Il tredicesimo giorno – Fabio Ceraulo

Titolo: Il tredicesimo giorno
Autore: Fabio Ceraulo
Data di pubbl.: 2016
Casa Editrice: Milena edizioni
Genere: Narrativa
Pagine: 230
Prezzo: 14 €

Ci perderemo in questa storia ambientata nella Palermo di inizio ‘900. Ci ritroveremo nei panni di questo giovane cameriere che assistette all’omicidio di Joe Petrosino, il poliziotto venuto dall’America per sfidare la Mafia. Ci sentiremo vittime e carnefici di questo pezzo di storia d’Italia.

Il tredicesimo giorno di Fabio Ceraulo non ha solo il potere di catturare il lettore, ma anche di rimembrargli un ricordo sepolto, origine di tanti sé e tanti ma sia della storia nazionale che di quella palermitana. Di sicuro l’autore di questo libro ama la sua città e consacra sull’altare della memoria tutti i ricordi, senza fare distinzioni.

Parla di un omicidio, quello di Petrosino, avvenuto il 12 marzo 1909, ma sa che tutto ha inizio da lì. Questo poliziotto italo-americano è stato, infatti, la prima vittima eccellente dell’Onorata Società.

Ma Ceraulo fa delle operazioni importanti. Antepone al fatto di sangue la Palermo dell’epoca: la sua miseria e la sua ricchezza. Fa spiccare su tutto le vicende di una famiglia. Costruisce una trama potente e solo successivamente inserisce questo omicidio eclatante. Il tredicesimo giorno insomma non è il solito piagnisteo sulla mafia o il tentativo di riesumare una storia vecchia di cent’anni. È prima di tutto un libro di letteratura, ben scritto e ben congegnato. È la solitaria ricerca di uno scrittore della propria coscienza civile e di risposte concrete.

La disamina sulla Palermo dei nostri giorni, sulla Mafia, i facili paragoni, le solite frasi fatte non appartengono a questo autore e non le troverete in questo testo. Sostengo con forza che un libro per essere maturo deve saper interpretare con occhi nuovi la storia. Ebbene, Ceraulo sa fare il proprio mestiere e scommetto che si sia tanto entusiasmato, quanto stancato, nel produrre quest’opera. E proprio con il verbo stancare faccio il verso a Pavese, perché in questo libro c’è molto dell’autore piemontese, il quale ha sempre riletto personalmente la storia.

Il romanzo inizia nel 1982. Il protagonista è un anziano ex servitore dello Stato. All’epoca dei fatti era un ragazzino che faceva l’apprendista cameriere, proprio nel ristorante nel quale cenava ogni sera Petrosino… e poi… qualcosa cambiò. Le sue memorie vengono consegnate a un giovane ragazzo che nell’estate afosa del 1982, in una Palermo che attende con ansia la finale dei mondiali di calcio, impara qualcosa del suo passato.

Che sia l’autore quel vispo giovane?

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Martino Ciano

Classe 1982, vive a Tortora, comune della provincia di Cosenza. Promesso ragioniere, lascia la partita doppia per la letteratura, la poesia, la musica e il giornalismo. Si laurea in Scienze Storiche all’Università La Sapienza di Roma. Attualmente è corrispondente per l’emettente televisiva Rete 3 Digiesse. Nel 2011, l’incontro con Gli amanti dei libri, per cui cura la rubrica Amabili letture. Collabora anche con le riviste letterarie Euterpe, Satisfiction e Zona di Disagio di Nicola Vacca. Ama scrivere racconti, alcuni dei quali sono stati pubblicati su siti e riviste on-line. Tra questi, La logica del difetto è nel catalogo dalla Bla - Bookmark Literary Agency di Paolo Melissi. La sua pagina personale facebook è Dispersioni 82. AMABILI LETTURE: I libri che mi piacciono, i classici che mi hanno formato, il profumo delle parole che mi hanno riempito l’anima. Sono un lettore anarchico, che si sposta da un genere all’altro con il solo obiettivo di saziare le mie curiosità. Voglio condividere con voi le mie impressioni sulle opere che mi hanno reso un divoratore di parole. In questo spazio verrà data voce agli esordienti, agli autori dimenticati, ai poeti, ai sognatori, agli irregolari. La letteratura è arte e scrivere d’arte è il mestiere più bello del mondo.

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