La luce dell’impero – Marco Buticchi

Titolo: La luce dell'impero
Autore: Marco Buticchi
Data di pubbl.: 2017
Casa Editrice: Longanesi
Genere: Avventura, storico, thriller
Pagine: 446
Prezzo: 18.80

La Storia può essere, allo stesso tempo, qualcosa di affascinante e di misterioso. Fuori dai bordi canonici delle parole riportate all’interno dei libri di testo e dei manuali scolastici si nascondono storie, leggende, dicerie e pettegolezzi che si tramandano di generazione in generazione fino ad arrivare alle nostre orecchie. Talvolta, ho anche il sospetto che queste voci possano sopravvivere a noi e tramandarsi ai nostri figli e a chi verrà dopo, alimentando miti e curiosità e continuando a stimolare la ricerca della verità nelle persone che verranno dopo di noi.

Ma se le voci e le storie, parole e pensieri, sono così forti da sfidare le barriere del tempo, ancora più resistenti sono i sentimenti. Ecco che odi, rancori, sogni di gloria mai estinti, restano sepolti sotto le trame del tempo per poi riaffiorare nel momento opportuno. Una storia simile è quella narrata all’interno del romanzo di Marco Buticchi, “La Luce dell’impero”. Il romanzo si apre in una fredda sala operatoria dove una donna è costretta a riconoscere, in quelli che sono i resti orribilmente massacrati, il marito scomparso da qualche giorno. Dietro alla macabra vicenda si cela una serrata caccia ad un diamante estremamente raro e prezioso: il Maximillian II. Inizia un lungo flashback che ci riporta all’epoca della caduta del potere della famiglia Asburgo e alla grande guerra che li porterà a scontrarsi contro Napoleone III. Ma se i rapporti tra Austria e impero francese sono assai turbolenti, per qualche misteriosa ragione è proprio il signore dei francesi a spingere perché il giovane Massimiliano d’Asburgo, a lungo signore delle terre della lombardia e del veneto, ponga sul suo capo la corona dell’impero del Messico. Mentre Massimiliano d’Asburgo viaggia per prendere possesso del trono imperiale, acquista presso un contrabbandiere, un prezioso diamante, il futuro Maximillian II. Quello che lo sventurato aristocratico non sa è che il gioiello è stato preso con la forza e dopo un violento massacro e che reca su di sé una potente maledizione che condurrà alla rovina chiunque ne entri in possesso. La storia farà il suo triste corso e Massimiliano d’Asburgo perderà trono e vita nella tragica ribellione del 1867. Le vicende dei diamanti invece continuano fino ad arrivare ai nostri giorni quando, durante una crociera, la nave su cui viaggiano Oswald Breil e Sara Terracini (già protagonisti delle precedenti storie di Buticchi) viene bloccata da un misterioso guasto proprio sulle coste del Messico. Qui scopriamo che il misterioso uomo, trovato morto nelle pagine iniziali, altro non era che il capo della squadra speciale che combatte i cartelli della droga sul suolo messicano. L’uomo, stava tentando da tempo di contattare proprio Oswald per dargli delle rivelazioni importanti. Ma cosa c’entra il misterioso diamante con i cartelli della droga?

Una domanda interessante che bene si abbina ad un libro altrettanto interessante.

Dalla gola della ragazza uscì una voce dal tono cavernoso e la potenza di un tuono: “non c’è più tempo!”. Ma l’avvertimento si rivelò tardivo. Quattro uomini fecero irruzione in quel momento. Avevano i volti coperti da fazzoletti e tenevano le armi spianate. La prima a essere centrata in pieno petto fu la sacerdotessa, che sobbalzò all’indietro cadendo sulla sedia rituale alle spalle. Poi fu il massacro. [..]uno dei sicari, il viso di ghiaccio, si piazzò davanti alla mae de santo per accertarsi che fosse morta. Il braccio della sacerdotessa scattò come una molla. “so perchè sei qui assassino” sibilò la donna, tra le labbra un rivolo di sangue. “io ti maledico. E maledico chiunque avrà con sé la luce di Dio. Solo quando tornerà nelle mani di chi possiede il mio sangue l’ira di Ogun si placherà”. ((pag.19)

Pieno di richiami storici, precisi e minuziosi tanto che, in alcuni punti facevo davvero fatica a distinguere finzione letteraria da realtà storica, il libro di Buticchi si dimostra all’altezza del successo dei precedenti capitoli. Scegliendo come base di partenza un episodio di storia riguardante l’America centrale e latina, terre che nel secolo scorso hanno conosciuto un forte movimento migratorio proprio a partire dalla nostra nazione ma di cui conosciamo davvero poco per quanto riguarda la loro Storia, Buticchi crea una storia dove c’è davvero tutto: avventura, emozioni, mistero e una certa dose di suspance. Eventi adrenalinici si rincorrono tra le pagine del romanzo svelando a poco a poco il mistero che si cela dietro il gioiello insanguinato. Non mi sono mai appassionato così tanto ad eventi riguardanti oggetti storici misteriosi da quando, alla tenera età di sette anni, lessi per pura curiosità la storia dei gioielli maledetti della tomba di Tutahnkamon e non posso fare a meno di consigliarvi questo libro che, a mio parere, sarà di sicuro in grado di coinvolgervi come ha coinvolto me.

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Gabriele Scandolaro

Mi chiamo Gabriele e sono un lettore. Ho iniziato a leggere quando ero molto piccolo, complice una nonna molto speciale che invece delle classiche favole riempiva le mie giornate raccontandomi i capolavori teatrali di Shakespeare e di Manzoni. Erano talmente avvincenti le sue narrazioni che, appena mi è stato possibile, ho iniziato a leggere per conto mio. Ma terminato il mio primo libro ne ho iniziato subito un altro. Poi un altro. Da allora non riesco più a smettere di leggere. Quando non leggo o studio, lavoro come Educatore e suono il violino.

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