Gli amici del deserto – Marco Mancassola

Titolo: Gli amici del deserto
Autore: Mancassola Marco
Casa Editrice: Feltrinelli editore
Genere: Romanzo
Pagine: 160
Prezzo: 14.00 €

Il mito del viaggio e della frontiera, insieme ai labirinti della psiche, sono i punti centrali e le linee guide del nuovo romanzo di Marco Mancassola.

Due amici da una vita si ritrovano a partire insieme per quello che sarà una sorta di viaggio mistico-iniziatico: la frontiera è il Big Sur, la porzione frastagliata della costa della California che ha già ispirato diverse volte scrittori e registi. Il viaggio dei due segue un itinerario nell’itinerario: viaggiare attraverso il deserto californiano fino all’Arizona alla ricerca di Anselmo, un enigmatico guaritore sciamanico. Ma è naturalmente una ricerca del sé perduto, di una pace interiore, di un punto d’arrivo che diventi punto per un inizio. Un nuovo inizio.

Il protagonista assoluto del romanzo non ha nemmeno un nome, o meglio, noi lettori non lo conosciamo: l’autore ce lo disegna come un uomo di 33 anni con una carriera fallita in vari uffici stampa e, soprattutto, una ferita d’amore incolmabile per la storia finita con Kareen, 13 anni insieme interrotti da una crisi psicologica profonda della donna che l’uomo non è stato in grado di gestire. “Non sono riuscito ad amare una donna” ammetterà il protagonista più volte nel romanzo, affermazione struggente e forte. Il senso di colpa per la propria incapacità e il sentimento dell’occasione perduta nel realizzare la felicità propria e della donna amata, sono i pesi emotivi che ancorano il narratore nella sua stasi californiana.

Da questa stasi verrà a smuoverlo, appunto, il suo migliore amico: Danilo Scotti. Danilo è una persona fragile, fragilissima, commediante che non ha sfondato, affetto da un disturbo bipolare e dipendente da vari psicofarmaci. Danilo pretende che l’amico lo segua in questo viaggio perché vuole essere accompagnato verso la sua guarigione ad opera dello sciamano del quale conosce solo il nome, Anselmo.  Un’impresa assurda ma alla quale non si può dire di no e nella quale Danilo non può essere lasciato solo.

Mancassola propone una trama lineare, forse già vista diverse volte, con al centro il tema del viaggio e della ricerca del sé; l’avventura nel deserto è una metafora per sottolineare che il traguardo del viaggio è in realtà il viaggio stesso e tutte le persone che durante questo viaggio si incontrano.

Ma il finale non dobbiamo aspettarcelo troppo lieto.

Nonostante queste puntualizzazioni, Mancassola riesce, con uno stile pulito e allo stesso tempo intenso, a fare letteratura. Tutti i suoi personaggi, anche quelli minori, arrivano nelle pagine e sono capaci in poche righe di lasciare il segno in noi che leggiamo. Grande quindi la capacità empatica di vario grado dell’autore.

Lettura avvincente e da un lato malinconica ma comunque capace di sorprendere. Curati i dettagli, i particolari che abbondano nella vita di tutti i giorni così come le maschere e gli stereotipi che sono entrati nella nostra società e negli stati d’animo delle persone stesse.

Questo libro è un esperimento sulla solitudine intesa come silenzio più che come mancanza di qualcosa e/o qualcuno. Silenzio per ricominciare, silenzio per andare oltre.

 

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