, al quale viene presentata un’esperienza reale. Ciò non vuol dire che i testi siano autobiografici, ma riflettono il punto di vista dell’autore. In questo modo ognuno di noi può calarsi nei panni dei personaggi che animano i venti racconti.

Ottimo lo stile degli autori. Secco, compatto, giornalistico, telegrafico per certi versi. La lunghezza dei racconti è breve, i più corposi sfiorano le dieci pagine. C’è un filo comune che lega tra loro le storie: il lavoro con le sue angosce e le aspettative tradite. Più che buono anche il lavoro di selezione dei racconti. A dimostrarlo l’omogeneità stilistica del libro.

Un volume da leggere e gustare, scritto da chi conosce l’Italia e il problema del lavoro. Certamente un libro del genere non solleticherà il palato di tutti, le raccolte di racconti a sfondo sociale non incontrano sempre il gusto dei lettori e danno vita a facili pregiudizi. Nonostante tutto questo volume ha tutte le carte in regola per diventare una piacevole sorpresa letteraria.

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Martino Ciano

Classe 1982, vive a Tortora, comune della provincia di Cosenza. Promesso ragioniere, lascia la partita doppia per la letteratura, la poesia, la musica e il giornalismo. Si laurea in Scienze Storiche all’Università La Sapienza di Roma. Attualmente è corrispondente per l’emettente televisiva Rete 3 Digiesse. Nel 2011, l’incontro con Gli amanti dei libri, per cui cura la rubrica Amabili letture. Collabora anche con le riviste letterarie Euterpe, Satisfiction e Zona di Disagio di Nicola Vacca. Ama scrivere racconti, alcuni dei quali sono stati pubblicati su siti e riviste on-line. Tra questi, La logica del difetto è nel catalogo dalla Bla - Bookmark Literary Agency di Paolo Melissi. La sua pagina personale facebook è Dispersioni 82. AMABILI LETTURE: I libri che mi piacciono, i classici che mi hanno formato, il profumo delle parole che mi hanno riempito l’anima. Sono un lettore anarchico, che si sposta da un genere all’altro con il solo obiettivo di saziare le mie curiosità. Voglio condividere con voi le mie impressioni sulle opere che mi hanno reso un divoratore di parole. In questo spazio verrà data voce agli esordienti, agli autori dimenticati, ai poeti, ai sognatori, agli irregolari. La letteratura è arte e scrivere d’arte è il mestiere più bello del mondo.

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