Il ritorno del soldato- Rebecca West

Titolo: Il ritorno del soldato
Autore: Rebecca West
Data di pubbl.: 2022
Casa Editrice: Fazi editore
Genere: Romanzo drammatico, Romanzo storico
Traduttore: Benedetta Bini
Pagine: 144
Prezzo: 16.00

Cosa fare della vita quando questa diventa una lunga serie di sconfitte e dolori a cui seguono delle vicende così tremende e crudeli da annichilire anche lo spirito più forte?

Le risposte a cìquesta domanda sono moltissime quante sono le persone che si sono ritrovate storicamente a dover gestire grossi problemi. Ognuno reagisce come può cercando di salvare quanti più pezzi della propria anima martoriata.

Chris non è da meno. Anche lui si è trovato a vivere delusioni e sofferenze; ha tenuto duro, ha fatto quanto era in suo potere ma la Guerra è scoppiata in quell’Europa che si crogiolava da quasi trent’anni nella Belle Epoque per essere inviato in qualche zona della Francia dove, nelle trincee, ha vissuto l’Inferno. Sebbene sia sempre riuscito a evitare mutilazioni troppo grandi e sia tornato nella sua adorata Inghilterra, la sua mente è gravemente provata. L’uomo ha dimenticato gli ultimi quindici anni della sua vita e una generosa parte di quello che ha vissuto nella guerra. Quindici anni sono molti e in quel periodo, che sembra irrimediabilmente perduto dai ricordi di Chris, anche l’esistenza di sua moglie non trova spazio. Così come il ricordo del loro bambino, morto tragicamente poco prima della partenza dello stesso protagonista.

Chris annuncia il suo ritorno alla sola persona che ricorda ancora: Margaret, il suo amore giovanile.

Così Kitty, legata a quell’uomo senza ricordi da un amore profondo che li ha visti condividere anche esperienze terribili, e Jenny (cugina di Chris) si ritrovano a dover gestire uno spaesato e confuso reduce che non le riconosce. Ma cosa fare? Lasciarlo nella sua situazione e consentirgli di ricostruirsi una nuova vita, libera da quegli orrori e quel dolore che la sua mente ha cancellato o riportarlo indietro facendo riaffiorare ferite emotive ed esperienze tremende?

In genere, quando devo decidere le letture del mese, cerco sempre di leggere la sinossi dei libri per sapere a cosa vado incontro e orientarmi secondo i miei gusti. Questo mi porta a fare determinate scelte (nessuno, penso, leggerebbe un libro la cui trama non comunica nulla) e a scartare quelle storie che non mi comunicano nulla o con cui non sento affinità. Però a volte si sbaglia facendo così. A priori si scartano libri che invece si rivelano delle ottime letture. Che fare per evitare questo problema?

Beh, per una volta ho fatto scegliere a qualcun altro. Qualcuno di cui mi fido molto se si parla di libri. E ho atteso con pazienza che i titoli arrivassero senza sapere cosa avrei trovato, di modo da evitare i pregiudizi.

Il risultato è stata la lettura più intensa che mi sarei mai potuto aspettare.

Il ritorno del soldato è una storia straziante dove tre donne si trovano ad affrontare qualcosa di impensabile e a fare i conti con questa possibilità. Un amore giovanile perduto che improvvisamente torna e ha una nuova possibilità di rinascere, un matrimonio solido segnato da molti eventi (alcuni belli e teneri altri terribili e devastanti) che non esiste più, i ricordi di una giovinezza spensierata fatta di una grande complicità ormai negata.

Pesano i silenzi, pesano gli sguardi dei personaggi e pesano le parole che vengono dette. Rebecca West racconta lo strazio e la confusione, la malattia e la devastazione della guerra, canta un dolore muto che cancella tutto e parla di scelte e di responsabilità (due parole molto importanti al giorno d’oggi) e riesce a farlo con semplicità, senza dover calcare la mano e rendere più doloroso qualcosa che di per sé è già un urlo silenzioso e disperato.

Il ritorno del soldato potrebbe benissimo essere un grande classico della narrativa europea di genere, dedicato alle storie del secolo breve e dei suoi avvenimenti, anche se si tratta di un’opera di fantasia l’autrice ha vissuto realmente il dolore della guerra e i suoi orrori e consente al lettore di sperimentare il disagio e l’amarezza che molte famiglie in tutta Europa, finirono per provare.

Se siete arrivati fino a qui, e vi ringrazio per la pazienza, vi invito a provare voi stessi la bellezza di questo libro, garantendovi che non resterete delusi.

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Gabriele Scandolaro

Mi chiamo Gabriele e sono un lettore. Ho iniziato a leggere quando ero molto piccolo, complice una nonna molto speciale che invece delle classiche favole riempiva le mie giornate raccontandomi i capolavori teatrali di Shakespeare e di Manzoni. Erano talmente avvincenti le sue narrazioni che, appena mi è stato possibile, ho iniziato a leggere per conto mio. Ma terminato il mio primo libro ne ho iniziato subito un altro. Poi un altro. Da allora non riesco più a smettere di leggere. Quando non leggo o studio, lavoro come Educatore e suono il violino.

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